Well now on a summer night in a dusky room
sabato 11 aprile 2009
Living proof
Well now on a summer night in a dusky room
giovedì 9 aprile 2009
Gli scoop di bottle of smoke: in una telefonata l'incredibile verità dietro al rifiuto di Plant di riunire i Led Zeppelin
- Pronto?
IN LOVING MEMORY OF JOHN HENRY BONHAM,
Redditch, 31 maggio 1948 – Windsor, 25 settembre 1980
Satisfy my soul

mercoledì 8 aprile 2009
Sorry anche da parte mia
martedì 7 aprile 2009
Bob, il fluido che uccide (di noia)

domenica 5 aprile 2009
Red is the colour
Tanti anziani, parecche famiglie, un numero significativo di lavoratori africani avvolti nei colori della CGIL.
Unica pecca della giornata, il pranzo. Come previsto il poco tempo a disposizione ci ha costretto in un postaccio dove abbiamo mangiato poco e male. Vabbeh, saranno stati elettori di Alemanno che rosicavano.
venerdì 3 aprile 2009
Get on the bus part 2
mercoledì 1 aprile 2009
Pogues a Milano: non è un pesce d'aprile!

Go Ireland !

Sapete no, tutta quella gente che ti guarda con il sopracciglio alzato e aria di sufficienza di fronte al tuo coinvogimento emotivo totale, negli ultimi minuti di un match che magari stai vincendo di un gol di scarto, con un uomo in meno?
Ecco io non sono così.
Però devo prendere atto che, dalla vittoria del mondiale 2006 in poi, è cominciato ad evidenziarsi una sorta di distacco, nato principalmente per la presenza di Lippi, del quale, come uomo, penso tutto il peggio possibile, e alimentato dalla vacuità e dalle simpatie di destra di molti protagonisti di quella impresa.
martedì 31 marzo 2009
Boys are back in town!!!
Solo poche righe. Un comunicato buttato lì come una notiziuola qualunque:Un altro grande nome va aggiungersi, dopo Faith No More, Limp Bizkit e Babyshambles, al cartellone di Rock In Idro, manifestazione in programma all'Idroscalo di Milano i prossimi 13 e 14 giugno: per la prima serata, quella che vedrà tra gli altri in azione sul palco Pete Doherty e Gogol Bordello, gli headliner saranno i Pogues, alfieri del folk-punk irlandese capitanati dal carismatico Shane McGowan.
lunedì 30 marzo 2009
What if
domenica 29 marzo 2009
Sorprese mainstream
Gli album composti interamente di cover stanno agli anni zero come i tributi ai novanta. C'è un calo di ispirazione? Facciamo un disco con pezzi altrui. Dobbiamo rilanciare una band in secca che non ha scritto un solo brano in dieci anni? La soluzione c'è, scegliamo una manciata di canzoni scritte da altri.Non sono mai stato un fan di Carboni, nonostante il bolognese abbia avuto un'ascendente formidabile sul mio giro di amici, una ventina e oltre d'anni fa (si può dire che lo ascoltassero tutti). Mi ha però incuriosito la scelta dei brani inclusi nell'album (di cover appunto) Musiche ribelli. Il recupero di Lolli e del suo brano più noto, sebbene di culto, Ho visto anche degli zingari felici, due canzoni non banali di DeGregori (La casa di Hilde e Raggio di sole), Eppure soffia di Bertoli, che fa tenerezza con il suo idealismo ambientalista, Vincenzina e la fabbrica di Jannacci.

venerdì 27 marzo 2009
I migliori della vita, 6

I Pantera erano attivi gia da una decina d'anni. Avevano iniziato cercando una loro cifra stilistica attraverso l'espressione di varie forme di metal, tutte piuttosto canoniche. Nel 1986 si unisce alla band il cantante Phil Anselmo e nel 1990 esce il disco della svolta: Cowboys from hell, che presenta il nuovo stile musicale della band che raggiunge poi il suo apice con Vulgar display of power.
Undici brani di indicibile violenza e rabbia, con Anselmo che a tratti canta con l'approccio che poi sarà battezzato growling, il chitarrista Dimebag Darrell che non perde una nota e i testi fanno da adeguato contrappunto all'insieme.
Il concerto di Milano a supporto del successivo Far beyond driven, mi ha confermato tutta la forza della band anche dal vivo. Da li a poco tutto sarebbe finito, altri tre dischi: uno buono (Far beyond driven) e due evitabili (The great southern trendkill e Reinventing the steel), poi Anselmo quasi ci lascia le penne per overdose, e Darrel, il chitarrista, non ha la stessa fortuna, visto che viene assassinato da un folle nel 2004, durante un concerto di un suo nuovo gruppo.
La band non c'è più. avrebbe anche poco senso oggi. Alla fine degli anni zero il growling e la brutalità nel metal sono quasi di moda, e nemmeno si può parlare di questo gruppo come di un precursore, dopo tutto questa roba è molto figlia dei Black Flag e dell'hardcore newyorkese. Nondimeno questo disco resta a mio modesto avviso imprescindibile per descrivere un genere e un periodo di mutamenti. Una volgare dimostrazione di forza quanto mai necessaria.
giovedì 26 marzo 2009
Last shots
1) Qualche problema con l'apparecchio acustico per Angus

2) Per gli spettatori distratti: ma come si chiama sta band?!?
3) Guardate, con una mano!!!

4) L'idolo pagano
mercoledì 25 marzo 2009
Get on the bus
martedì 24 marzo 2009
You friendly neighborhood Spiderman

Ho come la sensazione che il solerte pompiere avesse a casa il costume per usi più...privati, ma in ogni caso la l'espressione del viso del bimbo è meravigliosa.
Round and round it goes

lunedì 23 marzo 2009
Mare nostrum

domenica 22 marzo 2009
Running right off the track

Comunque sia, parcheggio tipo a sette chilometri dal forum e m’incammino verso il palazzetto tra le consuete bancarelle di t-shirt, l’odore di salamella e le note distorte di Black Ice che provengono dai diversi chioschi disseminati lungo il percorso.
Ritiro il mio biglietto alla cassa (fa ridere la pignoleria dell’addetto che verifica con cura i miei dati personali, mentre a pochi metri i bagarini si stanno facendo la casa al mare con la vendita illegale dei tagliandi ) e salgo le scale che portano all’interno. Alle 20.05 il forum è già praticamente pieno, e il pubblico sta riservando una calda accoglienza all’ open act degli irlandesi The Answer. Nonostante me li fossi anche un po’ studiati in previsione del concerto di stasera, non riescono proprio a coinvolgermi. Le canzoni scivolano via tutte innocue, il cantante fa mossette alla Chris Robinson che fa David Coverdale che faceva Robert Plant. Quasi irritante.
Una mezz’oretta di show e poi inizia l’attesa vera. C’è grandissima eccitazione tra il pubblico, le corna rosse luminose si vendono come il pane (5 € il pezzo, baby), i cori ANGUS-ANGUS partono senza soluzione di continuità. C’è davvero un’enorme aspettativa tra la gente che ha affollato il forum, e che in qualche caso ha cacciato qualche centinaio di euro ai bagarini per avere il suo posto al concerto.
Con una puntualità che testimonia grande rispetto per il pubblico, alle 21 si spengono le luci, e pochi istanti dopo parte un filmato a cartoni animati, nel quale i componenti della band sono su un treno (un boato accoglie le versioni cartoon di Brian Johnson, Malcolm Young, Cliff Williams e Phil Rudd) , trascinato da una locomotiva nella quale un Angus con coda e corna luciferine continua a caricare carbone con una pala nonostante il mezzo abbia già raggiunto la sua velocità massima e punti dritto un centro abitato. L’ingresso nel locomotore di due procaci e discinte signorine, che fingono di sedurre Angus per poi immobilizzarlo e cercare di frenare il treno non avrà successo. La locomotiva si schianta e irrompe realmente sul palco mentre parte il riff di Rock and roll train. Un inizio all’insegna del puro divertimento.
Dopo il singolo apripista per l’ultimo Black Ice, è la volta di Hell ain’t a bad place to be a cui fa seguito Back in black, che accende come una miccia l’entusiasmo, già bendisposto, dei diecimila presenti. Brian è in palla, recita egregiamente la sua parte , scherza, ride, gesticola, saluta e introduce quasi sempre i pezzi, manco fossero una band emergente. Si muove come un orso marsicano ubriaco, ma con simpatia.

Tocca ancora ad un pezzo dall’ultimo disco, Big Jack, e poi Dirty deeds done dirt cheap, Shot down in flames e l’apoteosi del sing along di Thunderstruck.
Ai lati del palco quattro schermi, due molto grandi e due più piccoli, al centro la locomotiva che in alcune parti del concerto viene coperta da uno schermo grande come il palco stesso. Fino a Black Ice (il brano), Angus si gestisce con parsimonia. Qualche duck walk, qualche gesto delle corna, ma il meglio deve venire. E arriva con The Jack, quando il chitarrista australiano, come da copione, si spoglia accompagnato dall’ossessiva base blues del pezzo. Resta in pantaloncini ed è così che finirà lo show.
Tolti Brian e Angus, gli altri del gruppo potrebbero benissimo essere delle statue di sale, non si muovono di un passo rispetto alla loro postazione, e Phil Rudd (batteria) ha l’aspetto di un impiegato del catasto.
Lo schema del concerto si ripete costante: finisce un pezzo, si spengono le luci e parte l’altro. Non succede mai che un brano confluisca in un altro. La band è comunque in ottima forma, e, considerando anche l’età media dei suoi componenti, non si risparmia. L’ultimo blocco di canzoni prima degli encores include War machine, che per me è il pezzo migliore di Black Ice, poi Shoot to thrill, You shook me all night long, e la potentissima TNT.
L’ormai classica bambola gonfiabile che accompagna il gruppo durante l’esecuzione di Whole lotta rosie, si gonfia in un istante e si sistema a cavalcioni sul locomotore: tette enormi, calze strappate, un po’ di pancia. Batte il tempo con il piede.
Chiude il set Let there be rock, e qui è davvero Angus time. La lunghissima parte chitarristica del brano vede il chitarrista percorrere tutta la passarella che si insinua tra il pubblico, fino alla pedana posta al centro del parterre, che si solleva di qualche metro, fino a diventare una sorta di altare, che sublima la sfacciata abilità di Young. L’interminabile assolo finisce sul livello rialzato del palco dove il leader degli AC/DC sfida il pubblico con la sua tecnica.
La conclusione del pezzo lascia tutti stremati. Ci si riposa qualche minuto e poi siamo pronti per la festa di Higway to hell e le cannonate di For those about to rock, che concludono quasi due ore di esibizione.
Gli AC/DC avrebbero tutte le carte in regola per apparire patetici, nel replicare in età da pensione le stesso copione, gli stessi atteggiamenti (cristo santo, gli stessi vestiti!) di 25 anni fa, ma evitano egregiamente questo rischio grazie ad un’enorme professionalità, l' affetto strabordante da parte dei loro fans (raramente mi è capitato di percepire tanta passione da parte del pubblico per un artista) e un compito portato fino in fondo con determinazione, senza fronzoli o cedimenti. Non hanno bisogno di recuperare il vecchio sound, come fanno ciclicamente loro illustri colleghi che nel tempo hanno diversicato l'approccio con l'hard rock, perchè non l'hanno mai abbandonato. Portano in giro il loro greatest hits live (ma non hanno mai acettato di pubblicare una raccolta, in nome dell'unicità degli album che li porta di conseguenza a non vendere mp3 su i-tunes) aggiungendo di volta in volta qualche brano per promuovere il nuovo disco.
Poi certo, avere un repertorio come il loro aiuta mica poco, eh.
In ultima analisi, il vostro fedele cronista si è divertito assai, ha cantato, ballato, partecipato diligentemente a tutti i cori da stadio proposti dalla band e perfino trovato una maglietta con il logo AC/DC della misura di Stefano. Cosa chiedere di meglio ad un rock and roll circus?
venerdì 20 marzo 2009
L'Inps può aspettare
giovedì 19 marzo 2009
Stasera
I’m a rolling thunder, a pouring rain
I’m comin’ on like a hurricane
My lightning’s flashing across the sky
You’re only young but you’re gonna die
I won’t take no prisoners, won’t spare no lives
Nobody’s putting up a fight
I got my bell, I’m gonna take you to hell
I’m gonna get you, satan get you
mercoledì 18 marzo 2009
Il diavolo e l'acqua santa
martedì 17 marzo 2009
Earlismi


Spotlight on
James strikes back

sabato 14 marzo 2009
Che cosa vedi?

Il film di Zack Snider segue pedissequamente lo svolgimento della narrazione originale, conservando per buona parte anche le battute (e sarebbe stato un delitto fare altrimenti) delle tavole illustrate. La scelta è felice e quasi obbligata, oltre a seguire, in ordine di tempo, la stessa intuizione alla base delle realizzazioni cinematografiche di Sin City e 300 (dello stesso Snider).
Non mi dilungo molto sulla storia, che si svolge in un'America alternativa, a metà anni ottanta, sotto il quinto mandato Nixon e con il pericolo più che mai concreto di una guerra atomica con l'Urss. Le due super potenze si misurano quotidianamente in un Risiko mortale, studiandosi e spostando truppe e armamenti come fossero soldatini di plastica.
Gli americani avevano avuto negli anni quaranta un gruppo di Super Eroi, colorati e inverosimili, come quelli realmente pubblicati ad esempio dalla Timely Comics e in seguito dalla Marvel Comics. In questo collettivo militavano, tra gli altri, il Comico (violento, fascista e invischiato in tutte le attività sporche della Cia) e Spettro di Seta, super eroina che diventerà madre di Spettro di Seta 2, che farà, insieme al Comico, da anello di congiunzione dai Minutemen alla nuova coalizione di super esseri del ventesimo secolo. I Watchmen appunto. La storia del film si svolge dopo il ritiro dalle scene anche di questo secondo gruppo, avvenuto per decreto legge.
Sono i personaggi a fare la differenza nella graphic novel di Moore e nel film di Snider. Diversamente da quanto accade nel fumetto e nel cinema supereroistico, nel quale il bene è ben distinto dal male, qui, anche a fronte di figure e azioni raccappriccianti, il contesto della storia spinge lo spettatore a chiedersi, se, il loro fine, l'obiettivo delle loro terribili gesta, non giustifichi in qualche modo i mezzi usati per raggiungerlo.
Il Comico è l'AmeriKa. Quella che rovescia le repubbliche socialiste in centro america, che uccide i dissidenti, che considera comunista chiunque non sia repubblicano, quella che si arroga il diritto di fare lo sceriffo del mondo. Armi e potere. Il diritto della forza.
Il Dr. Manhattan è un essere quasi divino. A seguito di un tremendo incidente ha acquisito poteri infiniti (tributo alle origini del 90% dei super eroi classici); se ne va in giro nudo (anche se è blu e risulta poco umano, non capita tutti i giorni di vedere mostrato al cinema con questa frequenza un nudo integrale maschile ), ha il potere di salvare tutti, ma filosofeggia sulla giustezza di farlo, sull'effettiva importanza di salvare il genere umano ("The existence of life is a highly overrated phenomenon").
Rorschach è uno psicopatico.Un uomo alla deriva, guidato solo dalle sue intransigenti regole, un'infanzia miserabile, una vita salvata (se di salvataggio si può parlare...) dalla violenza, dal male scelto come nemesi, da una lotta psichedelica contro le bugie e per la verità. Contro qualunque mediazione e compromesso ("anche di fronte all'apocalisse"). Dalle tavole alla pellicola, resta il mio character preferito.
Ozymandias, "l'uomo più intelligente del mondo", e a capo di un impero finanziario sterminato. Lucido, arrogante, presuntuoso. Ha scelto di ispirarsi, da quando restò da ragazzino orfano di entrambi i genitori, ad Alessandro Magno. Un megalomane con un piano megalomane.
C'è da notare come la produzione, se da un lato ha optato per un cast di volti poco noti ( fatta eccezone per Carla Gugino), dall'altro non ha certo lesinato risorse per i diritti d'autore sulle musiche, visto che la colonna sonora è composta esclusivamente da grandi classici e grandi intepreti. Simon & Garfunkel, Leonard Coehn, Nat King Cole, Jimi Hendrix scandiscono le fasi cruciali del film, e assumono a co-protagonisti della narrazione, con connubi riusciti tra musica (parole) e immagini. La parte del leone la fa Bob Dylan che partecipa direttamente (sui titoli di testa) e indirettamente (a metà film e sui titoli di coda) con le sue All along the watchtower e Desolation row interpretate rispettivamente da Hendrix e dai My chemical romance.
Ma The Watchmen (comics e film) si toglie anche lo sfizio di rispondere alla domanda che tutti i lettori di fumetti di super eroi si sono posti, una volta raggiunta l'adolescenza, come faranno l'amore questi super dudes? Come usano i loro poteri sotto le lenzuola?
venerdì 13 marzo 2009
Ancora The wrestler
http://onemoregig.blogspot.com/2009/03/il-corpo-wrestler.html
giovedì 12 marzo 2009
Nothing special
mercoledì 11 marzo 2009
Ram Jam!

Tutto, nel mondo di Randy, è fermo al suo momento di gloria e agli anni ottanta: l’hair metal, le cassette che usa per ascoltarlo, i suoi vestiti, la sua auto, i suoi capelli. E la realtà degradata in cui vive sembra assecondarlo, in tutto il film non si vede un solo cellulare, un computer moderno, o un qualunque segno del progresso tecnologico che si mostra attraverso gli status symbol attuali.
Randy si gioca le ultime carte per cercare una vita normale con l'amica ballerina di lap dance Pam (una bravissima Marisa Tomei ) e tentando di riavvicinarsi alla figlia che non vede da anni (Evan Rachel Wood, che invece non mi ha convinto). Dall'esito di questi drammatici confronti si decide il suo destino.
Le vicende di Randy ci vengono mostrate attraverso l'uso sgranato della pellicola, attraverso riprese che ricordano a volte quelle dei documentari verità, con la camera alle spalle del protagonista, che lo accompagna, quasi lo spinge, nel suo incedere insicuro.
Forse non sarebbe stato giusto dare l'Oscar a Rourke per la recitazione in questo film, in effetti, non è che si può parlare di una prova d'attore epocale.




