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domenica 21 aprile 2013

Black Sabbath 2013

"13", il primo album dei Black Sabbath con Osbourne (ma senza Bill Ward) uscirà tra poco più di un mese. Sarà il primo disco in studio di quella formazione dal 1978, anche se Ozzy, Iommi e Butler avevano inciso due pezzi inediti già nel 1998, includendoli come bonus tracks sul live Reunion
God is dead? anticipa l'attesissima release ed è un pezzone da nove minuti, manco a dirlo, nel classico stile della band di Master of reality...


giovedì 24 gennaio 2013

80 minuti di Black Sabbath (Ozzy years)

Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che in ambito musicale non sono un esperto, ma piuttosto un inguaribile rock-addicted. Converrete che la differenza è sostanziale. Mi piace specificarlo così posso giustificarmi del ritardo cronico con il quale, talvolta, giungo ad approfondire fenomeni così clamorosi che ci sarebbe da chiedersi se in precedenza avessi per caso vissuto su marte. 
I primi Black Sabbath, per dire, ho cominciato ad ascoltarli seriamente nel 2007. In compenso però, da allora non ho mai smesso di farlo: ho acquistato tutta la loro discografia del periodo Ozzy, letto la biografia del frontman, mi sono eccitato all'idea di vederli dal vivo a Milano per poi incassare con delusione la defezione dovuta alla malattia di Iommi e di recente mi sono fatto anche la T-shirt d'ordinanza. Insomma, in un lustro sono diventato a tutti gli effetti un die-hard fan della band al punto di coinvolgere in questa mia affezione anche Stefano, che dopo Iron Man sta apprezzando anche altri pezzi del gruppo come Children of the grave e Electric funeral.
Tutta sta premessa per dire che ho preso molto sul serio la compilazione di questa playlist,  cercando di distinguerla da quelle ufficiali in commercio e tentando di coniugare le hits e i pezzi di culto, allo scopo di provare a rendere nel miglior modo possibile l'atmosfera che sapeva creare la band e la loro crescita musicale. 

Data la significativa durata media dei pezzi ho dovuto fermarmi a 14 tracce, per cui aspettatevi un volume 2.

1) Sabbath bloody Sabbath (live from Reunion)
2) Hole in the sky
3) N.I.B.
4) Black Sabbath
5) Children of the grave
6) Into the void
7) Electric funeral
8) Paranoid
9) War pigs
10) Snowblind
11) Dirty women
12) Iron man
13) Faires wer boots
14) Spiral architect







sabato 24 marzo 2012

Album o' the week / AAVV, Nativity in black - Tributo ai Black Sabbath Vol I,II,III (1994, 2000, 2007)




Resto sui Black Sabbath, giacchè non ho ancora smaltito la delusione per l'annullamento del comeback tour. Parliamo però di una serie di album di tributo, operazione che ha avuto il suo momento di gloria tra la fine degli ottanta e i novanta, e che ha sfornato tanti prodotti buoni più per le gambe del tavolo che ballano o come sottobicchieri che per far conoscere la musica degli artisti presi in considerazione. Tra i meglio riusciti a mio avviso, il Red hot + blue su Cole porter, l'imperdibile A vision shared dalle canzoni di Leadbelly e Woodie Guthrie e, perlappunto, Nativity in Black ad onorare la band di Iommi e Ozzy.


Questa opera ha visto la pubblicazione di addirittura tre volumi, dal 1994 al 2007, con la partecipazione del meglio in campo heavy metal. Tra gli altri Sepultura(Symptom of the universe), Faih No More (War pigs), Cathedral (Solitude), Megadeth (Paranoid e Never say die), Type O' Negative (Black Sabbath), Corrosion of Conformity (Lord of this world), Machine Head (Hole in the sky), Pantera (Electric funeral e Hole in the sky),Slayer (Hand of doom), System of a Down (Snowblind) , Soundgarden (Into the void), White Zombie (Children of the grave), Anthrax (Sabbath bloody sabbath) e lo stesso Ozzy Osbourne con Therapy? e Primus "di spalla"(N.I.B. e Iron man). Tutti a confrontarsi con pezzi noti e gemme nascoste del combo probabilmente più influente di sempre in ambito heavy.


Tre titoli estrememante consigliati.


giovedì 22 marzo 2012

No more Sabbath

Adesso la notizia è ufficiale, niente tour per i Black Sabbath. Vabè.



I riuniti Black Sabbath , che a fine 2011 hanno annunciato la pubblicazione di un nuovo album dopo 33 anni e un tour mondiale , sono stati costretti a cambiare i piani a causa delle condizioni di salute del chitarrista Tony Iommi, impegnato a combattere un linfoma che gli è stato diagnosticato a dicembre del 2011. Tony purtroppo non potrà andare in tour e a lui vanno tutta la nostra solidarietà e il nostro affetto con un augurio di pronta guarigione.

In segno di rispetto verso l’amico, Ozzy Osbourne e Geezer Butler hanno deciso comunque di onorare gli impegni presi e si esibiranno come headliner in tutti i festival europei in cui sono schedulati sotto il monicker Ozzy & Friends, ovvero il Madman, insieme a Geezer Butler, oltre a una serie di chitarristi ospiti speciali, tra cui, già confermati Slash e Zakk Wylde. Altri nomi verranno resi noti a breve. Il set comprenderà ovviamente i grandi classici dei Sabbath oltre alle maggiori hit del periodo solista di Ozzy.

venerdì 17 febbraio 2012

Black clouds

Posto che se vedrò un solo concerto nel 2012 sarà quello dei Black Sabbath, non mi sono capicollato a comprare il biglietto perchè viste le condizioni generali di salute dei quattro volevo evitare di trovarmi a chiederne il rimborso magari un mese prima dello show (che, per inciso sta gonfiando il cartellone con guest quali Opeth, Trivium, Lamb of god).
Non vorrei con questi cattivi pensieri aver gufato i membri della band, ma guarda la coincidenza è arrivata la notizia che a Iommi è stato diagnosticato un linfoma. Ora, nonostante l'organizzazione si sia sperticata in rassicurazioni sul mantenimento dei progetti (tour e nuovo album), è chiaro che dense nuvole nere si addensino su questo evento.
Incrociando le dita e rinfoderando la postepay nel portafogli, nell' augurare a prescindere good luck a Tony, attendo news rassicuranti.

sabato 7 gennaio 2012

Tormentoni

Da qualche giorno ho Stefano che gira per casa canticchiando il riffone di chitarra di Iron Man dei Black Sabbath. Non solo, continua a chiedermi di sentire il pezzo a volume-baldoria! Prima che chiamiate il telefono azzurro, lasciate che vi tranquillizzi, non l'ho sottoposto a perversi cicli di ascolto della band di Iommi, semplicemente il pezzo gli è rimasto in testa dopo aver rivisto il primo dei due film dedicati dedicati all'eroe Marvel con Downey Jr.



E' successo che eravamo lì tranquilli sul divano e lui comincia a mugugnare: "mmh mmh mmh mmh mmmhh dadadadadada-dah-dah-dah-daaahhh". Io smetto di farmi gli affari miei, lo guardo e gli dico: "aspetta un pò". Metto su la traccia quattro di Paranoid. "Stai forse cantando questa?" Lui riconosce l'intro di chitarra, si esalta e da lì cominciano le richieste di risentirla (l'abbiamo vista anche live sul dvd The last supper).
Beh, forse qualche responsabilità ce l'ho anch'io, ammettiamolo. Ma se poteste vedere quanto è divertente quando fa l' air-guitar (imitando me) mi assolverste in un secondo.




venerdì 18 novembre 2011

Il sabba di Milano

Comunicato ufficiale

I BLACK SABBATH SI RIUNISCONO PER UN NUOVO ALBUM IN STUDIO (prodotto da Rick Rubin) DOPO 33 ANNI E INTRAPRENDERANNO UN TOUR MONDIALE. SARANNO IN ITALIA IL 24 GIUGNO.




BLACK SABBATH
24.06.2012 MILANO arena fiera milano (rho) – Gods of Metal 2012
Special guests TBA - Biglietti in vendita a partire da martedì 22 novembre sul circuito Ticket One e rivendite collegate autorizzate.

Prezzi dei biglietti:
Regular Ticket: 65 Euro + diritti di prevendita
Pit Ticket (disponibilità limitata): 85 Euro + diritti di prevendita

Il Pit Ticket comprende:Biglietto d’ingresso, Braccialetto per accedere al Pit e assistere allo show in posizione privilegiata, Entrata dedicata salta coda, Accesso Area Vip






Speravo davvero di poter vedere i Black Sabbath dal vivo e sapevo di avere, per ragioni anagrafiche della band, non più di una chance residua. Certo, mi toccherà passare sopra a diversi elementi che dovrebbero, ragionevolmente, dissuadermi: la follia del prezzo del biglietto, la location abominevole, lo stato di brasatura di Ozzy, la prospettiva che ci sia troppo spazio nella setlist per il nuovo disco a danno dei classici. Ma temo che tutti questi ostacoli non basteranno a dissuadermi...

mercoledì 19 ottobre 2011

Diary of a madman




Diciamo la verità. Quello che cerchiamo nella biografia di una rockstar è sì la comprensione dei processi creativi che stanno dietro alle canzoni, ma anche e soprattutto i racconti di vita spericolata in nome della sacra triade sex, drugs and rock and roll.

Quanto c'è di questi elementi dentro l'autobiografia Io sono Ozzy? Beh, il rock and roll è presente, anche se in misura minore rispetto alle (mie) aspettative, il sesso è quasi del tutto assente (fatto salvo il capitolo che menziona i Motley Crue...) mentre la droga (e l'alcool), cazzo, quella scorre a fiumi, al punto di assumere il ruolo di vera protagonista di tutta l'opera.

Lo stile della prosa è molto semplice e immediato, pensieri brevi e nessun concetto troppo elaborato. La storia parte dall'infanzia di John Michael Osbourne ad Aston, periferia degradata di Birmingham. La famiglia numerosa, la povertà, i piccoli atti di delinquenza (culminati con un breve periodo di dentenzione), i lavori più umili, l'ascendente sempre più ingombrante dell'alcool, la scappatoia rappresentata da un annuncio per la formazione di un gruppo che porta a suonare il campanello di casa Osbourne i giovani Tommi Iommi e Bill Ward, evento che, con l'acquisizione di Geezee Butler (chitarrista convertito al basso) darà origine ai Black Sabbath. Ecco, questa è la parte del libro che maggiormente privilegia il fenomeno musicale a quello degli stravizi: la versione di Ozzy sul satanismo, il lavoro in studio, i suoi pezzi preferiti, i tour, le liti.

La successiva carriera solistica viene sviscerata solo per il periodo inizale dei primi ottanta. E' qui che si concentrano i fatti che hanno creato intorno ad Ozzy l'alone di mistero e pazzia che per diverso tempo gli ha concesso quel quid di notorietà in più. Storie al limite delle leggende metropolitane vengono finalmente spiegate ufficialmente: il morso al pipistrello, lo stesso trattamento riservato ad una colomba durante una riunione con una major, la pisciata sul muro di Fort Alamo (monumento nazionale) con relativo arresto. E' in questo orizzonte temporale che si verifica anche la tragedia (incredibile nella sua dinamica) della morte di Randy Rhoads.

Ma, come dicevo in apertura, è la dipendenza da droga e alcool il vero filo conduttore della vita di Ozzy. E quando parlo di droga mi riferisco a qualunque tipo di droga (fatta salva l'eroina) o farmaco, assunti in dosi pachidermiche per circa quattro decenni. Chiaramente gli effetti di questa addiction non sono solo roba cool da rockstar fuori di testa, ma anche puramente fisiologici (svenimenti, difficoltà a trattenere le deiezioni, perdita della memoria, incontrollabili esplosioni di violenza) che fanno di Ozzy Osbourne un autentico sopravvissuto da studiare in laboratorio.

L'ultima parte del volume si occupa degli anni zero, con la partecipazione di tutta la famiglia del singer al reality di MTV (The Osbournes, perlappunto) che ha regalato al madman più fama e soldi di tutta la sua vita da musicista.



Io sono Ozzy ha il merito di essere un libro scorrevolissimo da leggere e di non essere troppo agiografico nel descrivere la figura del suo protagonista, che infatti appare spesso tragicomica. A volte il racconto eccede un pò troppo in accondiscendenza rispetto ai conflitti umani passati (tipo "i miei ex compagni dei Sabbath mi hanno fatto del male, ma ora ho superato tutto e li perdono, anche se c'è ancora una causa in ballo su chi possa usare il nome della band...") risultando in quei frangenti un pò insincero.


In ultima analisi comunque il saldo (per gli appassionati di questo tipo di letture, ovviamente) è in attivo.

sabato 17 settembre 2011

Album o' the week / Black Sabbath, Master of reality (1971)





Un doveroso avvertimento: questo potrebbe non essere l'ultimo disco dei Black Sabbath che, con una scusa o un'altra, vi propinerò. E' già qualche settimana infatti che sono ragionevolmente in fissa con la band di Iommi e Osbourne, al punto che sto anche leggendo l'autobio del folle singer inglese.


Ma torniamo a Master of reality, al quale mi sto dedicando dopo che il debut album della band e il successivo Paranoid sono entrati a far parte della mia ipotetica lista di album da isola deserta. Ebbene, il terzo capitolo dell'oscura avventura sabbatiana prevede almeno quattro pezzoni: Sweat leaf, After forever, ma soprattutto Children of the grave e la conclusiva Into the void. Sarà anche vero, come sostengono i detrattori dell'arte di Iommi, che il chitarrista (ricordiamo che a causa di un indiente giovanile in fabbrica ha solo tre dita e mezzo della mano che usa sul manico della chitarra) ripete sempre lo stesso riff, ma, cazzo, a-v-e-r-c-e-n-e!

lunedì 1 ottobre 2007

Va bene Page, ma anche Iommi suonava che sticazzi!


Mentre i sommi Maurino e Ale risvegliano i loro ricordi in pelle e borchie concedendo il bicchiere della staffa ai Judas Priest, io sono in fissa con i Black Sabbath.

Boia d'un mond leder, questi qua nel settanta erano poco più che ventenni, vi rendete conto che hanno impostato un genere che campa ancora a sbafo sui riff di Iommi, sulle atmosfere sepolcrali, sulla scarnificazione del blues e sulla voce malevola di Ozzy?


E la copertina del disco d'esordio? Ancora oggi mette i brividi...

Il loro unico errore è non essersi fermati quando avrebbero dovuto (il che significa dopo Sabotage, probabilmente) e la circostanza per cui Ozzy, a differenza di Plant, ha avuto una significativa carriera solista (si, beh, prima di rincoglionirsi, è ovvio).

Secondo me gli album Black Sabbath (cosa non è N.I.B.?!?) e Paranoid (perlomeno) andrebbero suonati a scuola.
Imparate questi, e poi ne riparliamo, metal kids dei miei ciufoli!