lunedì 11 maggio 2026

I miei film preferiti del 2025



Quella dei miei film preferiti sarà l'unica classifica che pubblicherò per quanto riguarda l'anno scorso. Sia per gli album che per le serie televisive non ho materiale sufficiente per giustificare un "best of". Gli uni perchè ho ascoltato a fondo poche new releases, gli altri perchè alcune serie celebrate (tipo Pluribus) sono su piattaforme a cui non sono abbonato mentre altre, al centro del dibattito (M Il figlio del secolo o Adolescence), temo mi provochino reazioni emotive che necessitano il momento opportuno per essere gestite.

Quindi i film. Come tutti gli anni necessito di cospicuo extra time rispetto alle usuali tempistiche dei consuntivi di fine anno per terminare la lista di pellicole che mi sono imposto di recuperare prima di stilare qualunque classifica. Operazione che ho testè concluso con la recente visione di Bugonia, e perciò eccomi qui.
Dopodichè, a rovinarmi i piani, vengono sempre fuori titoli inaspettati che mi conquistano e che dunque reclamano spazio tra i migliori (a sto giro l'auto-remake di The killer di Woo e Kneecap) a discapito di atri.
Complessivamente il 2025 m'è parso davvero eccellente, con picchi anche del cinema italiano, eccezion fatta per uno dei generi più stressati (e da me più amati), vale a dire quello della commedia, che proprio non riesce ad uscire dalle secche della ripetitività e della banalità (che Buen camino riassume in maniera plastica). Ma per fortuna ci sono gli Strippoli, i Sossai, i Guadagnino, i Mainetti, i Di Stefano a regalarci miracolosamente grande cinema dentro e fuori la nostra illustre tradizione.


Le regole del gioco sono sempre le stesse: per essere inclusi nella lista i film devono essere stati distribuiti, al cinema o su piattaforma, nel 2025, a prescindere dalla data di produzione. Per fare un paio di esempi: Marty Supreme e No other choice, pur essendo girati nel 2025, e presentati in anteprima lo stesso anno, sono stati distribuiti in sala da gennaio 2026 e pertanto andranno (sicuramente!) nel meglio del 2026. 

I dieci preferiti:

Top 5 a pari merito, classificati per per data di distribuzione

La città proibita (nelle sale dal 13.03.2025)
Scelta, com'è evidente, soggettivissima, ma coerente con il mio affetto per il cinema di genere, qui sublimato addirittura attraverso il rilancio di un filone, quello del film di arti marziali, tra i meno rappresentati anche nel nostro periodo di massima produzione.

I peccatori (17.04)
Se dovessi spiegare in che modo il cinema di genere spesso funzioni meglio di quello "impegnato" nello spiegare temi come discriminazione e razzismo, sicuramente uno degli esempi che farei è I peccatori.

Kneecap (28/08)
Vorrei recensirlo a breve, mi limito a trasmettere il mio entusiasmo per un film che, grazie a ritmo indiavolato, irriverenza e sfacciataggine, spazza via il 90% dei biopic movie usciti nell'ultimo quarto di secolo.

Una battaglia dopo l'altra (25.09)
Il PTA che non mi aspettavo. La celebrazione del Grande Cinema con la ciliegina di un inseguimento automobilistico già nella storia.

Eddington (17.10)
Che Ari Aster sia divisivo è un fatto conclamato. Io, personalmente, sono nel team Aster e mi godo l'evoluzione del suo cinema in quattro film. Eddington fa sintesi dell'esperienza dei primi tre. Angosciante, allucinato, distopico. Come gli USA di Trump.

Gli altri 5/10 a pari merito, classificati per data di distribuzione

La valle dei sorrisi (17/09)
Per parafrasare il titolo di un'altra pellicola: un horror fatto per bene. Con l'escalation da terrore a orrore da manuale.

Un film piccolo che è cresciuto nel tempo, attirando e respingendo i paragoni con la commedia italiana dei sessanta.

After the hunt (16.10)
Guadagnino affonda le mani dentro il dibattito dei college americani, laboratorio della nuova classe dirigente. La linea di dialogo tra la Edebiri e la Roberts: "Non mi sento più a mio agio a parlare qui con te" "Non tutto ha lo scopo di metterti a tuo agio" ha la semplicità dell'atto rivoluzionario, disintegrando in pochi secondi il rifugio sicuro di una generazione.

Il maestro (13.11)
Superata la delusione per la scelta di Di Stefano di uscire dal genere crime/poliziesco che ci aveva regalato il capolavoro L'ultima notte di amore, mi sono goduto questo progetto parzialmente autobiografico, in equilibrio tra commedia e malinconia. Fil rouge col precedente, un maiuscolo Favino.

The killer (uscito solo su piattaforma)
John Woo rimescola le carte di uno dei suoi film hongkongesi più noti, riempendolo di simboli riconoscibili e metafore, anche personali. E niente, a 79 anni è ancora lui il fottuto re dell'action movie.


Segnalazioni (a pari merito, classificati per data di distribuzione)

Io sono ancora qui (30/01)
Strange darling (13/02)
Il seme del fico sacro (20/02)
A real pain (27/02)
Mickey 17 (06/03)
The monkey (20/03)
Presence (24/07)
Weapons (06/08)
L'ultimo turno (20/08)
Una scomoda circostanza (27/08)
Bugonia (23/10)
A house of dynamite (24/10)
The mastermind (30/10)
Un semplice incidente (06/11)
The running man (13/11)


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