Visualizzazione dei post in ordine di data per la query romance. Ordina per pertinenza Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di data per la query romance. Ordina per pertinenza Mostra tutti i post

giovedì 8 maggio 2025

I dischi che ho più ascoltato nel 2024

Come ogni anno da un pò di tempo a questa parte, dopo aver trascorso la maggior parte del tempo ad ascoltare musica di repertorio, arrivati al momento dei consuntivi di fine anno vado in sbatti e cerco freneticamente di recuperare ciò che è ritenuto il meglio dai miei critici di riferimento. 
Così facendo, nella migliore delle ipotesi, sul block notes mi trovo più di una cinquantina titoli e capisci bene che la missione-recupero è impossibile, anche perchè, con l'arrivo di febbraio, torno alle vecchie abitudini e alle mie confort zone musicali.
Ad ogni modo, anche in queste condizioni sono riuscito a isolare sette titoli (più uno), composti, in parte dai dischi effettivamente più ascoltati nel corso del 2024, e in parte da scoperte last minute, per cui ringrazio i miei spacciatori di fiducia di buona musica, che confermano la loro affidabilità. 

Ad ex aequo:

Ezra CollectiveDance, there's no one watching
Fontaines D.C., Romance
Sierra Ferrell, Trail of flowers












menzione d'onore

giovedì 30 gennaio 2025

Tracce del 2024: Pop, Indie, mainstream...and all the rest

In attesa di tornare a stilare la mia lista dei dischi più ascoltati dell'anno (ci vorrà ancora qualche settimana) mi porto avanti con una playlist di tracce singole. Il consiglio, se qualche canzone dovesse aprirsi a suggestioni, è sempre quello di recuperare l'album nella sua interezza. Linko ai titoli il corrispettivo video da youtube e, laddove postata, la mia recensione del disco. 

01. Jessica Pratt, Life is (Here in the pitch)
02. Peter Perrett, I wanna go with dignity (The cleansing)
03. English Teacher, The world's biggest paving slab (This could be Texas)
04. Jesus and Mary Chain, American born (Glasgow eyes)
05. Billie Eilish, LUNCH (HIT ME HARD AND SOFT)
06. MJ Lenderman, Joker lips (Manning fireworks)
07. The Lemon Twigs, They don't know how to fall in place (A dream is all we know)
08. Jack White, That's how I'm feeling (No name)
09. Nick Cave and the Bad Seeds, Conversion (Wild God)
10. The Black Crowes, Wanting and waiting (Happiness bastards)
11. Amyl and the Sniffers, Big dreams (Cartoon darkness
12. Ezra Collective, God gave me feet for dancing (Dance, no one's watching)
13. Beyoncè, Texas hold 'em (Cowboy Carter)
14. Green Day, The american dream is killing me (Saviors)
15. Fontaines DC, Death kink (Romance)
16. Beth Gibbons, For sale (Lives outgrown)
17. Eminem, Houdini (The death of Slim Shady)
18. The Decemberist, All I want is you (As it ever was, so it, so it will be again)
19. IDLES ft. LCD Soundsystem, Dancer (TANGK)
20. Cindy Lee, Darling of the diskoteque (Diamond jubilee)
21. MOOON, I will get to you (III)
22. Charli XCX, 365 (Brat
23. The Mavericks, Live close by (Moon and stars)
24. The Vaccines, Heartbreak kid (Pick-up full of pink carnations)
25. Paolo Benvegnu ft Brunori Sas, L'oceano (E' inutile parlare d'amore)
26. X, Big black X (Smoke and fiction)
27. Warren Haynes, Real, real love (Million voices whisper)
28. Pet Shop Boys, Loneliness (Nonetheless)
30. The Smile, Wall of eyes (Wall of eyes)




lunedì 25 novembre 2024

Fontaines D.C., Romance

Va beh, togliamoci il dente. Eccolo qui l'album dei Fontaines D.C. che proietta la band irlandese al successo mainstream. Dietro una delle copertine più brutte che mi sia capitato di vedere, undici brani che puntano apertamente al grande pubblico tentando una difficile connessione con la storia del gruppo, costruita fin qui con tre album all'insegna della crescita costante. Dietro le dichiarazioni che accompagnano ogni nuovo album, (aspetto ormai metabolizzato e gestito da Chatten da consumata rock-star), e che tendono a "giustificare" l'alleggerimento dei pattern con la volontà di allontanarsi dai temi irlanda-centrici, c'è in realtà la legittima ambizione di allargare la propria fan-base. Mettendo in conto di perdere, o ridurre, quella storica, chiaramente più snella. 

Il nuovo viaggio si apre, un pò ingannevolmente, con una traccia abbastanza in linea con la tradizione malinconica che è quota parte del DNA dei Fontaines D.C. e che è anche la title track, una opener perfetta, soprattutto per preparare il terreno al singolone che ha cambiato la storia del gruppo: quel Starbuster caratterizzato dalla geniale intuizione di contrassegnare il termine del refrain con una plateale e grezza inspirata per riprendere fiato. Ma è con la successiva Here's the thing che la band diventa letteralmente irriconoscibile, travolta da una melodia smaccatamente UK pop alla Blur anni novanta, ai tempi del dualismo con gli Oasis. 
Probabilmente consapevoli dell'effetto straniante creato con una traccia così anomala, nel proseguo della tracklist i Fontaines D.C. piazzano i pezzi probabilmente migliori dell'intero lavoro, su tutti In the modern world Bug, prima dell'altrettanto valida, al tramonto dell'album, Death ink.

E' certamente importante per una band darsi degli obiettivi e ancora di più lo è riuscire a raggiungerli, non è un'operazione banale decidere di fare un passo in direzione mainstream ed avere scaltrezza e capacità artistica di riuscirvi, restando tutto sommato fedeli alla propria storia (mi viene il paragone con Springsteen, che con Born in the USA ha sempre continuato a proporre il suo blu collar rock, semplicemente poppizzandolo). Per quello che mi riguarda, senza tragedie (visto che, ahimè, non ho più sedici anni), nei Fontaines D.C. dei primi tre, splendidi, dischi (due recensioni le trovi qui e qui) e arrivo a dire forse finanche il lavoro solista di Chatten (qui) mi ci trovavo di più. 

Cioè questo passaggio da una musica da fili elettrici scoperti, dagli spasmi di una Hurrican laughter o di una Televised mind, dalla malinconia atonale di I don't belong o di una How cold is love, alla coolness di Starbuster o Here's the thing fatico a sedimentarlo. Insomma, le mie solite menate. Romance resta comunque un buon disco, senza dubbio sopra la media della roba che di questi tempi fa classifica o visualizzazioni a rotta di collo. Nella mia bolla snob, sono felice di averli visti dal vivo prima del grande botto.

lunedì 4 novembre 2024

MFT, Settembre e Ottobre 2024

ASCOLTI

Manuel Agnelli, Ama il prossimo tuo come te stesso
Blood Incantation, Absolute elsewhere
Slits, Cut
CòSang, Dinastia
JD McPherson, Nite owls
D-A-D, Speed of darkness
Eric Clapton, Meanwhile
Wire, Chair missing
Steve Earle, Alone again 
Samara Joy, Portrait
Manu Chao, Viva tu
Gang of Four, Entertainment!
Lone Justice, Viva Lone Justice
Amyl and the Sniffers, Cartoon darkness
Magazine, Real life
The Pixies, The night the zombies came
Fontaines DC, Romance
Charlie Crockett, $10 Cowboy
The Mavericks, Moon & stars
Human League, Dare!
Johnny Cash, Songwriter
Neneh Cherry and the Thing, The Cherry thing
Zeal & Ardor, Grief


Monografie

Scritti Politti
XTC
Miles Davis (the 80's)
Mina
The Rural Alberta Advantage


VISIONI (in grassetto i film visti in sala)

Il coraggio delle due (3,75/5)
King of killers (1,5/5)
Beetlejuice Beetlejuice (3/5)
Il gioco del falco (4/5)
Lacci (3,5/5)
Limonov (3/5) recensione
Prey (2022) (3,5/5)
Dumb money (3/5)
Un mondo a parte (2,25/5)
Kin (2,75/5)
Rebel Ridge (3,75/5) recensione
Gli infallibili (2/5)
La misura del dubbio (3,75/5)
Vite vendute (5/5)
Autosufficienza (2,25/5)
Fineskind (2,5/5)
Io e Angela (2/5)
Nostalgia (3,5/5)
La corta notte delle bambole di vetro (4/5)
Confidenza (4/5) recensione
La terza stella (1/5)
The apprentice - Alle origini di Trump (3,75/5) recensione
Special delivery (3,75/5)
Megalopolis recensione
Eravamo bambini (3/5)
Berlinguer - La grande ambizione (3,25/5)
Il profumo dell'oro (2/5)
The substance (3,75/5)
La terrazza (5/5)



Visioni seriali

A town called malice (2,5/5)
The veil (USA) (2,75/5)
The woman in the wall (3,25/5)
Hanno ucciso l'Uomo Ragno (3/5)

LETTURE

Leo Malet, Trilogia nera
Simon Reynolds, Post Punk 1978-1984


giovedì 5 settembre 2024

MFT, luglio e agosto 2024

ASCOLTI

Mr Big, Ten
Eminem, The death of Slim Shady (Coup de grace)
Pearl Jam, Dark matter
Saxon, Hell, fire and damnation
The Jesus and Mary Chain, Glasgow eyes
Jack White, No name
Fucked up, Another day
Cheap Wine, Faces
Chrystabell & David Lynch, Cellophane memories
Fulci, Duck face killings
X, Smoke and fiction
The Mavericks, Moon and stars
Johnny Cash, Songwriter
Johnny Blue Skies, Passage du desir
Green Day, Saviors
Ghost, Rite here rite now
Deep Purple, = 1
AAVV, Petty country - A country music celebration of Tom Petty (recensione)
Fontaines D.C. , Romance
Zael & Ardor, Greif
Nile, The underworld awaits us all


VISIONI  (in grassetto i film visti al cinema)

Caracas (3/5)
Hit Man - Killer per caso (3/5)
The longest nite (vedi recensione : 3,75/5)
La morte è un problema dei vivi (3,75/5)
Non aprite quella porta - parte 2 (3,5/5)
Piggy (vedi recensione : 3,75/5)
Doggy style (2/5) 
Jonah Hex (2/5)
Benny loves you (3,25/5)
Letto n. 6 (vedi recensione: 3,25/5)
Stasera ho vinto anch'io (4/5)
Knockout - Resa dei conti (3/5)
El correo (2/5)
Maigret (2,75/5)
Five nights at Freddy's (2,5/5)
They talk (3,25/5)
Falla girare (3/5)
Anchorman (3,25/5)
Deadpool & Wolverine (2,75/5)
Un colpo all'italiana (3,5/5)
Il ministero della guerra sporca (2,75/5)
Vestito per uccidere (3,75/5)
Django (1966) (3,5/5)
Chaos (2/5)
The village (3,5/5)
Perfido inganno (3,75/5)
Escobar - Paradise lost (3/5)
Seduzione mortale (3,5/5)
Trap (3,5/5)
The last witch hunter (2/5)
Lo strangolatore di Boston (3/5)
Borderlands (2,5/5)
Becky (vedi recensione 3/5)
The wrath of Becky (vedi recensione: 3/5)
Ferrari (3,5/5)
Sisu - L'immortale (3,5/5)
American sniper (2,5/5)
Il colpo della metropolitana (3,5/5)
La persona peggiore del mondo (3,75/5)
Il discorso del re (3,5/5)
Vengeance (2022) (3,5/5)
Horizon (3/5)
Casino Jack - Il gioco dei soldi (2,25/5)
Neve rossa (3,5/5)
Blink twice (3,5/5)
Divorzio all'italiana (4/5)














Visioni seriali

Pax Massilia (3/5)
Mayor of Kingstown (2,75/5)
The Gentlemen (3/5)
Vita da Carlo, 2 (2,5/5)


LETTURE

Luis Sepùlveda, Diario di un killer sentimentale 
Peter D'Angelo e Fabio Valle, Il figlio peggiore (recensione)
Alan Bennett, La sovrana lettrice

giovedì 1 settembre 2016

Monty's Favorite Tips, agosto 2016

 ASCOLTI

Zac Brown Band, The foundation
H.E.A.T. , Live in London
New York Dolls, New York Dolls
Testament, The new order
Hayes Carll, Lovers and Leaves
Death Angel, The evil divide
Steven Tyler, We're all somebody from somewhere
Roy Orbison , In dreams
Scour, Scour
Usher, Confessions
Gojira, Magma
Shawn Colvin and Stev Earle, Colvin & Earle
The Dead Daises, Make some noise
Simo, Let love show the way
Cody Jinks, I'm not the devil
Alek Solnick Trio, Goodbye to romance
Sturgill Simpson, A sailor's guide to earth

MONOGRAFIE/DISCOGRAFIE PARZIALI

Bruce Springsteen, discografia 2007/2014
Six Feet Under, Graveyard classics I/IV
Twisted Sister, discografia completa


LETTURE



Michele Serra, Gli sdraiati


VISIONI



Billions
Mr. Robot
Treme, season 2


lunedì 14 maggio 2012

Macy's playlist

Macy Gray
Covered up
(429 Records) 2012
















Ho l'impressione che Macy Gray, dopo il promettente debutto, sia un pò uscita dall'olimpo delle cantanti black e abbia intrapreso una prematura parabola discendente. Le ragioni di questo impaludamento potrebbero essere diverse, a mio avviso però ne prevale una, e cioè che Macy pur essendo dotata di una voce particolare appare debole dal punto di vista della personalità e dell'immagine, aspetto cruciale nell'ambito in cui si muove.E di certo in questa condizione non è certo d'aiuto farsi vedere in giro a Sanremo con gente del calibro di Gigi D'Alessio e la Bertè.
Nel tentativo di risollevare le sue sorti l'artista ricorre ad un disco di cover nel quale riesce a spiazzare l'ascoltatore in quanto non seleziona brani della tradizione black ma pezzi pop-rock-indie bianchi che davvero si fatica a credere possano far parte delle playlist sul suo ipod.
Si parte con una versione molto evocativa di Here comes the rain degli Eurythmics, eseguita solo con piano e voce e capace di una suggestione desertica, mistica, pastorale. Anche Creep dei Radiohead si muove su coordinate simili, ma personalmente ne ho talmente le tasche piene di questa canzone che non riesce a scalfirmi.

Un pezzo che non conoscevo è I smoke 2 joints dei The Toyes, irriverente e cazzaro. Sorprendenti sono le scelte di omaggiare i My Chemical Romance, i Metallica e gli Yeah Yeah Yeahs, rispettivamente con Teenagers (riuscita), Nothing else matters (vale lo stesso discorso fatto per Creep, non si capisce il senso di rifare un pezzo strasentito come questo) e Maps (ottima).
Bisogna arrivare alla traccia dodici per scovare un tributo ad un artista dello stesso campo da gioco della Gray. Si tratta del contemporaneo Kanye West e il pezzo è Love lockdown. La chiusura, al netto dei numerosi skit presenti, è per un'altra sorpresa, una gustosa versione caraibica/gospel di Wake up degli Arcade Fire.

Covered up è in ultima analisi un disco anche interessante, ma che già a partire dalla copertina sembra un pò buttato lì, con scarsa convinzione e impegno minimo sindacale, realizzato magari negli scarti di tempo dell'artista puntando tutto sul valore dei pezzi e sulla capacità interpretativa della singer. Un ascolto o due non glielo si nega, ma è facile prevedere una brevissima longevità.


6/10

lunedì 16 aprile 2012

Il cinquantesimo sogno di Amnesty

Artisti Vari
Chimes of freedom, the songs of Bob Dylan
Onoring 50 years of Amnesty International
(Amnesty International/Fontana) 2012















Ha fatto le cose in grande Amnesty International per celebrare i suoi primi cinquantanni di impegno nel mondo. Settantadue artisti coinvolti in altrettante rivisatazioni di pezzi di Bob Dylan non è esattamente una cosa che si vede tutti i giorni. Il gigantesco lavoro è racchiuso in quattro cd a prezzo speciale i cui ricavi andranno totalmente alla causa dei diritti umani propugnata da Amnesty.

Non so dire quali artisti abbiani inciso appositamente per questo tributo e quanti abbiano invece pescato dal proprio cassetto di inediti, dopotutto qualunque band sia mai salita su un palco ha, prima o poi, suonato (e probabilmente registrato) un pezzo di Dylan.
Un lavoro così imponente mal si coiniuga con la voracità di ascolti di questi tempi digitali, e di certo in qualche episodio si va di skip, ma nel complesso mi sembra doverso prestare un pò di attenzione alle interpretazioni del maestro qui presentate, anche perchè non compaiono solo i pezzi più noti (onestamente, a chi serviva un'altra versione di Knocking on heaven's door?), ma anche chicche da veri fans.

Uno che sicuramente non ha inciso il suo pezzo per l'occasione, scusate il macabro umorismo, è Johnny Cash, che apre la raccolta con una One too many mornings rifatta con il boom-chicka-boom, suo inconfondibile marchio di fabbrica. Patti Smith irrompe con Drifter's escape, pezzo proveniente da John Wesley Harding, album del 1967. Il primo cd, a parte qualche eccezione (i Rise Against con Ballad of Hollis Brown o i Gaslight Anthem di Changin of the guards per esempio) predilige le atmosfere suggestive e rarefatte, spesso con ottimi risultati. La versione di Simply twist of fate regalata da Diana Krall ad esempio è da groppo in gola, ma convincono anche Most of the time di Betty Lavette, Love sick in chiave messicana grazie ai Mariachi El Bronx, Blowin in the wind acusticamente jamaicana grazie a Ziggy Marley, la versione oxfordiana di Girl from the north country di Sting, i My morning Jacket (You're a big girl now) e Mark Knopfler (Restless farewell).

Il cambio di registro del secondo disco è battezzato dai Queen of stone age, che imprimono il loro sound a Outlaw blues. Lenny Kravitz rispetta le sonorità originali di Rainy day women #12 & 35. Immancabile Steve Earle che intona con il contributo della violinista Lucia Micarelli uno dei miei pezzi preferiti di Dylan, One more cup of coffee. Altra presenza opportuna quella di Billy Bragg con Lay down your weary tune, mentre Elvis Costello pesca una License to kill da Infidels del 1983. Joan Baez (Seven curses) e Jackson Brown (Love minus zero/No limits) rimpolpano la schiera dei dinosauri, la presenza di Adele con Make you feel my love è la botta di modernità che chiude la facciata.

Dal terzo compact segnalo una toccante versione di I want you da parte della poco nota Ximena Sarinana, mentre tra i big Bryan Ferry, ancora fresco di tributo personale all'autore di Freewheelin piazza lì una Bob Dylan's dream e Carly Simon trasforma Just like a woman in una ballata jazzistica. L'attesa botta di vita arriva con la giga infuocata che i Flogging Molly fanno di The times they are a-changin, il punk veloce dei Bad Religion alle prese con It's all over now baby blue e i My Chemical Romance che si cimentano nella Desolation row già ascoltata sugli end titles di Watchmen.


Sorprendentemente ispirata la I shall be released dei Maroon 5 che apre l'ultimo disco, così come è convincente Political world dei Carolina Chocolate Drops. La versione di Like a rolling stone della coppia Seal/Jeff Beck paga un pò il pizzo a quella fantastica degli Stones, mentre è scolastico Mick Hucknaill su One of us must know. Michael Franti mette le infradito a Subterrean homesick blues, Lucinda Williams aggiunge pathos al pathos di Trying to get to heaven e giù giù fino ad arrivare a Pete Seeger che correttamente canta Forever young. La chiusura è per lo stesso Dylan con Chimes of freedom.


Chiaramente operazioni come questa vivono di alti e bassi, di interpretazioni ispirate e di altre elementari, che poi con canzoni come quelle di Bob Dylan la metà del lavoro è già fatto, tutto sta a non rovinarle. Ci sono moltissimi big in questa raccolta, altri mancano in maniera inspiegabile. L'assenza di Springsteen ad esempio, sia per il rapporto che ha con Amnesty che per quello con Dylan, è abbastanza anomala. Al di là di questa mia considerazione il valore globale del prodotto (contributo ad Amnesty, la qualità del materiale e ultimo ma non ultimo il prezzo contenuto) merita sicuramente l'acquisto.


7/10

giovedì 8 marzo 2012

Catalogami questo! / 27

Il termine emo (o emo-core) si riferisce ad un genere musicale inizialmente compreso all'interno del punk rock, ed è perciò considerato un suo sottogenere. Tuttavia, nella sua evoluzione più moderna, il genere include anche sonorità di tipo melodico orientate all'indie rock e all'alternative rock.

Di fondamentale importanza per la genesi dello stile furono gli Hüsker Dü con il loro album Zen Arcade, pubblicato nel 1984 e i Naked Raygun con Throb Throb nel 1985. Questi lavori, sebbene siano comunque per la gran parte etichettabili come hardcore punk, furono infatti diversi dal sound hardcore più grezzo e violento visto sino ad allora, e contenevano una maggiore attenzione sia ai testi che alla tecnica musicale, influenzando moltissimo la scena musicale di Washington D.C., tanto che fu proprio in questa zona che venne usato per la prima volta il termine emoper definire band in sostanza sempre hardcore ma con sonorità più melodiche e ricche. I nomi più significativi sono Rites of Spring, Embrace (il gruppo di Ian MacKaye precedentemente leader dei Minor Threat che dopo fonderà insieme al cantante dei Rites of Spring i Fugazi, band anch'essa di grande importanza per l'emo nel finire degli anni ottanta), One Last Wish, Gray Matter, Fire Party e leggermente dopo Moss Icon e i The Hated. La prima ondata emo iniziò a scemare con lo scioglimento nei primi anni novanta di molte delle band citate.

A metà anni novanta, il termine emo iniziò ad essere usato per indicare la scena musicale indie influenzata appunto dai Fugazi con sonorità quindi marcatamente pop punk e indie rock. Gruppi come Sunny Day Real Estate e Texas Is the Reason interpretarono il lato più emo dell'indie rock, un lato più melodico e meno caotico del suo predecessore. La scena "indie-emo" sopravvisse fino alla fine degli anni novanta, quando molte band appartenenti ad essa si sciolsero o indirizzarono la propria musica verso territori più mainstream.

Come fecero le ultime band indie-emo, anche le nuove leve strizzarono l'occhio al mainstream, creando uno stile musicale che ha introdotto il termine emo nella cultura popolare. Se in passato il termine emo era usato per descrivere una grande varietà di band, ai giorni nostri il termine ha assunto un significato ancora più ampio, non necessariamente indicativo di un preciso genere musicale.


I gruppi di riferimento del movimento emo possono essere indicativamente suddivisi in tre ondate. La prima (emotional hardcore), dal 1985 al 1994, con band quali Fugazi, Embrace, Rites of spring, Heroin e 1.6 Band. La seconda (1994/2000) Sunny day real estate, Sparta, Elliott e la terza (dal 2000 ai giorni nostri) 30 seconds to mars, My chemical romance, Paramore, Taking back sunday.


L'ampia scheda di wikipedia

martedì 10 gennaio 2012

I migliori del 2011, epilogo

Sono rimasti dolorosamente fuori dalla main list dell'anno:


Wilco, The Whole love
Austin Lucas, New home in the old world
Chickenfoot, III
Social Distortion, Hard times and nursery rhymes
Floggin Molly, Speed of darkness
Artisti Vari, Lost Notebook of Hank Williams








La delusione

Beh, di Hank III ho già detto. Non so se può essere definita una delusione, ma insomma il nuovo disco di Lady GaGa non sono riuscito a finirlo nemmeno una volta. Tra plagi (la canzone Born this way è Express youself di Madonna) e autoplagi (Judas è Bad romance) appare come un tentativo piuttosto maldestro di clonare il celebrato The Fame Monster.



Da recuperare

Tra gli album usciti prima del 2011, da recuperare senza dubbio alcuno No better than this di Mellencamp. Le luci e le ombre del primo concerto italiano del coguaro non hanno scalfito la bellezza di questo lavoro, che è qualcosa di più di una semplice release rock. Anche gli inglesi Mumford and sons meritano di essere ricordati per Sigh no more, che tra l'altro di anni di invecchiamento ne ha due, perchè è del 2009.

venerdì 12 marzo 2010

Rah-rah-ah-ah-ah-ah!


Ho scoperto di apprezzare Stefani Joanne Angelina Germanotta, in arte Lady GaGa. La ragazza, che non è certo uno splendore, nonostante l'uso sapiente del photoshop tenda a provare il contrario, secondo me ha talento ed è artisticamente intelligente. Mi piace come ogni volta si reinventa, mi piace il suo non prendersi sul serio, il suo travestitismo. Mi piace il rapporto che ha con la sua immagine e con il suo corpo, che le permette di passare con nonchalance da femme fatale a borgatara. Mi piace il suo inglese elementare, quasi da emigrante dell'est.
Musicalmente non ha inventato niente, ma frulla generi "leggeri" con maestria e perizia. Il suo ultimo The fame monster (che è la riedizione ampliata del debutto The fame) è come un vorticoso giro in giostra nel quale la ragazza (classe 1986) tributa il giusto riconoscimento a Madonna, ma tira in ballo anche gli Abba, Elton John, Michael Jackson, qualche attacco dei Queen.
Perfette pop songs, ballate, tracce dance, hip-hop. Il Muoulinex di Lady GaGa funziona e diverte, con tanta faccia tosta e senza senso del pudore.

E, per inciso, secondo me l'hit single Bad Romance è un grandissimo pezzo pop.

sabato 14 marzo 2009

Che cosa vedi?


La grande attesa per molti fans del fumetto di vedere il film sui Watchmen, era seconda solo alla proccupazione che la trasposizione non rendessa giustizia alla monumentale graphic novel di Moore e Gibbons (ne avevo parlato qui).

Potrei fare il fenomeno ed affermare che basterebbero da sole le immagini sui titoli di testa, accompagnate dalla versione originale di The times they're a changin' di Dylan, per dissipare, con ancora due ore e mezza di film da vedere, ogni dubbio. Non sarebbe corretto. E comunque sbaglierei per difetto.

Il film di Zack Snider segue pedissequamente lo svolgimento della narrazione originale, conservando per buona parte anche le battute (e sarebbe stato un delitto fare altrimenti) delle tavole illustrate. La scelta è felice e quasi obbligata, oltre a seguire, in ordine di tempo, la stessa intuizione alla base delle realizzazioni cinematografiche di Sin City e 300 (dello stesso Snider).

Non mi dilungo molto sulla storia, che si svolge in un'America alternativa, a metà anni ottanta, sotto il quinto mandato Nixon e con il pericolo più che mai concreto di una guerra atomica con l'Urss. Le due super potenze si misurano quotidianamente in un Risiko mortale, studiandosi e spostando truppe e armamenti come fossero soldatini di plastica.

Gli americani avevano avuto negli anni quaranta un gruppo di Super Eroi, colorati e inverosimili, come quelli realmente pubblicati ad esempio dalla Timely Comics e in seguito dalla Marvel Comics. In questo collettivo militavano, tra gli altri, il Comico (violento, fascista e invischiato in tutte le attività sporche della Cia) e Spettro di Seta, super eroina che diventerà madre di Spettro di Seta 2, che farà, insieme al Comico, da anello di congiunzione dai Minutemen alla nuova coalizione di super esseri del ventesimo secolo. I Watchmen appunto. La storia del film si svolge dopo il ritiro dalle scene anche di questo secondo gruppo, avvenuto per decreto legge.

Sono i personaggi a fare la differenza nella graphic novel di Moore e nel film di Snider. Diversamente da quanto accade nel fumetto e nel cinema supereroistico, nel quale il bene è ben distinto dal male, qui, anche a fronte di figure e azioni raccappriccianti, il contesto della storia spinge lo spettatore a chiedersi, se, il loro fine, l'obiettivo delle loro terribili gesta, non giustifichi in qualche modo i mezzi usati per raggiungerlo.

Il Comico è l'AmeriKa. Quella che rovescia le repubbliche socialiste in centro america, che uccide i dissidenti, che considera comunista chiunque non sia repubblicano, quella che si arroga il diritto di fare lo sceriffo del mondo. Armi e potere. Il diritto della forza.
Il Dr. Manhattan è un essere quasi divino. A seguito di un tremendo incidente ha acquisito poteri infiniti (tributo alle origini del 90% dei super eroi classici); se ne va in giro nudo (anche se è blu e risulta poco umano, non capita tutti i giorni di vedere mostrato al cinema con questa frequenza un nudo integrale maschile ), ha il potere di salvare tutti, ma filosofeggia sulla giustezza di farlo, sull'effettiva importanza di salvare il genere umano ("The existence of life is a highly overrated phenomenon").

Rorschach è uno psicopatico.Un uomo alla deriva, guidato solo dalle sue intransigenti regole, un'infanzia miserabile, una vita salvata (se di salvataggio si può parlare...) dalla violenza, dal male scelto come nemesi, da una lotta psichedelica contro le bugie e per la verità. Contro qualunque mediazione e compromesso ("anche di fronte all'apocalisse"). Dalle tavole alla pellicola, resta il mio character preferito.
Ozymandias, "l'uomo più intelligente del mondo", e a capo di un impero finanziario sterminato. Lucido, arrogante, presuntuoso. Ha scelto di ispirarsi, da quando restò da ragazzino orfano di entrambi i genitori, ad Alessandro Magno. Un megalomane con un piano megalomane.

Altra differenza epocale tra i Watchmen e il genere supereroistico tradotto su grande schermo è l'importanza dei dialoghi. In questo film è bene non distrarsi mai. Oltre ad alcune battute meravigliose (il super eroe idealista Gufo Notturno chiede al cinico Comico, durante un intervento in alcuni violenti disordini di strada, : "che fine ha fatto il sogno americano?", e quello gli risponde seccato, mentre con noncuranza spara in testa ad un manifestante disarmato : "che fine ha fatto il sogno americano?!? Lo stiamo vivendo. Si è realizzato!") si perderebbero anche tracce determinanti per capire il contesto politico in cui si muove la storia ( Nixon che fa cancellare la norma che impedisce ad un presidente di ricandidarsi dopo il secondo mandato, il Comico che dichiara di aver ucciso Bernstein e Woodward, i due giornalisti che nel mondo reale fecero scoppiare con le loro inchieste lo scandalo Watergate, portando di fatto Nixon alle dimissioni).

C'è da notare come la produzione, se da un lato ha optato per un cast di volti poco noti ( fatta eccezone per Carla Gugino), dall'altro non ha certo lesinato risorse per i diritti d'autore sulle musiche, visto che la colonna sonora è composta esclusivamente da grandi classici e grandi intepreti. Simon & Garfunkel, Leonard Coehn, Nat King Cole, Jimi Hendrix scandiscono le fasi cruciali del film, e assumono a co-protagonisti della narrazione, con connubi riusciti tra musica (parole) e immagini. La parte del leone la fa Bob Dylan che partecipa direttamente (sui titoli di testa) e indirettamente (a metà film e sui titoli di coda) con le sue All along the watchtower e Desolation row interpretate rispettivamente da Hendrix e dai My chemical romance.

Ma The Watchmen (comics e film) si toglie anche lo sfizio di rispondere alla domanda che tutti i lettori di fumetti di super eroi si sono posti, una volta raggiunta l'adolescenza, come faranno l'amore questi super dudes? Come usano i loro poteri sotto le lenzuola?

Le immagini ci mostrano l'essere pressochè onnipotente, Dott. Manhattan mentre si sdoppia in tre per soddisfare l'amata Spettro di Seta II, che successivamente si concede, in stivale di pelle nera lucido, al Gufo Notturno, nella scena più hot della pellicola.

Spiace quasi che un prodotto così possa essere visto da un pubblico disattento e superficiale. Sono in molti a comprare il biglietto aspettandosi qualcosa che ricalchi le recenti produzioni supereroistiche per il cinema, per poi annoiarsi rumorosamente e fare commenti idioti nelle fasi più introspettive del film o sul pene del Dr. Manhattan.

Sono considerazioni da fan, lo so. E penso che sia proprio a loro che questo film si rivolge. Astenersi perditempo, verrebbe quasi da dire.

martedì 20 novembre 2007

Drinkin' songs (sing along) 4



Riprendo dopo diverso tempo questa rubrica tanto apprezzata. L’avete visto Romance and Cigarettes di Turturro? All’inizio del film, quando Gandolfini litiga con la Sarandon ed esce di casa a fumare, comincia timidamente ad intonare Man without love (contributo video).
Canzone originariamente cantata dallo sconosciuto Engelbert Humperdinck, ma che ha avuto dozzine di interpretazioni (ricordo che la fecero persino i Mavericks a Milano) ed una versione in italiano. Ha una cantabilità straordinaria, se urlate il ritornello a pieni polmoni produce un immediato effetto liberatorio.
Ah! Ovviamente se non avete visto il film, sarebbe opportuno riparare.

Man without love

I can remember when we walked together
Sharing a love I thought would last forever
Moonlight to show the way so we can follow
Waiting inside her eyes was my tomorrow
Then somethin' changed her mind, her kisses told me
I had no lovin' arms to hold me

Every day I wake up, then I start to break up
Lonely is a man without love
Every day I start out, then I cry my heart out
Lonely is a man without love
Every day I wake up, then I start to break up
Knowing that it's cloudy above
Every day I start out, then I cry my heart out
Lonely is a man without love

I cannot face this world that's fallen down on me
So, if you see my girl please send her home to me
Tell her about my heart that's slowly dying
Say I can't stop myself from crying

Every day I wake up, then I start to break up
Lonely is a man without love
Every day I start out, then I cry my heart out
Lonely is a man without love
Every day I wake up, then I start to break up
Knowing that it's cloudy above
Every day I start out, then I cry my heart out
Lonely is a man without love
Every day I wake up, then I start to break up
Lonely is a man without love
Every day I start out, then I cry my heart out
Lonely is a man without love