giovedì 28 giugno 2007
Civil War 4
mercoledì 27 giugno 2007
Real outing

Non potete immaginare invece quanto sia salutare estrarre questi vinili dal lotto e trovarsi a pensare: "ma che cazzo avevo in testa quando l'ho comprato?".
Tra l'atro ricordo perfettamente quando ho comprato The last command dei Wasp, avevo passato tutto il pomeriggio davanti alla sezione hard/heavy di Mariposa dischi a Milano, con diecimilalire che mi scottavano in tasca e in testa le ultime recensioni di HM (prima, tragica rivista di metal in italia) indeciso tra Dokken e, appunto, Wasp.
Alla fine mi sono deciso per questo inverosimile gruppo, che un paio di canzoncine all'esordio le avevano azzeccate, anche se in parte il loro successo mediatico era dovuto dall'iniziativa di gettare carne cruda (!!!) sul pubblico alle prime uscite live (bastava poco vent'anni fa per finire sui giornali...).
Cristo santo, ma guardate che faccia ha in questa cover il cantante nonchè leader e one man band (Blackie Lawless mi sembra si facesse chiamare)!
Ma che cazzo avevo in testa quel giorno?!?
giovedì 21 giugno 2007
Io e Pietro

mercoledì 20 giugno 2007
Wacky races

lunedì 18 giugno 2007
Ravvedimento punk

Bestiario
venerdì 15 giugno 2007
99 Posse rulez
Ritenevo che la componente ideologica fosse prevalente sulla qualità della musica, che gli interessasse di più urlare slogan che creare canzoni.
Come spesso mi capita, mi sbagliavo di grosso.
Gradualmente ho recuperato tutti i loro dischi, e mettendoli in sequenza è evidente il lavoro di crescita e di maturazione, melodico e lirico, dei novenove.
Fondamentale è stato probabilmente negli anni la crescita del ruolo di Meg, la voce femminile del gruppo che bilancia le diverse anime artistiche della band.
Nel tempo si passa dal rap/ragamuffin da centro sociale degli esordi ad atmosfere non lontane dai Massive Attack, passando anche per una costante crescita a livello lirico, senza che questo abbia attenuato rabbia e sarcasmo (da O’documento a All’antimafia) per denunciare le italiche disuguaglianze sociali .
La vida que vendrà, l’ultimo disco dei novenove è secondo me anche il più completo, la definitiva maturazione. Non capita spesso che un gruppo capisca quando è il momento di fermarsi, e lo faccia all’apice della creatività; i 99 posse ci sono riusciti. A parte una paio di tracks, l’album mantiene un livello qualitativo straordinario, i primi cinque pezzi formano una sequenza micidiale che leva il fiato, lo splendido rap finale Povera vita mia vale per efficacia comunicativa più di tanti simposi sul precariato e sulla Biagi.
Spiace non vedere più i ragazzi fare dischi e concerti, ma come dicevo, meglio così che ridursi a caricature, che in giro si sprecano.
1-Comincia adesso
2-Fujakka
3-Curre curre guagliò
4-All’antimafia
5-L’esplosione è imminente
6-Non c’è tempo
7-L’anguilla
8-O’ documento
9-Spara
10-Sfumature
11-Rigurgito antifascista
12-Comuntwist
13-Quello che
14-Povera vita mia
15-Facendo la storia
16-Ripetutamente (Crawling version)
17-Ripetutamente (original version)
18-El pueblo unido
mercoledì 13 giugno 2007
Una pizza come Dio comanda.
Il pane e le rose
Ora, voi credo conosciate le condizioni di lavoro di queste persone. Sono lavoratori in genere non più giovani fuoriusciti dal mondo del lavoro senza requisiti professionali particolari che si prestano a svolgere questa mansione per arrivare alla pensione o sono lavoratori extracomunitari. Gli stipendi sono tra i più bassi in giro. Hanno spesso a che fare con capetti minchiosi che li minacciano, li intimidiscono, non gli pagano gli straordinari. Le aziende che appaltano le pulizie degli uffici fanno gare sempre più al ribasso, cosicché chi vince l’appalto lo subappalta, ma anche così facendo è difficile che un’impresa riesca a stare nei costi per più di uno-due anni. La garanzia della conservazione del posto di lavoro per questi lavoratori è l’unica tutela che hanno al dumping e alla cancellazione totale di ogni forma residua di dignità lavorativa.
E l’altra è che i padroni ( sì, questi sono padroni,non imprenditori) non cambiano e non si fermano mai. Anche i diritti minimi essenziali si possono ulteriormente peggiorare , privando le persone della loro dignità e della loro identità.
Springsteen with the Sessions Band Live in Dublin

E’ un apprezzabile fotografia del tour con la Seeger Session Band che viene immortalata in questo doppio cd (più dvd) registrato a Dublino nelle date conclusive della seconda parte del tour europeo.
La Session Band (in questo disco ha perso il prefisso Seeger), una combriccola composta in larga parte di sconosciuti nerds del pentagramma, è in forma e rodata, violini, flauti, contrabbasso, fisa, mandolini e chitarre si amalgamo con il sound dixieland della sezione fiati, creando una contaminazione veramente unica ed emozionante. Springsteen sembra ritagliarsi un ruolo quasi da comprimario, fa meno il one man show e si integra con l’orchestra lasciando parlare la musica.
Mi lasciano un po’ perplesso le versioni stravolte dei suoi classici, non che siano brutte interpretazioni, ma mi chiedo cosa rimanga di Open all night nella pur travolgente versione qui proposta o di Atlantic City e di Blinded by the light addirittura messicaneggiante. Per capire il senso della mia critica, immaginate brani dalle atmosfere cupe tipo Emozioni di Battisti o Luci a S.Siro di Vecchioni sulla base de La bamba e ci sarete vicini. Ripeto, tutta roba gradevole, ma che lascia una strana sensazione di lusso superfluo.
Mi sarebbe piaciuta un’operazione del genere (cioè un instant live) anche per il tour di Devil and dust, dove, secondo me più che nel tour solo di The ghost of Tom Joad, Bruce è stato padrone unico e incontrastato del palco, pasticciando anche con l’elettronica e interpretando classici e forgotten songs con passione ed estro. Memorabile la versione blues alla Tom Waits di Reason to believe, che apriva gli show, e la spettrale Dream baby dream dei Suicide in chiusura.
Resta il fatto che se per i primi anni della sua carriera in molti ci lamentavamo dell’esiguo numero di dischi pubblicati (soprattutto a fronte dell’enorme mole di lavoro in studio, e della frenetica attività concertistica), mi sembrano strumentali le polemiche di una parte dei fans che rognano per la ragione diametralmente opposta.
venerdì 1 giugno 2007
Porno: un affare di famiglia
La serie è divertente, mostra i casting, i dietro le quinte delle riprese, le ricerche delle location, la vita privata dei protagonisti, le particolarità che capitano, come una coppia che paga cinquemila dollari per farsi fare un personale film porno professionale, le difficoltà di trovare location, di girare all’interno di un auto in un parcheggio pubblico, la segretaria della casa di produzione che decide di diventare pornostar e la scelta del nome d’arte, i distributori che non pagano, le attrici che durante il casting dicono cosa vogliono e cosa non vogliono fare (stupendo in questo senso un dialogo di una puntata: Attrice del Casting: “non faccio scene anal.” Seymore Butts: “ma tu hai visto qualche mio film?” AdC: “beh, sì”. SB: “e allora dovresti saperlo che mi chiamano the King of Anal,no?”). Le immagini sono esplicite, anche se ovviamente censurate. In USA sono arrivati alla quarta stagione, e Glasser ha annunciato che non proseguirà oltre. La serie è stata pubblicata anche in DVD, ma solo in USA e UK.
Civil War 3

Una volta individuato il motivo del contendere si prepara quello che viene definito crossover, una serie speciale limitata in cui si racconta la storia della mega rissa, collegata però a tutte le serie regolari più importanti dell’universo Marvel in cui avvengono i fatti annessi alla saga. In questo modo, per avere una visione completa dell’evento bisogna acquistare almeno tre-quattro albi ad esso correlati, diventando così, se non lo si è già, potenziali lettori e contribuendo al rilancio delle testate.
Un’altra caratteristica delle saghe di questo tipo è che al loro termine devono portare cambiamenti importanti nei personaggi o nella famigerata continuity Marvel.
L’ultima volta che sono stati riuniti i super eroi più prestigiosi per una rissa da bar è stata giusto vent’anni fa con un crossover chiamato Guerre Segrete, trama esile come carta velina: un tizio onnipotente rapiva tutti i tipi in calzamaglia, li portava su un pianeta a millemila chilometri di distanza dalla terra, e una volta radunati gli imponeva di menarsi fino alla morte, promettendo per la fazione vincente la realizzazione di qualunque suo desiderio. Inutile dire che il piano fallisce e tutti tornano a casa felici e contenti. Da questa saga Spiderman è tornato a casa con il suo costume-alieno nero.
Oggi tutto è cambiato, nei comics Marvel c’è molta più autoironia, più realismo nei riferimenti storici, è stato violato anche il tabù delle parolacce. Oggi che i cittadini americani hanno meno libertà personali, meno privacy, e che se sono scambiati per terroristi spariscono dalla faccia della terra senza nemmeno un processo, non stare dalla parte del governo equivale ad essere nemici degli USA (un concetto caro agli States dai tempi di McCarthy) e da qui arrivare alla guerra civile, non solo tra super esseri, ma anche tra cittadini sostenitori dell’una o dell’altra fazione il passo è breve. Sono stati intelligenti gli autori di questa saga a piazzare tra i ribelli l’icona americana dei fumetti, Capitan America, e tra i filo-governativi un personaggio come Spiderman, da sempre pensatore indipendente e custode intransigente della sua identità segreta.
In questo terzo numero, o meglio, negli eventi collegati a questa uscita, la Cosa dei Fantastici Quattro decide di non schierarsi e annuncia la sua intenzione di lasciare il paese, Spiderman comincia a covare dei dubbi sulla sua scelta, Iron Man (leader della fazione pro-governativa) massacra letteralmente di botte Capitan America e il numero si chiude con il ritorno fragoroso di Thor sulla scena. Che c’è di strano dite voi? Beh, il Dio nordico era morto nell’apocalisse degli Dei di Asgard (chiamata Ragnarock) solo qualche mese fa.
Giuro che per la prossima uscita sarò meno prolisso.
mercoledì 23 maggio 2007
Camorra for dummies

Non ho mai letto prima d’ora un libro inchiesta sulle mafie. Sono certo però che ne sono stati scritti a decine da giornalisti, giudici, ex magistrati, politici. Non so spiegarmi perché questo di Roberto Saviano sia diventato un caso editoriale, al pari delle pubblicazioni per adolescenti di Moccia. Certo, un po’ il linguaggio usato, un pò il modo in cui Saviano ha scelto di parlare di un argomento drammatico e secondo me sconosciuto ai più nelle sue dimensioni, possono aver contribuito a rendere questa opera vincente.
Considerata la ferocia delle famiglie di questo cartello criminale, dei suoi adepti, e di chi brama di farne parte, è innegabile che Saviano,un giornalista meno che trentenne, abbia avuto coraggio a scrivere questo libro, a tirare in ballo grandi aziende, i politici, a mettere alla berlina potentissimi boss del passato e del presente. E a continuare ad avere un atteggiamento determinato ed aggressivo nei confronti delle famiglie, come quando, durante una serata promozionale, si è scagliato duramente contro un appartenente ad un clan camorristico, notato tra il pubblico, verosimilmente per spaventarlo con la sua presenza.
Non riesco a trovare difetti a questo lavoro, l’autore ha fatto un lavoro di ricerca sul campo, nel porto di Napoli, a Secondigliano, Casal di Principe, nelle ville confiscate ai boss, in strada con i ragazzini non ancora adolescenti che sognano di morire da boss, ha ascoltato le playlist negli i-pod dei killer di camorra solo per scoprire che si caricano per gli omicidi ascoltando i nuovi melodici napoletani; sciorina dati raccapriccianti sui soldi: a milioni, che servirebbero i numeri ad iperbole di zio paperone per contarli; sui morti:a migliaia, per strategie economiche, per le guerre dei clan, per uno screzio, perché passavano di lì, perché hanno detto no.
Dipinge un quadro senza speranze e senza prospettive di quelle zone della Campania; entrare nel Sistema (oltre naturalmente a emigrare) è in molti casi l’unica via d’uscita dalla miseria e dalla strada. Non valutate questa frase come una frase fatta,un’ alibi già sentito in lungo e in largo;c’è un dato concreto che la supporta: un soldato della camorra porta a casa uno stipendio, e se muore o viene arrestato garantisce alla sua famiglia un sostentamento, una sorte di pensione di reversibilità, concessa dal clan per il quale lavora, finchè ovviamente non viene deposto e sostituito da un'altro cartello criminale.
Leggendo Gomorra ci si trova davanti a centinaia di nomi, boss, killer,sottoposti,ragazzi comuni,politici,conniventi a vario titolo. In qualche caso tornano alla mente nomi sentiti distrattamente al telegiornale, in altri capi clan che hanno mosso montagne di miliardi hanno un nome insignificante, mai sentito prima, eppure per un periodo sono stati tra le persone più potenti d’Italia. Emergono anche, distillati come gocce di un’antidoto raro e per questo prezioso, atti di coraggio improvvisi, da parte di semplici cittadini, politici o preti che hanno pagato le loro azioni quasi sempre con la morte e qualche volta con lo sradicamento dalla loro realtà, dagli affetti e dal lavoro per entrare nel programma di protezione dello Stato.
Il titolo che ho scelto per questo post non è dunque sarcastico o irrispettoso, le famose guide “for dummies” spiegano ai neofiti, in maniera elementare e passo dopo passo, il funzionamento di cose complicate. Lo stesso fa Saviano con il Sistema: spiega a cittadini disattenti, disinteressati, nati nelle latitudine giuste come la camorra, attraverso attente strategie economiche e con tatticismi militari spietati ha ottenuto il controllo di buona parte del territorio e dell’economia italiana.
sabato 19 maggio 2007
La musica di qualità
Jesse Malin fa grande FM rock, scopiazzando qua e là, commettendo con Prisoners of Paradise un plagio epocale ai danni di My sharona dei Knack, ma raggiunge lo scopo di fare un disco di canzoni divertenti e cazzute, lenti e pezzi tirati come dio comanda.
Il fatto è che sono troppo affezionato alla forma classica della pop song, strofa-ritornello-strofa-ponte-ritornello, non è un problema di durata, tre minuti o sette fa uguale, è un discorso di struttura. Sarà per questo che non ho mai digerito il prog (e ci ho provato, credetemi), anche se sto apprezzando Fear of a blank planet dei Porcupine Tree.
Sono ricettivo, apprezzo i consigli diretti o indiretti da qualunque fonte arrivino, il forum, i blog degli amici, Vanity Fair che leggo sul cesso (anche se la rubrica musicale la fanno fare a Luca Sofri), Sorrisi e Canzoni a casa dei miei. Se avessi avuto il p2p a 19 anni credo sarei impazzito, imploso.
Come al solito vado fuori tema, e allora la chiudo qui. Tutta questa melina per dirvi che sto ascoltando con un certo gaudio Hybrid theory dei Linkin Park, che fino all’altro ieri mi stavano sui coglioni, e incredibilmente mi divertono persino i Battles, fate un po’ voi.
Tentazione
Comincio a documentarmi sulla zona di Parigi dove prendere alloggio per una notte, cosa vedere e a cosa rinunciare in due giorni scarsi di vacanza, cerco il mio preziosissimo volume “Il francese a fumetti”.
venerdì 18 maggio 2007
Magnetic Fields, 69 love songs

domenica 13 maggio 2007
Beppe
I colleghi non lo sopportano più. Lavora male, e spesso si devono fare carico delle sue dimenticanze, è sempre aggressivo, è sporco. Mi hanno raccontato che dopo il divorzio aveva avuto il colpo di fortuna di ricevere un'eredità in denaro, ma che, frequentando una prostituta nigeriana, è entrato in un giro di sciacalli che gli hanno prosciugato tutto.
In mia presenza al capo del personale diceva che se "quella là" (la nigeriana) lo sposasse, lui smetterebbe immediatamente di bere e righerebbe dritto; che quando passa davanti al bar, non sempre vorrebbe entrarci, ma "mi chiamano dentro, e allora come si fa?"; e che "ho bisogno di un mese di ferie perchè sono stanco".
Di fronte alla minaccia di liceziamento se non si mette a posto, mi sono offerto di accompagnarlo ai servizi sociali del suo paese, ho preso contatto con l'assistente sociale e fissato un appuntamento per la prossima settimana.
Non so se lui verrà.
mercoledì 9 maggio 2007
Love songs

Di recente ho provato a cercarli su slsk, e dopo qualche tentativo andato a vuoto li ho trovati. Una canzone in particolare contiene un passaggio che può essere inserito a giusto titolo tra i testi delle songs più note del pop rock, al pari di satisfaction, wish you were here, blowin in the wind, london calling e le altre che hanno fatto la storia della musica e della letteratura rock. E’ un urlo di disperazione da parte di un uomo la cui donna, affetta probabilmente da qualche grave patologia, non riesce ad evitare di concedersi a chicchessia nel quartiere, al punto che lui, il cantante, non può più farsi vedere in giro. E allora quest’anima sconvolta, disperata, ma sempre innamorata della sua donna, prende una drammatica ma evidentemente inevitabile decisione: diventare il magnaccia della sua fidanzata. Nel testo questo passaggio doloroso viene narrato con garbo e finezza, fino all’epocale passaggio finale, carico di pathos e tensione, in cui il nostro da libero sfogo al suo ego ferito (traduco per chi ne ha bisogno):
Pe' stu vico nun ce passo cchiù,
pe nu poco 'e murtadella te chiavasti o' salumiere,
te pigliasti 'a manuvella da Peppin o' parrucchiere,
ma io songo 'nnammurato 'e te, e nun piglio manco 'nu cafè,
pecchè 'o bar affianco 'o vascio piglia 'e cazzi pe' briosce,
sta miniera mmiezzo 'e ccosce sfrutterò..
(…)
E si tengo ancora 'a Cadillac, è pecchè tu 'o pigli dint'e ppacche,
quand n'ommo resta sulo, è pecchè l'avuto 'nculo,
ma stavota l'aggio mis' nculo a te..
(‘O RICUTTARO NNAMMURATO)
TRAD.
per questi vicoli non ci passo più
a causa dell’elevato numero di pompini che hai elargito
per un po’ di mortadella ti sei concessa al salumiere
la stessa cosa hai fatto con peppino il parrucchiere
ma io sono innamorato di te
e non riesco più nemmeno a bere un caffè
perché al bar di sotto prendi i cazzi per le brioches
questa miniera che hai tra le gambe la farò fruttare
(…)
e se mi posso permettere ancora la cadillac
è perché tu lo prendi tra le chiappe
usualmente, quando un uomo resta solo, è perché è stato inculato
ma in questo caso, sono io ad aver inculato te…
anche l’altra canzone è un lancinante grido di dolore da parte del protagonista abbandonato dal suo amore che urla alla notte tutta la sua inquietudine:
“nun teng che ffa, m' vac a cuccà,
e nun dorm, e ritorn co pensier a 'sta pucchiacc,
a 'stu cazz e ceralacc, cant semp "I'm loving you"...
vafanculo cu chi vuò tu,
n'ata vota my heart is blue,
si 'stu core rimane sulo tu vafanculo cu chi vuò tu,
n'ata vota t'aggia vasà, n'ata vota t'aggia chiavà,
nun fa nient si m' ne pent, si ropp tu nun m' cac' cchiu'...”
(VAFANCULO CON CHI VUO’ TU)
TRAD.
non ho niente da fare, vado a letto
non riesco a prendere sonno, e penso a questa pucchiacca (vagina)
a ‘sto pene duro come la ceralacca, continuo a cantare i’m loving you…
vaffanculo con chi ti pare
ancora una volta my heart is true
se il mio cuore resta solo tu vaffanculo con chi ti pare
un’altra volta devo baciarti
un’altra volta devo chiamarti
non importa se poi mi pento e tu non mi caghi più
Date anche voi il vostro contributo alla riscoperta di tesori nascosti di inestimabile valore culturale e artistico e abbandonate il vostro essere uomini a queste note, che sapranno lenire tutti i vostri turbamenti amorosi.
sabato 5 maggio 2007
Passa 'o tiempo e che fa
martedì 1 maggio 2007
Primo maggio di cattivi pensieri

Soprattutto ai precari a vario titolo, in somministrazione, CO.CO.PRO,a tempo determinato, in affitto, sotto caporalato, stagisti.
Un esercito di milioni di persone, e mi riferisco solo al lavoro “regolare”, cui,se non rientrano nel migliaia di morti/anno, spesso vengono negati i diritti delle leggi 300/70 (statuto dei lavoratori); 151/01 (testo unico maternità, paternità e congedi); 66/03 (orario di lavoro); senza contare poi i bollini per la pensione, la malattia e l’infortunio.
I sindacati (CGIL in testa) sono ormai composti per la metà da pensionati, non sono in grado di rispondere ai fabbisogni di questa massa critica di persone che cambia più lavori in tre mesi di quanti ne hanno cambiati in 30 anni i loro genitori.
Le aziende hanno tutti gli strumenti possibili e immaginabili per ottimizzare le risorse, ma vanno male comunque. Il loro sport preferito si chiama chiagn'e fott,fott e 'chiagne.
Mi piace rifugiarmi nel sarcasmo amaro di Comuntwist dei 99 Posse, che nel 2001 cantavano così:
Perché quando il compagno Marx
Sono comunista totalmente fuori moda
sabato 21 aprile 2007
Spring break
lunedì 16 aprile 2007
Venite a prendermi
Era praticamente un cd formato 33 giri e doveva essere il futuro del video home entraitment.
E il mini disc?
Era un dischetto grande come un floppy e doveva sconvolgere il mercato della musica da passeggio. Peccato che si sentisse poco meglio delle cassette. Nonostante una mega marchetta nel film Strange Days, è scomparso da mercato.
Il DAT, il DAT vi torna?
Doveva sostituire le audio cassette, con una qualità molto migliore.
E la battaglia tra i videoregistratori a formato Beta e il VHS?
Sony (sonoramente bastonata dal fallimento della scelta del Beta e del minidisc) ha lanciato da qualche tempo sul mercato il Blu Ray(dal colore del laser/lettore che si distingue dal canonico rosso) Disc (BD) , prodigio della tecnica video, che promette una qualità senza precedenti, ottimale per i televisori HD. Piccolo particolare, non funziona con i vecchi DVD. I concorrenti, capitanati da Philips, hanno puntato invece sul HD DVD, che migliora l'attuale formato ma continua a supportarlo.
domenica 15 aprile 2007
Profondo nero
Dal reclutamento in piazzale Lotto alle cinque, al lavoro in cantiere dalle sette alle diciassette. La prima settimana non è pagata (è di prova!), poi la paga è di 3-4 euro all’ora. Il primo stipendio dopo circa due mesi.
Nessuna sicurezza, nemmeno il casco di protezione e tanto lavoro, finchè non piangi per la stanchezza. Se iti fai male ovviamente niente ospedale, che sennò metti nei guai caporale e cantiere.
I colleghi tutti stranieri, africani, est europei. Ognuno si fa i cazzi suoi, non c’è tempo per socializzare. Nella mezzora di pausa dagli zaini odori e profumi delle schiscette di mezzo modo, dal cous cous alla michetta con la mortadella.
Sono cose che si sanno, mille morti per lavoro all’anno in Italia (di cui cicra un terzo nei cantieri) ma sarebbe aberrante farci l’abitudine.
Ieri altri due morti.
Civil War 2


E’ questo un evento davvero epocale per l’universo Marvel, ancora più incredibile, se vogliamo fare delle similitudini, della morte di Superman di qualche anno fa “per mano” della rivale DC Comics.
Peter Parker, l'uomo dietro la maschera dell'Uomo Ragno, è una persona comune, che vive in condizioni comuni, pochi soldi, l'affitto da pagare, una moglie, amici e parenti. Situazioni consuete. La sua scelta di mantenere segreta l'attività di super eroe era una necessità di protezione verso i suoi cari, altrimenti alla mercè di qualunque squilibrato in circolazione. Ovviamente l'identità segreta era anche uno spunto costante a storie e situazioni narrative, una costante che poteva sempre essere usata per aumentare la tensione delle storie. Gli attuali autori decidono di privarsi per sempre di questo elemento e sarà interessante capire come verrà gestito Parker/Spiderman in futuro.
Ecco, naturalmente la speranza è che la cosa non si risolva poi con una trovata assurda che vanifichi questo straordinario (semi) colpo di scena, chessò: “ era una realtà alternativa…” ; “ è stato tutto un sogno…”
Per ciò che riguarda la trama principale, si accentuano le divisioni tra chi accetta di lavorare per lo Shield e chi invece, rifiutando di registrarsi entra in clandestinità, continuando comunque a cacciare supercattivoni.
Da segnalare all’interno dell’edizione italiana di questa mini serie, anche un’altra mini: l’Imputato, ancora più cruda, violenta e realistica di Civil War. Si racconta della sorta dell’unico sopravvissuto tra i New Mutants (vedi topico precedente). Rimasto senza poteri dopo la deflagrazione, è prima incarcerato in un luogo segreto , e poi trasferito in una prigione comune in mezzo a detenuti che sanno chi è e lo conciano ogni giorno per le feste. C’è una via d’uscita disonorevole, confessione e arruolamento nello Shield, ma lui rifiuta.
Al mese prossimo.
mercoledì 11 aprile 2007
Civil War, Marvel Italia. Miniserie di sette numeri

L’antefatto: un gruppo di mutanti sfigati (i Nuovi Mutanti) gira un reality basato sulla caccia e la cattura di supercriminali (sapete che in america esiste queso tipo di programmi, american most wanted mi sembra si intitoli), la prima stagione va bene, la seconda è fiacca. Per risollevare le sorti dello show allora i Nuovi Mutanti si buttano su una preda (un bad guy di nome Nitro) più grossa di loro che per difendersi provoca una strage di un migliaio dipersone.
Da qui, in un clima politico già teso per eventi precedenti, viene deciso dal congresso che i supereroi sono pericolosi e che se vogliono continuare ad esercitare devono rinunciare alla loro identità segreta e registrarsi allo SHIELD (la CIA dell’universo marvel). Questo atto provoca divisioni e lacerazioni nella comunità degli heroes, che si confrontano per poi dividersi in fazioni e (verosimilmente) scontrarsi.
Il tutto è reso però molto realisticamente, parolacce, tensioni, violenza. Capitan America che rifiuta di recitare la parte del leader pro governativo e altri come Iron Man e Mr Fantastic dei Fantastici quattro che invece si adeguano alle richieste dello SHIELD e del Presidente sembrano davvero inquadrati in uno scenario reale, commentato e ripreso live dalla CNN.
Il taglio è maturo, adulto. I disegni accurati. I dialoghi taglienti e degni di produzioni cinematografiche (splendido il batti e ribatti di Cap con la Hill, capo dello Shield a bordo del veivolo/base dell’organizzazione) Se lo sviluppo è degno delle premesse questo serie può essere un masterpiece del genere che ridisegna gli schemi dell’universo Marvel.
Da domani in edicola la seconda delle sette parti, fondamentale per il personaggio Spiderman.
State of grace
sabato 31 marzo 2007
Giovanni Pantone, 1909/2007
Era un omone dalle mani enorme, socialista da sempre, è stato prigioniero di guerra in Germania dal 43, ha lavorato sempre. Non era una persona semplice da trattare, duro in casa e socievole fuori. Sulla bara i compagni hanno messo una bandiera storica del P.s.i. cucita a mano, rossa e oro.
martedì 27 marzo 2007
Kenny Wayne Shepherd, 10 days out

Potato Patch - Jerry 'Boogie' McCain
Honky Tonk - Buddy Flett
The Thrill Is Gone - B.B. King
Tina Marie - Bryan Lee
Born in Louisiana - Clarence 'Gatemouth' Brown
Chapel Hill Boogie - John Dee Holeman
Tears Came Rollin' Down - Henry Townsend
Knoxville Rag - Etta Baker
Big Daddy Boogie - Neal 'Big Daddy' Pattman
U-Haul - Cootie Stark
Red Rooster - Henry Gray with Howlin' Wolf Band
Sittin' on Top of the World - Hubert Sumlin with Howlin' Wolf Band
Spoonful - George 'Wild Child' Butler with Howlin' Wolf Band
Grindin' Man - Pinetop Perkins with Muddy Waters Band
lunedì 26 marzo 2007
Prison break
Proprio ieri leggevo che dalla terza stagione (in onda in USA) di Lost risulta evidente a tutti gli spettatori che gli autori non sanno più come venirne fuori dal casino che hanno combinato sovrapponendo tracce,plot, subplot eccetera eccetera. E infatti quella che era una delle serie più seguita, alla sua uscita, è in calo verticale di ascolti. lunedì 19 marzo 2007
The Shield conclusione 5a stagione

A me è successo giovedì notte quando Shane ha ucciso con una granata il suo amico e compagno di strike team (squadra d'assalto della polizia di Farmington, LA) Lem.
Tra colpi bassi e crescendo di tensione si arriva alla conlusione, Shane, il più debole ed egoista della squadra infila una granata nella macchina di Lem, unico del team che Whitaker è riuscito ad incastrare, e che finirebbe in galera, a rischio della vita e di spifferare i lati più oscuri del passato della squadra.
martedì 13 marzo 2007
Ry Cooder, My name is Buddy

Cat and Mouse
Strike!
J. Edgar
Footprints in the Snow
Sundown Town
Green Dog
The Dying Truck Driver
Christmas in Southgate
Hank Williams
Red Cat Till I Die
Three Chords and the Truth
My Name is Buddy
One Cat, One Vote, One Beer
Cardboard Avenue
Farm Girl
There's a Bright Side Somewhere