lunedì 26 marzo 2007

Prison break

Proprio ieri leggevo che dalla terza stagione (in onda in USA) di Lost risulta evidente a tutti gli spettatori che gli autori non sanno più come venirne fuori dal casino che hanno combinato sovrapponendo tracce,plot, subplot eccetera eccetera. E infatti quella che era una delle serie più seguita, alla sua uscita, è in calo verticale di ascolti.

Scrivo questa premessa per arrivare all'oggetto del topic. Prison Break è basato su una trama tanto inverosimile quanto accattivante (per chi ama il genere) e originale. Due fratelli: un infanzia difficile, il primo, Lincoln, diventa un delinquente mentre il secondo, Michael, è un brillante ingeniere edile. Quando arrestano Lincoln per l'omicidio eccellente del fratello del vicepresidente degli USA e lo condannano a morte, Michael, convinto della sua innocenza, mette a punto un piano per entrare nel carcere e farlo evadere. Per una coincidenza è stata proprio la sua azienda a ristrutturare da cima a fondo Fox River, la prigione in cui è rinchiuso il fratello, e pertanto lui ha accesso a tutte le planimetrie dell'istituto. Già, ma come portarle all'interno? Pensa e ripensa trova la soluzione: se le fa tatuare su tutto il corpo ben camuffate da soggetti usuali. Poi entra in una banca armi in pugno e il resto viene da se.


Per godere di questa opera, bisogna lasciar perdere il realismo e lasciarsi trasportare, come in un film d'avventura, dagli eventi e dai numerosi colpi di scena e cliffhanger. All'inizio il particolare che ho trovato più indigesto è stato la caratterizzazione dei personaggi, troppo stereotipata e prevedibile, con il boss mafioso, il sadico, la gang dei neri, il vecchio tranquillo che custodisce un segreto enorme, i secondini aguzzini e corrotti, i servizi segreti deviati. Con il passare del tempo passa tutto in secondo piano e ci si lascia trasportare dal ritmo e dalla trama ben costruita, nonostante come dicevo, degli sviluppi a volte davvero inverosimili.


Arrivo alla conclusione e al problema, avvisando che accennerò al finale, e quindi chi fosse interessato a vederlo può passare oltre; il problema è che, Lost docet, adesso va tremendamente di moda concludere le stagioni con un maledetto cliffhanger, come se non fosse l'ultima puntata, e non dovesse passare un anno prima di vederne la conclusione. E così è anche per Prison Break, con la prospettiva che la serie diventi da una variante de L'uomo di Alcatraz, a una parente stretta de Il fuggitivo.

Nella loro presunzione, gli autori di questi serial sono convinti che il loro prodotto andrà bene, e quindi mettono in atto una mossa subdola per assicurarsi la fedeltà degli spettatori per la seconda (e poi la terza, la quarta) stagione. Nel farlo però continuano a mettere. Personaggi, trame, sviluppi, dinamiche che diventano ingestibili e che portano spesso (come nel caso di Lost) alla morte di un prodotto nato da un idea interessante. Capisco, buisness is buisness, ma perchè non pensare al serial dall'inizio alla fine, chessò come una trilogia per un film, avendo ben chiaro trama, sviluppo e conclusione, e poi dividendo il tutto in poche stagioni. Tutti i grandi TF della storia della TV hanno insegnato che il pubblico tiene al massimo fino alla 3a-4a stagione (Dallas, Twin Peaks, X-Files...) e se così non è si può sempre tornare dietro alla macchina da presa. Ma no, meglio improvvisare; l'idea c'è, lo sviluppo si vedrà.


Ma sono rassegnato, le cose vanno così. E perciò aspetterò pazientemente settembre per la seconda serie di Prison break, per la sesta di The Shield e la terza di Lost. E poi sto pure qui a perdere tempo...

lunedì 19 marzo 2007

The Shield conclusione 5a stagione


Da quanto tempo non vi capita di eslamare: "oh nooo!!!" davanti alla televisione?
A me è successo giovedì notte quando Shane ha ucciso con una granata il suo amico e compagno di strike team (squadra d'assalto della polizia di Farmington, LA) Lem.

Avevo intenzione di commentare Shield cominciando col dire che è l'unico serial americano che è arrivato alla quinta stagione senza ricorrere alla facile soluzione di ammazzare un protagonista amato per risollevare le sorti del telefilm. Mi hanno fregato all'ultimo minuto dell'ultima puntata. Fanculo.

E' stato il realismo, a mio modo di vedere l'arma vincente di questa serie. Oltre a quello di fare amare agli spettatori un poliziotto corrotto e infedele(Vic Mackey) che nel primo episodio della prima serie uccide a sangue freddo un altro poliziotto infiltrato dagli affari interni per beccarlo. Come nelle migliori saghe il passato alla fine torna a perseguitare l'eroe (?) che nel frattempo è tornato sulla retta via, ma che non ha mai pagato i suoi debiti. In questa, e nella sesta stagione,girata contemporaneamente alla quinta, guest star un magnifico, odioso, prepotente, arrogante, vera altra faccia della stessa medaglia di Vic Mackey, Forest Whitaker nella parte di un tenente degli affari interni che vuole inchiodare la squadra d'assalto, Vic in testa.

Tra colpi bassi e crescendo di tensione si arriva alla conlusione, Shane, il più debole ed egoista della squadra infila una granata nella macchina di Lem, unico del team che Whitaker è riuscito ad incastrare, e che finirebbe in galera, a rischio della vita e di spifferare i lati più oscuri del passato della squadra.


Se da un lato questa trovata raggiunge lo scopo di emozionare lo spettatore e dà nuova linfa narrativa al plot della serie, dall'altro stride con il carattere del personaggio che si è macchiato dell'omicidio, vile ed egoista, ma legatissimo alla squadra e che mai avrebbe potuto fare una cosa del genere. Ora, mi rendo conto che analizzare il carattere di un personaggio di fantasia rischia di sembrare roba da protagonista folle di Misery non deve morire di King, ma tantè.


Cosa ci aspetta nella sesta e penultima serie? Vic Mackey incazzato come la cosa dei FQ (eh eh eh ) che cerca l'assassino del suo amico senza sapere di averlo al fianco. Whitaker che crede che ad ucciderlo sia stato Vic e infine l'arrivo di un nuovo membro della squadra.


Consiglio a chiunqua ami il genere almeno la visione della prima serie, e vorrei chiudere citando il forum dei fans italiani di shield, vera miniera di informazioni e materiale, dal quale è anche possibile scaricare tutte le puntate trasmesse da Italia Uno. Il link:


martedì 13 marzo 2007

Ry Cooder, My name is Buddy


Prendetevela calma. Mettetelo nel lettore e dategli tutto il tempo che chiede. Questo è un grande disco, il disco del ritorno a casa del maestro. Ry Cooder ha finalmente disfatto i bagagli e si è riappropriato della musica tradizionale americana. L'ha fatto con un disco politico, che parla "dei sindacati, delle lotte della classe lavorativa americana per i propri diritti, è un omaggio a loro, alla ricerca di autonomia e di libertà che le leggi governative, asservite alla proprietà, cercavano di impedire. E' un manifesto personale contro le prevaricazioni." Non lo conoscevo sotto questo aspetto Ry. Lo vedevo come un maestro studente di musica e di chitarra, uno che è sempre alla ricerca di ampliare le sue conoscenze artitiche, dal Mali a Cuba. Invece ha dimostra un'anima progressista, non per niente in questo disco compare anche il grande Pete Seeger, ormai 88enne. In My name is Buddy (non avevo ancora detto il titolo dell'album!) c'è anche una canzone su (contro) Edgard Hoover, subdolo e potentissimo direttore dell'FBI dai primi anni trenta fino ai settanta (di lui si dice che avesse files personali e compromettenti su chiunque, da kennedy al papa, e che era in grado di ricattare qualunque essere vivente. Vi rimando a Ellroy per dettagli), Cooder lo definisce "uno stronzo, un pagliaccio come quelli che stanno al potere da noi in questo momento.Un vigliacco.Gente come Hoover è la rovina della società, basta guardarsi attorno per capire dove stiamo andando."

Il disco è una sorta di concept, attraverso le vicessitudini di Buddy il gatto (con i suoi amici si unisce ai lavoratori, sciopera, viene messo in prigione) Ry Cooder rende omaggio, traghettandola nel futuro e attualizzandola, la lotta di migliaia di sconosciuti che sono incappati nelle maglie della "giustizia" solo per un presente dignitoso e un futuro migliore da lasciare ai propri figli.

E la musica?
Cooder torna a casa, ripeto il concetto. Dopo tanto divagare torna al folk, al blues, alla musica messicana. Come ai tempi dello splendido Paradise and Lunch e di Show time. Partecipano il grande fisarmonicista Flaco Jimenez, Seeger come già scritto e Dyke Van Parks. Solo un brano è strumentale, gli altri sono tutti cantati. Non è musica per tutti, bisogna sentirla e caturare l'attimo. Provateci, non costa niente. Ry Cooder è tornato in città, Red Cat till he dies.


Tracklist
Suitcase in my Hand
Cat and Mouse
Strike!
J. Edgar
Footprints in the Snow
Sundown Town
Green Dog
The Dying Truck Driver
Christmas in Southgate
Hank Williams
Red Cat Till I Die
Three Chords and the Truth
My Name is Buddy
One Cat, One Vote, One Beer
Cardboard Avenue
Farm Girl
There's a Bright Side Somewhere

venerdì 9 marzo 2007

Sarà per l'anno prossimo (seeeeeeeeeeeee)

Sono restio a parlare dell'Inter, pur essendone tifoso da sempre, ma due cose sull'eliminzione dalla Champions per mano del Valencia,partendo dal post di ale http://fassbinder.blogspot.com/, mi va di scriverle. Primo: io l'avevo detto che saremmo usciti. Troppa esperienza di partite internazionali (notti delle streghe le chiamavano) per non capire che con un risultato così all'andata l'Inter 99% è fuori. La squadra di Mancini ha disputato una partita timorosa, presentandosi con un difensore nel ruolo di playmaker, preoccupata più di non concedere spazi al contropiede spagnolo che a costruire, nonostante la difesa avversaria andava sistematicamente in tilt ad ogni cross. Hanno poco da essere soddisfatti Mancini e Moratti, una squadra che deve imporsi non si riversa nella metà campo avversaria negli ultimi dieci minuti. Nonostante forse tra andata e ritorno avessimo meritato forse un pò di più, sul piano delle occasioni create, siamo fuori con merito. Il Valencia ci ha affrontato con lo spirito giusto, ha ottime individualità e unità di squadra. Detto questo però voglio anche condannare lo spirito assolutamente anti sportivo della squadra spagnola. Ogni squadra italiana ha uno-due giocatori che ad ogni fallo vanno giù come se gli avessero tagliato un dito col tronchesino, urlando e contorcendosi (chessò, la Juve Nedved, l'Inter Stankovic, il Milan Inzaghi), ma cazzo al Valencia tutti così! E l'atteggiameneto complessivo di intimidazione, vedi Canizares su Ibrahimvoc fa pensare davvero ad una strategia mirata a far perdere calma e concentrazione agli avversari. La rissa finale (di cui ho solo letto) ha messo il cappello a una partita che sembrava Italia Cile dei mondiali del 66. Davvero un brutto spettacolo.
Mi sono rifatto ieri mattina, quando ho incrociato i tifosi irlandesi della squadra scozzese del Celtic, abbiamo bevuto un cappuccio assieme, gli ho detto in loop "good match", mostrato l'anello cladagh ring e augurato buon ritorno a casa. Nel pomeriggio di mercoledì erano stati a rendere omaggio ai caduti antifascisti della resistenza insieme al comandante Giovanni Pesce.

mercoledì 28 febbraio 2007

La giostra della vita

Lo sapete che sulle giostre per i bambini (quelle che a un certo punto scende topo gigio con la coda di peluche da afferrare) è tutto un magna magna e decide il padrone del vapore chi prende il codino e vince il giro gratis?
Questa cosa è sconvolgente, peggio di qualsiasi rivelazione che ha disintegrato il modo dell'infanzia.
Fiera di paese qui dalle mie parti. L'altro giorno ho portato stefano sulle giostrine. Pioveva, poca gente. Funzionavano solo le attrazioni coperte. Al massimo tre-quattro bambini per giostra. Scende il codino da prendere. A Stefano non gliene poteva fregare di meno, gli passava sulla faccia, contro le mani serrate sul volante del pick up gigante, gli sbatteva adosso...niente da fare. In compenso c'erano altri bambini più grandi che si dannavano ma il tizio che comandava il marchingegno non ne voleva sapere. A un certo punto prende il microfono e dice, rivolto a me:" papààààà aiuta il piccolo..." Così quando passa il feticcio di topo gigio prendo le mani a Stefano,che mi guarda perplesso, e lo afferriamo.
Altro giro altra corsa. Sempre meno bambini in giro. Su questa giostra sono solo in due, uno sui 4-5 anni e Stefano. Cala il codino appicicato ad un pupazzo in plastica di Topolino. Stefano è ancora più indifferente di prima, seduto su un chopper con la bandiera USA sul serbatoio. Passa una volta, due. Stavolta non mi muovo nemmeno io. Alla terza il tizio alla cassa (che è anche deejay e manovratore del marchingegno) fa un cenno al suo scagnozzo fuori, che si avvicina con aria truce (ho pensato, cristo vuoi vedere che ci menano perchè non prendiamo la coda di mickey mouse?) stacca lui stesso il codino e lo consegna nelle mani di Stefano. Giuro, non sapevo se ridere o incazzarmi. Stefano invece è stato più determinato. Gliel'ha tirato dietro, offeso, sfiorando l'incidente diplomatico(credo che i proprietari fossero slavi). Secondo me ha pensato: "guarda imbecille che sono capace di prenderlo, è che me ne sbatto dei meccanismi a premi degli adulti atti a gratificare ipocritamente noi piccoli!"
So che non durerà, ma per ora è uno spasso.

martedì 27 febbraio 2007

Stuck with Pete


Come dicevo, è un periodo di restaurazione musicale. Uno di quei momenti in cui mi va di ascoltare solo cose conosciute che riesco a cantare. Complice l'acquisto a prezzo ridotto dell'edizione ampliata (american land edition) delle seeger session di springsteen, ho rimesso in circolo questo disco - che pure avevo ascoltato fino allo sfinimento - e non posso che confermare il giudizio ampiamente positivo che avevo espresso. Un'opera bella, coraggiosa, necessaria. Ha i connotati del capolavoro, ogni canzone prosegue naturalmente in quella successiva, non ci sono cali di tensione (a voler esser pignoli jacob's leather è un pò deboluccia).


Favolose le canzoni senza tempo pescate da Bruce dal repertorio di Seeger, che a sua volta aveva fatto uno studio sulle canzoni popolari del passato. John henry potrebbe essere un manifesto dell'orgoglio operaio; Mrs Mcgrath un doloroso inno anti bellico; Bring em home la denuncia anti establishment; American land ricorda che non esistono americani ma solo emigrati in america; con Pay me my money down,Buffalo gals e Old dan Tucker si fa festa e basta.


Un ora e venti di musica che mette gioia e malinconia, proiettandoti per pochi istanti al tempo della grande depressione, intorno ad un fuoco con gli oakies, i disperati cacciati dalle loro terre in cerca di fortuna all'ovest, perchè la banca o il progresso gli avevano portato via tutto.

Bruce è spesso stato accusato dai suoi detrattori di essere fondamentalmente un paraculo (e..ok, forse un pò lo è), ma con questo disco ha compiuto un atto di passione storica e musicale oltre che un iniziativa coraggiosa, visto il momento politico e la fama di comunista di seeger.


L'unica ragione per cui non si dovrebbe amare questo album potrebbe essere il rigetto per fisa e mandolino (anche se qui il sound sbanda di frequente in direzione new orleans, vedi mary don't you weep) o l'allergia cronica a Springsteen. Ma io credo che i (pochi) lettori di questo spazio siano troppo amanti della musica per porsi vincoli e andare dietro le etichette.

Keep your eye on the prize, hold on.

venerdì 23 febbraio 2007

Che barba

Dopo quasi due settimane di carogna influenzale sulle spalle, sto tornando a vedere la luce. Adesso ho il rush finale che porta alle elezioni sindacali nella mia azienda, sono teso e ho quintalate di lavoro. Praticamente l'orario che faccio è 8-20. Sono stanco morto e mi sto facendo crescere barba e capelli un pò perchè dico "li taglio a scrutini ultimati" un pò perchè non c'ho voglia di prendere in mano il rasoio o di andare dal peluchè. Sto anche attraversando (probabilmente è tutto correlato) un periodo di basso entusiasmo per internet, non mi va di accendere il pc e smanettare come di consueto, non mi va di scrivere. Mi è già successo, passerà. Dovrei dire qualcosa sui 280 giorni di Prodi e sull'Inter che esce al primo turno serio di Champions. Anche musicalmente non spicca granchè, sto ascoltando roba vecchia in attesa di un colpo di fulmine. Uniche soddisfazioni: Shield e Prison break, che guardo nottetempo quando riesco ad impedirmi di dormire. Oggi assemblea generale, venerdì prossimo ultimo giorno di voto. Ci siamo.

domenica 11 febbraio 2007

Under the influence

Mi sono beccato un'influenza coi cazzi. Il pacchetto completo: febbre, tosse, un raffreddore mai visto, mal d'ossa, debolezza, testa pesante.
Sto 'na chiavica insomma.
C'è da dire per la verità che quando mi ammalo mi lascio andare, faccio proprio il malato, cerco comprensione e coccole, dormo tutto il giorno e mi autoesonero da qualunque attività domestica. Assumo la faccia da malato, non mi rado e non mi pettino. Mi imbottisco di farmaci (godi gastrite, godi) antiinfluenzali, sciroppi, tachipirina, caramelle per il mal di gola ed enterogermina per la flora batterica e conto i giorni che di norma servono per passare la nottata.
Nonostante tutto però, in assoluta contraddizione con lo stato d'animo sopra descritto, oggi sono al mio posto a lavorare.
Non potevo esimermi, i colleghi sono impegnati altrove e a fine mese ci sono le elezioni in Azienda.
Dovrei sentirmi eroico e invece sono più sul pirla andante...

giovedì 8 febbraio 2007

Funky Cold Medina, 1988




La canzone che resiste da più tempo nella playlist del mio lettore mp3?


Un pezzo rap dell'88, Funky Cold Medina di Tone Loc. Ora, io non so chi sia sto tizio e che altri brani abbia composto, ma questa track è micidiale. E' un rap un pò alla RUN DMC, con le chitarrone che fanno i power chords a sottolineare il testo, che è a metà strada tra parlato e cantato. La storia parla di un tizio (uno sfigato) che nel tentativo di infilare l'uccello da qualche parte si presta a consigli malandrini,ha disavventure erotiche con il suo cane, incontra un travesta e una tizia in cerca di marito.


Non so dire che notorietà abbia avuto il pezzo, all'epoca lo mandava molto radio milano international, ma se non lo conoscete, vi consiglio di farvi un giro.


Cold cooling at a ball
looking for some action
but like Mick Jagger said
I can't get no satisfaction
the girls are all around
but none of them wanna get with me
my threads are fresh and I'm looking def
yo wassup with the l o c
the girls are all jocking
at the other end of the bar
having drinks with some no name chump
when they know that I'm the star
so I got up and strolled over
to the other side of the cantina
I asked the guy, "why you so fly?"he said "funky cold medina"

this brother told me a secret
on how to get more chick
sput a little medina in your glass
and the girls'll come real quick
it's better than any alcohol
or afrodesiac
a couple of sips of this love potion and she'll be on your lap
so I gave some to my dog, when he began to big
and then he licked his bowl and he looked at me
and did the wild thing on my leg
he used to scratch and bite me
before he was much much meaner
but now all the poodles run to my house for the funky cold medina

you know what I'm saying
I got every dog in my neighborhood breaking down my door
I got Spuds McKenzie, Alex from Strollsthey won't leave my dog alone with that medina thing

I went up to this girls
he said "Hi, my name Sheena"
I thought she'd be good to go with a little funk cold medina,
she said "I'd like a drink", I said "ok,
I'll go get it"and then a couple of sips,
she cold licked her lips and I knew that she was
with it
so I took her to my criband everything went well as planned
but when she got undressed it was big old mess
Sheena was a man
so I threw him out
I don't fool around with no Oscar Meyer weiner
you must be sure that the girl is pure for the funky cold medina

you know,ain't no plans with a man,
this is the 80s and I'm down the ladies,
break it down,

back in the saddle, looking for a little affection
I took a shot, I thought I'd test it on the Love Connection
the audience guests voted, and you know, they picked a winner
I took my date to the Hilton ford
media had some dinnershe had a few drinks,
I'm thinking soon what I'd be getting,
but that's when she starting talking 'bout plans for a wedding,
I said "wait, slow down love, not so fast,
I'll be seeing ya",that's why I found you don't play around
with the funky cold medina
you know what I'm saying
that medina's a monster y'all

mercoledì 7 febbraio 2007

Citazioni

"Ah, le donne!
Non puoi vivere con loro
Non puoi vivere senza di loro."

Un amico ieri in appendice al racconto di una furiosa litigata con la moglie.

martedì 6 febbraio 2007

We got rock and roll music blasting off the T-top...

Come dicevo al commesso, un ragazzo brufoloso che odia la Sony, da molti anni ormai il 70% della musica che ascolto, la ascolto in auto. Nonostante questo ho sempre avuto degli impianti "normali"; mai montato cioè amplificatori da millemila watt sotto il sedile o appesantito il pianale posteriore con subwoofer da 35 kg each. Sempre avuto autoradio kenwood, due o quattro altoparlanti e stop. Sarei andato ancora sulla kenwood (con l'entrata per il jack del lettore mp3), anche perchè con sto tizio se andavo sulle sony era come toccargli il culo alla sorella, ma poi ho visto una JVC con ingresso USB, che ti permette di controllare dal frontalino il contenuto del lettore mp3, e mi sono convinto a scucire 130 eurini.
Adesso la mia gloriosa kenwood xyz, che mi ha servito fedelmente per cinque anni, può davvero riposare in pace.

lunedì 5 febbraio 2007

Everything but the football


Non mi va di parlare di quello che sta succedendo (di nuovo) al calcio italiano. E non lo dico da snob, a me il calcio piace eccome. Anni e anni di magre dell'Inter non mi hanno levato la passione per questo sport. Sentir parlare dappertutto in questi giorni ( da Cucuzza alla Clerici) di quello che bisognerebbe fare per "sanare" la piaga sociale degli ultrà in Italia è stato troppo, mollo il colpo. Davvero volete fare giocare tutte le partite da qui al termine del campionato a porte chiuse? Ma allora sospendetelo, che ha più senso. Stiamo fermi qualche anno, il tempo di approvare nuove leggi, buttare giù gli stadi inadatti, costruirne di nuovi e mettere i buttafuori (ho sentito anche questa!) intorno e dentro allo stadio al posto delle forze dell'ordine.

Partire con l'idea di penalizzare i pochi spettatori rimasti ad andare allo stadio mi sembra una follia, ma nel paese delle soluzioni d'emergenza e dell'ipocrisia tutto torna.

venerdì 2 febbraio 2007

Considerazione

Più ci rifletto e più mi convinco che se avessimo avuto trent'anni fa questa classe politica così timorosa di scontentare il Vaticano, oggi non avremmo nè il divorzio nè la legge sull'aborto. Si sarebbe fatta una mediazione per cui si può divorziare però solo dopo almeno 12 anni di matrimonio e l'aborto ciccia, che scherziamo?
Ergo, rivoglio il PCI, la cortina di ferro, l'URSS, la DC (che almeno era solo una!), noi contro loro. Concetti facili da capire e con cui identificarsi. La classe operaia, i borghesi, il clero con la kappa. Le piazze piene ai comizi di Longo, RAI 1 che oscurava e parlava di Zaccagnini.

Potete ripigliarvi tutto il resto, grazie.

giovedì 1 febbraio 2007

Drinkin songs (singalong) 3





Le canzoni tradizionali irlandesi parlano quasi esclusivamente di gente che ammazza o di gente che viene ammazzata. Spesso di guerre e qualche volta se va bene di amori falliti, di malattie, di poveri ubriaconi, mai comunque di storie a lieto fine (beh, la storia d'Irlanda non incoraggiava certo il buonumore). Molly Malone non fa eccezione, in più ha l'aggravante di essere una canzone da ciucca triste (sapete la differenza tra ciucca allegra e ciucca triste, no?) cioè è una canzone da cantare con naso rosso e lucciconi mentre si alza faticosamente l'ennesimo bicchiere di brown. Slainte!









In Dublin's fair city where girls are so pretty

Twas there that I first met sweet Molly Malone

As she wheeled her wheelbarrow

Through street broad and narrowCrying,

"Cockles and mussels, alive, alive oh"

Chorus

Alive, alive oh, alive, alive oh,

Crying, "Cockles and mussels, alive, alive oh"


Verse

Now she was a fishmonger and sure twas no wonder

For so were her mother and father before

And they each wheeled their barrows

Through streets broad and narrow

Crying, "Cockles and mussels, alive, alive oh"


Chorus

Alive, alive oh, alive, alive oh,

Crying, "Cockles and mussels, alive, alive oh"


Verse

She died of a fever and no one could save her

And that was the end of sweet Molly Malone

Now her ghost wheels her barrow

Through streets broad and narrowCrying,

"Cockles and mussels, alive, alive oh"


Chorus

Alive, alive oh, alive, alive oh,

Crying, "Cockles and mussels, alive, alive oh"








G Em Am D

G Em C D

G Em Am D

G Em Am D G

Quanno che ce vò, ce vò...

Come ogni inverno, all'arrivo delle nebbie, escono allo scoperto i retronebbiatori. Automobilisti che al primo timido accenno di foschia accendono la macchina manco fosse l'albero di natale del Rockfeller center. Ovviamente lo strumento che più è sgradito agli sfortunati che gli stanno in coda è il retronebbia, angosciante luce rosso-viola penetrante che dovrebbe servire a segnalare la presenza del veicolo in strada QUANDO DIETRO NON HA NESSUNO. Qualcuno infatti all'avvicinarsi di una macchina correttamente lo spegne. La maggior parte invece lo lascia acceso, e tu sei dietro, superare non puoi superare e arrivi a casa con le lacrime agli occhi e il mal di testa. E magari ce glielo fai notare con un leggero sfanalare di abbaglianti ti fanno anche "che minchia vuoi" con la mano. Grandissime, epocali, palpitanti teste di cazzo.

martedì 30 gennaio 2007

Break on through (to the other side)


Solidarietà al compagno Paul Wolfowitz, presidente della Banca Mondiale, che durante una visita alla moschea di Edirne in Turchia, come prevede la tradizione islamica si è tolto le scarpe sfoggiando delle spettacolari calze bucate (tutte e due!!!).

Chi di noi non ha avuto almeno una volta il terrore di trovarsi in questa disdicevole situazione? Magari entrando in un negozio di scarpe senza averlo preventivato oppure dovendo togliersi una scarpa per un imprevisto.

Al povero (si fa per dire) Paul è andata particolarmente male, e i suoi alluci hanno fatto il giro del mondo, come si fa non essere solidali?


Per la cronaca Paul Wolfovitz da quando si è insediato al vertice della banca mondiale, ha dato un'impronta neocon all'istutuzione, chiudendo di fatto le aperture progressiste seppur timidamente introdotte dal suo predecessore James Wolfensohn (attenzione all'impatto ambientale, studio delle diseguaglianze, diritti delle donne nei paesi poveri). L'uomo di Bush ha spostato con decisione la barra a destra. Banchiere dei poveri? Ma non scherziamo. Meglio rimanere sui calzini bucati.

domenica 28 gennaio 2007

C'è solo un Lester Bangs part 2


Prosegue il mio studio sulle riviste musicali italiane. Finalmente ho tra le mai Blow-up, che mi sembra quella più apprezzata e al tempo stesso quella meno reperibile (per dire è l'unica che non si trova nelle edicole in aeroporto). Come per Rumore ho acquistato la rivista esclusivamente a scopo ricerca, perchè se fosse stato per la copertina o i servizi all'interno...
Una costante delle riviste fin qui prese in esame è la struttura: tutte accompagnano le pagine di musica "moderna" con un inserto old music, nel caso di Blow up si chiamo Jukebox all'idrogeno (per rumore era Retropolis e per il mucchio Classic rock).

Anche Blow up sembra faccia apposta a scrivere di gente sconosciuta e difficile da scovare anche in rete, davvero non capisco che gusto ci provino. Un esempio? Alzi la manina chi conosce i Deerhunter o i Bellowhead, Mats Gustafsson o i Blue Sky Black Death! D'accordo che se nessuno ne parla non li conosceremo mai, ma a mio modo di vedere serve un mix bilanciato, non puoi riempire 100 pagine di sta gente qui. Perchè è pur vero che se un articolo (ad esempio quello di Gustafsson) è scritto bene, ti fa venire voglia di cercare l'artista in questione, ma non può valere per decine di bands al mese, secondo me.

La sezione recensioni è quella che spulcio per prima nelle riviste di musica, e qui un paio di dritte valide Blow up me le ha passate, i Giardini di Mirò con l'ultimo Divided Opinions non sono male (li conoscevo solo di nome) e sopratutto Quentin Harris con No politics è eccezionale, ed è un genere che non avrei mai approcciato se non gli avessero dato nove, parlandone in termini estasiati.

La qualità della scrittura mi sembra nella norma delle riviste fighette, mi duole dire che scrivono un pò tutti con lo stesso stile pseudo-ironico-intellettuale, per me sono tutti figli (e nipoti) del Guglielmi e dello Stefani.

Anche qui, vista l'uscita gennarina,fa bella mostra la classifica dei (loro) migliori dieci del 2006. La ripropongo, giusto per capire che trip si fanno:



1) JOANNA NEWSON Ys
2) LIARS Drum's not dead
3) SCOTT WALKER The drift
4) PERE UBU Why i hate women
5) BURIAL Burial
6) BEIRUT Gulag orkestar
7) CARLA BOZULICH Evangelista
8) MATMOS Rose has teeth in the mouth
9) ROSS BOLLETER Secret sandhills and satellites
10) VERT Some beans & an octopus



Sarà anche la musica di oggi e di domani, ma mentre mi gratto in testa e in mezzo alle chiappe, resto fortemente perplesso...

sabato 27 gennaio 2007

Liberascion... oh yeah!

Noi del trasporto aereo siamo stati tra i primi ad avere problemi drammatici dalle cosiddette liberalizzazioni, e la situazione è ancora tragica per molti (non solo Alitalia, la più esposta, anche Volare e le diverse società aeroportuali di Milano, Roma, Venezia, Napoli).
Evidentemente il prezzo da pagare per far risparmiare la collettività sui biglietti aerei è che migliaia di lavoratori del settore perdano il lavoro o subiscano drastici peggioramenti delle condizioni economico normative. Così è la vita (citazione).
Però sentire l’altro giorno proprio un lavoratore di quelli più incarogniti ai tempi dell’apertura del mercato del trasporto aereo dire:” ben gli sta ai tassisti, gente di merda” oppure roba simile per i benzinai e gli assicuratori, mi ha ricordato che siamo proprio un paese senza memoria chiuso nel proprio orticello a coltivare rape.

martedì 23 gennaio 2007

Peli e capelli


Perdo i capelli.
Lentamente (ho cominciato più di dieci anni fa) ma inesorabilmente.

Vabbeh è una tragedia personale comune al 50% della popolazione maschile, dicono. Il fatto che mi fa veramente imbestialire è che in compenso genero un sottobosco di peli che mi escono dal naso, dalle orecchie, in mezzo alle sopraciglia e sul coppino, che sono costretto ciclicamente a potare.
Ma dico io, ottimizzare le risorse no, eh?

lunedì 22 gennaio 2007

Drinkin' songs (singalong) 2

Avete scaldato ugole e chitarre? E via che si riparte!
Con Whiskey in the jar avrete il priviligio raro di poter compilare un EP con tutte le diverse versioni che molti artisti hanno dato di questo traditional. Come per Wild rover, la versione che più si adatta al singalong è quella dei pogues (con i dubliners).

WHISKEY IN THE JAR ep

1) The Pogues with The Dubliners
2)Metallica
3)Belle and Sebastian
4)Jerry Garcia
5)The Chieftains
6)Thin lizzy
8)Pulp
7)Grateful Dead


As I was going over the far famed Kerry mountains
I met with captain Farrell and his money he was counting.
I first produced my pistol, and then produced my rapier.
Said stand and deliver, for I am a bold deceiver,

musha ring dumma do damma da
whack for the daddy 'ol
whack for the daddy 'ol
there's whiskey in the jar

I counted out his money, and it made a pretty penny.
I put it in my pocket and I took it home to Jenny.
She said and she swore, that she never would deceive me,
but the devil take the women, for they never can be easy

I went into my chamber, all for to take a slumber,
I dreamt of gold and jewels and for sure it was no wonder.
But Jenny took my charges and she filled them up with water,
Then sent for captain Farrel to be ready for the slaughter.

It was early in the morning, as I rose up for travel,
The guards were all around me and likewise captain Farrel.
I first produced my pistol, for she stole away my rapier,
But I couldn't shoot the water so a prisoner I was taken.

If anyone can aid me, it's my brother in the army,
If I can find his station down in Cork or in Killarney.
And if he'll come and save me, we'll go roving near Kilkenny,
And I swear he'll treat me better than me darling sportling Jenny

Now some men take delight in the drinking and the roving,
But others take delight in the gambling and the smoking.
But I take delight in the juice of the barley,
And courting pretty fair maids in the morning bright and early

KEY C

verse:C Am F C G C Am F C G
chorus:G C F C G C

sabato 20 gennaio 2007

Paraculi o coraggiosi?


Quando, durante la seconda metà dei sessanta, cominciarono ad arrivare in televisione le immagini della guerra in VietNam che mostrarono in alcuni casi le atrocità commesse dai soldati USA (il napalm, mai lai) l’opinione pubblica, già critica per una guerra che non capiva, cominciò a schierarsi per il ritiro .

I figli dei fiori e gli hippy, che all’epoca erano movimenti che raccoglievano migliaia di giovani andarono oltre. La critica alla guerra era troppo poco e troppo scontato, ce l’avevano scritto dappertutto make love not war, bisognava andare oltre e punire i colpevoli americani dei massacri.
E così i militari USA che tornavano dal fronte asiatico non facevano in tempo a scendere la scaletta dell’aereo che venivano accolti a uova marce e insulti.
Poi anche i reduci, da Kovic in poi, si organizzarono e fu chiaro a tutti che in molti casi si trattava di ragazzotti pieni di ideali o senza prospettive di un futuro abbindolati dai reclutatori di zio Sam, sia quelli in carne e ossa che quelli televisivi e mandati a fare da carne da cannone.
Da lì a poco anche il rock and roll prende posizione a favore dei veterani e dei reduci in generale. I Creedence Clearwater Revival su tutti,con Fortunate son e soprattutto Run through the jungle hanno dato la spallata; e poi gli eventi hanno seguito il loro corso: Nixon ha firmato l’armistizio, gli hippy sono diventati yuppies, gli USA hanno trovato altre guerre più fruttuose, i reduci sono finiti quasi tutti in manicomio, in carcere, al cimitero o alcolizzati.

Perciò oggi gli artisti hanno imparato la lezione. Le guerre si criticano assolvendo i soldati al fronte. Il governo ha imbrogliato tutti, anche loro. Le ragioni della guerra in Iraq sono state una colossale menzogna, a causa della quale, ad oggi, sono morti più di 3000 giovani americani.

In america se ti appioppiano la nomina di antiamericano o antipatriota sei fottuto, anche nel 2007. Salvaguardare la vita dei ragazzi mandati nel deserto a sparare ai fantasmi invece si può fare. L’opinione pubblica capisce. La gente capisce. Le madri e i padri capiscono. L’hai sfangata.

Steve Earle e Bruce Springsteen ci vanno giù pesanti con questo concetto. Bruce ha pubblicato nell’extended version delle Seeger Sessions (American land edition) Bring’em home, sempre di Seeger, che è un perfetto esempio applicato di quanto cianciavo. La registrazione dal vivo a New York è emozionante. Quando il pubblico, che non conosce il pezzo, capisce le parole partecipa con un applauso di convinta approvazione.
La democrazia e il dissenso sono salvi.


Bring 'em home


If you love this land of the free
Bring 'em home, bring 'em home
Bring them back from overseas
Bring 'em home, bring 'em home


It will make the politicians sad, I know
Bring 'em home, bring 'em home
They wanna tangle with their foe
Bring 'em home, bring 'em home


They wanna test their grand theories
Bring 'em home, bring 'em home
With the blood of you and me
Bring 'em home, bring 'em home
Now we'll give no more brave young lives


Bring 'em home, bring 'em home
For the gleam in someone's eyes
Bring 'em home, bring 'em home

The men will cheer and the boys will shout
Bring 'em home, bring 'em home
Yeah and we will all turn out
Bring 'em home, bring 'em home


The church bells will ring with joy
Bring 'em home, bring 'em home
To welcome our darlin' girls and boys
Bring 'em home, bring 'em home


We willl lift their voice and sound
Bring 'em home, bring 'em home
Yeah, when Johnny comes marching home
Bring 'em home, bring 'em home
Bring 'em home, bring 'em home


Il brano è di Pete Seeger, che come Guthrie, non si è mai fatto problemi a dire e cantare quello che pensava, e per questo si è beccato 10 anni per comunismo (vabbeh lo chiamavano cospirazione contro gli USA) dalla commissione mccarthy. Non include lui la domanda del titolo. Lui è stato più coraggioso di quanto è lecito aspettarsi da me .

venerdì 19 gennaio 2007

Drinkin' song (singalong)

Patrizio mi fa : "vedi, Bruce è un grande, ma sai qualè il suo problema? Non ha mai scritto una canzone adatta a bere gioiosamente. Guarda i Pogues invece..."
La mia signora, che non sopporta Patrizio mi dice, infastidita dai ripetuti ascolti passivi di Manchester Rambler dei Dubliners: "ma perchè ascolti sta roba da 'mbriachi?"
Se volete sapere cosè una drinkin song, e quanto piacere si trae dal cantarla fino a farsi esplodere le vene del collo, provate questa (è un traditional ma consiglio la versione dei pogues). Occhio perchè il tempo del ritornello lo si tiene battendo le pinte di birra sul tavolo. Visto poi che quattro accordi li conoscete tutti, vi metto pure quelli.


Wild Rover (praticamente l'inno unofficial irlandese, se siete stati in Irlanda, e avete girato i pub, prima o poi l'avete sentita dagli avventori)

I've been a wild rover for many a year,
And I spent all my money on whiskey and beer,
But now I've returned with gold in great store,
And I never will play the wild rover no more.

And it's no, nay, never
No, nay, never, no more,
Will I play the rover
No never, no more.

I went down to an ale house
I used to frequent,
And I told the landlady my money was spent.
I asked her for credit, but she answered me "Nay.
Such custom like yours I could have any day."

I took from my pocket ten sovereigns bright,
And the landlady's eyes opened wide with delight,
She said, "I have whiskeys and wines of the best,
And I'll take you upstairs, and I'll show you the rest.

I'll go home to my parents, confess what I've done,
And I'll ask them to pardon their prodigal son.
And if they caress me as oft times before,
I never will play the wild rover no more!

KEY G
verse:G C G D7 G G C G D7 G
chorus:D7 D D C C G C G D7 G

Non c'è bisogno di ringraziarmi, a che servono gli amici?

giovedì 18 gennaio 2007

Il valore dell'esperienza

Da quando sono papà mi si è aperto un nuovo mondo anche nelle relazioni sociali. Adesso tutti i genitori con cui ho a che fare, per piacere o lavoro, la prima cosa che mi chiedono è: "come sta il tuo bimbo?".
Col tempo ho scoperto che chiedono di tuo figlio per parlare dei loro.
All'inizio infatti dopo la loro domanda partivo entusiasta a raccontare di Stefano, di come cresceva, dei suoi progressi, di piccole cose insignificanti che ti emozionavano nel profondo, e li vedevo annuire con malcelata impazienza, mordere il freno perchè arrivasse il loro turno di parlare.
Appena finivo di raccontare, partivano a slavina a pontificare sulla loro prole (e se ne avevano più di uno erano cazzi).
Adesso però ho imparato, e quando mi rivolgono la fatidica domanda rispondo serafico:" il mio bene, e il (la,i) tuo (tua,tuoi)?"
Almeno risparmio tempo e loro sono contenti.

martedì 16 gennaio 2007

Del possedere fine a se stesso


Non capisco perchè continuo a comprare Dvd musicali ben sapendo di non avere il tempo di vederli.

sabato 13 gennaio 2007

Sarà la musica che gira intorno, quella che non ha futuro

E' un periodo di compilation, questo.
Seeehh, lo so che nel 2000 e rotti si chiamano playlist, comunque ci siamo capiti, no? Ne ho preparata una per mio cognato che raccoglie il meglio dell'anno passato adatta ai suoi gusti (piuttosto soft) e per testarla l'ho ascoltata con gusto a più riprese. La morte della mia fidata kenwood (5 anni e 150.000 km insieme) poi, mi ha obbligato a girare in auto con l'mp3 nelle orecchie. Inizialmente, per evitare contravvenzioni tenevo le cuffiette su un solo orecchio (left) poi, vaffanculo, non resistevo a sentire al 50%, le ho infilate come si deve, e bona.
Con il lettore mp3, non so perchè sei più portato ad ascoltare compilazioni rispetto a dischi interi. Ne ho due che vanno benone, sono davvero the pleasure in mixing different things, come l'ha battezzate massi78.
Unica eccezione a questo moderno strapotere delle playlist, che un pò mette in crisi il mio animo giurassico (ma neanche tanto visto che le compilation sono 25 anni che le faccio per me e per gli altri) sono due album: The all american rejects, Move Along e Justin Timberlake, Futuresex/Lovesound.
Il primo è mainstream rock, se fossimo nella fine degli anni 80 gli All American Rejects potrebbero tranquillamente essere i Bon Jovi o i Bad English (Ale dice i Def Leppard, ma loro sono un gradino più in alto, secondo me), sono carini, pulitini, fanno musica perfetta come colonna sonora ai teen movie tipo America Pie. Nonostante queste caratteristiche, comuni a decine di gruppi attuali, gli AAR si fanno preferire per la buona percentuale di pezzi validi all'interno dell'album; i primi quattro titoli (dirty little secret, stab my back, move along, it ends tonight) vanno che è una bellezza, ma il disco, seppur con qualche cedimento tiene bene nella sua completezza.
Poi c'è Justin Timberlake, e qui sono un pò in difficoltà, perchè non sono molto pratico di questo genere da MTV, quello che chiamano soul moderno o hip hop o nonsochealtro. Quello che posso dire è che è lontano anni luce dai miei ascolti consueti e che ahem...mi garba assai. C'è Sexyback, track nr2, che è entusiasmante, suggerisco l'ascolto in cuffia per cogliere tutte le sfumature del pezzo; poi my love e le lunghissime i think she knows e what goes around e la conclusiva pose it con snoop dogg. Mi viene quasi da ballare come nei video di Britney Spears. A me , figurarsi.

Cognato's Playlist - best of 2006

01-THE KOOKS.Seaside

02-THE PIPETTES.We are the pipettes

03 –THE FRATELLIS.Chelsea dagger

04-HANK III.country heroes

05-NEFFA.Cambierà

06-BOB SEGER.Face the promise

07-MORRISEY You have killed me

08-DAMIEN RICE.9 crimes

09-BRUCE pay me my money down

10-WIDESPREAD PANIC goodpeople

11-TOM WAITS Bottom of the world

12- CATFISH HAVEN-another late night

13-SAM MOORE & BRUCE-better to have

14-RAUL MALO Feels like home

15-WILLIE NILE Game of fools

16-TWO GALLANTS Steady rollin

17-JOAN AS POLICEWOMAN feat ANTHONY I defy

18-PEARL JAM parachutes

19-JOHNNNY CASH further

20-VINICIO CAPOSSELA pena de l’alma


My muvo playlist nr 1

1-nobody's fault - jimmy page & robert plant
2 - tv screen - radiators from space
3 - 9 crimes - damien rice
4 - larrikin love - six queens
5- the dubliners - rocky road to dublin
6 - funky cold medina - tone loc
7 - think i'm in love - beck
8 - johnny cash - like the 309
9 - nothing to you - two gallants
10 - dentro al cinema - gm testa
11 - take a chance - the magic numbers
12 - i'll be missing you - puff daddy
13 - l'età migliore - moltheni
14 - thr rocky road to dublin - dropkick murphys
15 - teel it to my heart - taylor dayne
16 - i think we're alone now - tiffany
17 - slumlords - lester bangs
18 - let's impeach the president - neil young
19 - the gift from fairies(medley) - james kelly
20 - for your babies - simpy red
21 - the great pretender - roy orbison
22 - 96 tears - question mark & the mysterians
23 - december - collective soul

my muvo playlist nr 2

1-herculean - the good the bad and the queen
2-fragments-the who
3-you losin out-two gallants
4-peaches and cream-john butler trio
5-margin walker-fugazi
6-postcard from italy-beirut
7-me myself and i-de la soul
8-butthole surfers-the butthole surfers
9-vamos a matar companeros-morricone
10-love's been good to me-johnny cash
11-blues from down here-TV on the radio
12-chelsea dagger-the fratellis
13-night and day-U2
14-cant judge a book-the nighthawks
15-se-le vibrazioni
16-psychotic reaction-count five
17-the ghost of cable street-the men they couldnt hang
18-totem pole-dan sartain
19-feels like home-raul malo
20-i dont feel like dancing-scissors sisters
21-joanna newson-emily

venerdì 12 gennaio 2007

The Shield


È ricominciato THE SHIELD, il miglior serial poliziesco in circolazione. Duro, cinico, violento, realistico. Ambientato a east LA, tra pappa, maniaci, stupratori, delinquenti comuni e gangs (che riassumono al loro interno tutte le attività elencate) si fa beffe di roba patinata e glamour come CSI o similari..

Le prime due serie di shield erano un otto volante, imprevedibili e sconvolgenti, Vic, il detective protagonista, era una vera carogna, un figlio di puttana, però con una sua morale. Prendeva la tangente dagli spacciatori consapevole del fatto che era meglio guadagnare e gestire lo spaccio, piuttosto che inseguire l’utopia di eliminarlo completamente, ma al tempo stesso era spietato nel contrastare i crimini e criminali quando si presentavano sotto forma di rapine, stupri, aggressioni, etc etc.

Gli autori andavano davvero a ruota libera, sembravano non avere vincoli o regole da rispettare, avevi davvero la percezione che tutto poteva accadere, come nella realtà.

Poi come tutti i serial con il passar del tempo ha perso un po’ della sua incisività e ha ammorbidito le caratteristiche più aspre, restando comunque valida come poche nella realtà televisiva “in chiaro”.

Nella serie precedente, la quarta, c’è stata la presenza di Glen Close per tutti gli episodi, quest’anno arriva l’immenso Forest Withaker.

La prima puntata della prima serie finiva con Vic mackey che ammazzava un infiltrato della “disciplinare”, un suo collega assoldato per incastrarlo. La quinta serie inizia con Withaker che entra sulla scena per incriminare vic per quel delitto.

mercoledì 10 gennaio 2007

Pena de l'alma

Nell'ultimo, stupendo, Ovunque Proteggi, Vinicio Capossela in mezzo a tante perle ha piazzato anche questo diamante raro. E' una cover dei Los Lobos in cui il Nostro è riuscito ad associare un testo di struggente amore e passione.
Io non riesco ad ascoltarlo senza commuovermi fino alle lacrime. Provateci voi, se vi riesce.

Che farò lontan da te pena dell'anima
senza vederti, senza averti, nè guardarti
anche lontano non vorrò dimenticarti
anche se è ormai impossibil il nostro amor

Come levare via il profumo al fiore?
Come togliere al vento l'armonia?
Come negar che ti amo vita mia?
Come togliermi in petto questa passion?

E a veder che crudel destino ora ne viene
ma che l'ombra ora ci prenda più mi addolora
Il mio cuore mi dice che non può seguirti ancora
e nemmeno questa angustia sopportar

Come levar alle stelle via il bagliore?
Come impedir che corra il fiume al mare?
Come negar che soffre il petto mio?
Come levar dall'anima questa passion?

Come levare via il profumo al fiore?
Come togliere al vento l'armonia?
Fuori dalle braccia tue sulle ginocchia mie
così levarmi in petto questa passion?
Fuori dalle braccia tue sulle ginocchia mie
così levarmi in petto questa passion?

La musica è finita

Per le mie finanze, il 2007 è iniziato come peggio non poteva. Del 31 ho già scritto, ma c'è stata un'appendice. Ho portato la mia macchina da Paolo, meccanico di fiducia della famiglia (l'ho portata con il carro attrezzi, giacchè era più morta di Batistuta all'Inter) che come l'ha vista ha comiciato a dire che ah è una tragedia; ah qui è partita la centralina; ah le macchine moderne se parte la centralina sò cazzi;vabbeh lasciamela che vedo. Mi si è strizzato l'ano.
E infatti, qualche giorno dopo sono lì a firmare un assegno da seicentocinquanta euro poco convinto ma rassegnato. Capisco quanto conta nella vita a) fare il meccanico, l'idraulico o l'elettricista b) avere amici che fanno il meccanico, l'idraulico o l'elettricista.
Ma c'è stato un altro evento che mi ha gettato in abisso di disperazione ancora più cupo e senza fine: la mia autoradio è spirata, di conseguenza mi aspettano le interminabili code del tragitto casa-lavoro-casa senza il conforto della mia merda preferita.
Che faccio, mi porto un libro?

lunedì 8 gennaio 2007

Libertà e democrazia

Ho sentito tempo fa, nell'ambito delle polemiche sull'apertura-chiusura-e definitiva apertura della scuola islamica a Milano, un intervista ad un genitore magrebino che accompagnava la sua bambina a frequentare le lezioni di questo istituto.
Intervistatore: "Sembrava che la scuola non potesse più aprire, ha avuto paura?"
Genitore: "Siamo in Italia, qui non c'è niente di cui aver paura."
Ho avuto l'impressione che ci abbiamo fatto tutti una figura di merda.

venerdì 5 gennaio 2007

Music biz




Facevo una riflessione sul music business.
C’è grossa crisi del mercato, è il dato indiscusso. Le major piangono e licenziano, molti appassionati festeggiano e riempiono gli hard disc di musica a scrocco. Certo, nei tempi di vacche grasse, quando cioè per andare primi in Italia dovevi vendere più di un milione di copie,invece delle 20mila sufficienti oggi, anche a me giravano le palle a dover pagare duemila lire (su un prezzo medio di dodici-quattordicimila) in più un disco perché le strategie di marketing della label avevano previsto qualche secondo di marchetta televisiva, che veniva scaricata sull’acquirente, informato da un adesivo sull’ellepì (pubblicità TV!), però so per esperienza che quando un settore è in crisi non sono certo i posti di lavoro dei manager che saltano, ma quelli dei lavoratori comuni (i dirigenti passano agevolmente .dall’industria farmaceutica a quella del tabacco attraverso magari la produzione di giocattoli o la direzione delle autostrade).
Perciò non è che me la sento troppo di esultare se non si vendono più dischi e le compagnie discografiche annaspano tra chiusure e fusioni.

Poi c’è l’aspetto legato alla passione per la musica; a me continua a piacere possedere l’oggetto disco, rigirarmelo tra le mani, leggere il booklet, i testi, e pazienza se con il ciddì questo piacere è notevolmente ridimensionato rispetto ai 33 giri, o se attraverso la rete si può comunque reperire testi e notes del disco. E non sono nemmeno così ipocrita da affermare che questa mia passione dinosaurica mi impedisce di avvalermi del p2p. Ma nei limiti del possibile, preferisco l’acquisto, tutto qui.

Questa digressione è solo la premessa per la riflessione di cui all’inizio di questo post.
La musica è in crisi si diceva. No, dico io.
La vendita dei cd è in crisi. Perché le persone, giovani e non, continuano ad usufruire, pagando, del prodotto musica.


Prendiamo qualsiasi aspetto legato al rock che non sia il supporto (una volta si diceva) fonografico: i concerti vanno alla grande, stanno diventando la voce primaria nel bilancio di molti artisti, e questo nonostante l’incremento inarrestabile dei prezzi (difficile pagare un ticket meno di 32 euro, il diritto di prevendita arriva fino a 10-12 euro a biglietto, e per le grandi star che riempiono gli stadi – madonna,stones, springsteen,e company - il range va da 50 a oltre 100 euro); i divudì musicali sono anche loro in espansione, nonostante anche per questo prodotto ci sia la possibilità del download illegale. E non è uno sfizio economico, nonostante ci sia ormai una vasta scelta di titoli a basso costo infatti, i prodotti meno frequenti sugli scaffali continuano ad avere prezzi medio-alti (alcuni esempi sulla musica che piace a me: steve earle live in austin,TX quasi 30 euro; the pogues live at Town and Country. 25 euro; springsteen video anthology quasi 40 euro) e comunque ad avere mercato.

Un altro indizio? Date un occhiata in edicola. Quante riviste musicali vedete? Rockerilla, Rumore, Buscadero, Mucchio, Tribe, Rock Hard, Metal Shock, Metal Hammer, Blow up, Musica e Dischi, Rolling Stones e XL, solo per il rock, e forse la lista è sbagliata per difetto. E’ aumentata la carta stampata che parla di pop rispetto a quando i dischi si vendevano in quantità industriali e nonostante il web. Non è un paradosso? Non si vendono più i dischi e aumentano i giornali che parlano dei dischi. Perché? Una risposta potrebbe essere data dal fatto che con il pc e una connessione flat (20 euro al mese) io posso, in tempo reale, leggere una recensione e scaricarmi il disco; però le inormazioni sulle uscite discografiche si trovano anche in rete, e comunque il valore che mi piace dare a questo aspetto è che il sacro fuoco per il dio del rock è ben lungi dall’essere spento, anche nelle giovani leve.

L’aspetto a mio avviso più raccapricciante di questo nuovo consumo della musica è poi quello legato alla telefonia; cellulari che squillano sulle note di Shakira, oppure “la musica che risponde”( invece che il segnale di libero di senti una bella canzone della Pausini).
Anche qui il volume d’affari mi dicono essere esorbitante e in tale incremento da avere superato in alcuni paesi le vendite dei dischi.

E il download legale?
Lentamente sta prendendo piede, soprattutto nei paesi in cui i media hanno dato grande rilievo ai pirati informatici arrestati (arrestati, sì) o pesantemente multati per downloading illegale. E così per stare tranquillo paghi novantanove cents a canzone e con qualcosa in meno del prezzo del negozio reale (ma non è sempre così) ti sei portato a casa il ciddì del tuo artista preferito o ti sei composto la tua playlist dei sogni.

I negozi di dischi non legati ai megastore dei grandi marchi globalizzati, alla fine sono quelli a cui è andata peggio. Ho letto da qualche parte che ormai ci sono meno di trecento punti vendita indipendenti superstiti in tutta Italia. Immagino siano rimasti quelli alimentati dalla passione vera e fuori tempo del proprietario, e che siano diventati dei veri e propri santuari dove dare sfogo alla propria libidine compulsiva repressa. Quello della mia città, un bel posto con in vetrina musica di qualità, ha chiuso due-tre anni fa per fare posto ad una camiceria.

Last but not least.
Non è per esterofilia che lo scrivo, ma quanto viene considerate la musica in Italia? Poco e niente. Pensate alla cultura musicale anglosassone (cazzo nel regno Unito e in Iranda qualunque ragazzo suona uno strumento o fa parte di una band) o francese. A parte la storica disputa dell’IVA al 20% rispetto al 4% dei libri, in Francia la musica (anche leggera) è trattata a tuti gli effetti da arte, da cultura, da tessuto storico e sociale. Da noi no. Tantè che i nostri governanti stanno pensando di recuperare ulteriormente soldi dalla SIAE (che secondo voi, a sua volta, come si rifarà?).

Per concludere ho l’impressione che sia solo cambiato, per gli squali dell’industria, il modo di fare soldi con la musica, ma che il business sia ancora vivo e ben remunerativo. Anche la disponibilità a spendere degli appassionati è immutata secondo me, si è solo diversificata. Scarico gli Artic Monkeys da e-mule, però poi magari pago 3 euro la suoneria di Zucchero o l’ultimo video dei Black Eyed Peas per il mio telefonino UMTS. Ma l’obolo continuo a versarlo come faceva mio papà nel 1975, e anche le tasche in cui finisce sono virtualmente le stesse.


It’s evolution, babe.

mercoledì 3 gennaio 2007

Il Mucchio cerca grane


La copertina del Mucchio di questo mese conferma, anche se non era necessario, che la redazione è proprio fuori di testa. Chiamatelo coraggio, incoscienza o ricerca dello scandalo a fini di divulgazione della rivista, perennemente in cattive acque, ma mettere in copertina il disegno di un prete con l’uccello in erezione sotto la tonaca e il titolo PEDOFILIA ALLARME ROSSO vuol dire cercare grane,ed esserne consapevole.
Il prete è il personaggio di una serie a fumetti italiana di culto, di cui mi impegno a trovare coordinate precise, per cui in pochi saranno in grado di identificarlo mentre i
più penseranno ad un disegno messo lì per amplificare l’effetto del titolo.


Da laico, non so che pensare. Bisognerebbe leggere gli articoli all’interno. Per il momento non mi va di comprare la rivista, da tempo dissento con la linea editoriale del Mucchio. Ritengo continuino ad essere i più preparati musicalmente, scrivono bene e hanno saputo evolversi con la musica più attuale, ma la spocchia non la perdono, anzi. In più da quando danno spazio alla politica e all’attualità le cose sono peggiorate. Alla mia età sopporto sempre meno chi ne ha per tutti e ha la ragione sempre in tasca. Riconosco alla redazione coraggio e imparzialità, fegato a tirare fuori gli scheletri dall’armadio di P2, BR, PapaRatzinger e via discorrendo, ma è il loro posizionarsi su un piedistallo che non mi garba.


Alla fine una copertina così porta rogne, o copie in più?
I mangiapreti gaudenti o i cattolici incazzati?
E sopratutto, è giusto ridurre (sto parlando solo della copertina, magari all'interno si parla dell'odioso fenomeno in maniera diffusa e articolata, ma la copertina la vede anche chi non compra la rivista) il fenomeno al solo prelato?


Forse sono davvero coraggiosi, visti gli strali piovuti adosso a Crozza e Fiorello per la loro satira sul clan Ratzinger, a spingersi oltre (molto oltre direi) ; di certo sono liberi, magari un pò paraculi e anarchici. Chi lo sa? Aspetto sviluppi.
Il personaggio del fumetto è l'italianissimo Don Zauker (omonimo del capo dei meganoidi di daitan 3) di Daniele Caluri. L'ha identificato Vit.

lunedì 1 gennaio 2007

Tutti i miei dischi del 2007.

No, non ho fatto casino con la data.
Mi propongo di aggiornare questo post con tutte le acquisizioni musicali del nuovo anno. In modo da avere una lista bell'e pronta per il consuntivo pre 2008.
Sono troppo avanti.

010107 - Dave Matthews & Tim Reynolds . Live at Luther College
010107 - The Dubliners . 40 Years
010107 - The Chieftains . Water from the well

050107 - The Yardbirds . Ultimate Collection
050107 - The Pogues . Ultimate Collection/Live at Brixton
050107 - Jimmy Page & Robert Plant . Unledded
050107 - Robert Plant . Sixty six to Timbuktu
210107 - Gov't mule - High & mighty
210107 - The good the bad & the queen - omonimo
220107 - Ramones - Anthology (il cofanetto Rhino a soli 9.49!!!)
220107 - The Band - The last waltz (doppio a soli 8.99!!!)
310107 - John Mellencamp Freedom's road
310107 - Quenti Harris - No politics
030207 - Lucinda Williams - Live @ Fillomre (doppio a 8.90!)
040207 - Los lobos - Kiko
040207 - Nips - The tits of soho
050207 - Tool - 10000 days (9.90)
050207 - Seeger sessions american land edition (cd+dvd 12.90)
200207 - Lucinda Williams - West
010307 - Mario Biondi - Handful of soul
050307 - 99 Posse - Curre curre guagliò, Corto circuito,La vida que vendrà
150307 - Ry Cooder - My name is Buddy
200307 - Kenny Wayne Shepherd - Ten days out





Pronti o no, arriva il duemilasette.

Nessuno ha passato una fine di anno come la mia.
Alle due di notte ero su di un carro attrezzi con Stefano (due anni e mezzo) giacchè la macchina ci aveva lasciato sulla statale. Così morta che non andavano nemmeno le quattro frecce. Stefano si è divertito come un matto (vuoi mettere salire su un carro attrezzi con tutte quelle luci gialle?!?), io un pò meno, sopratutto al momento di chiedere il prezzo del servizio.
Buon anno nuovo.