La creazione dei mix tape, le compilation, la "cassettina", per quelli della mia generazione e della mia provenienza geografica, sono stati per la nostra giovinezza, estesa fino oltre i trenta, un'arte e un piacere sconfinato. Nell'era pre internettiana ci si arrangiava come si poteva, soprattutto quando non si poteva magari contare sulla collezione di dischi di fratelli maggiori e la propria era ancora sullo scarno andante. Si contava sui prestiti di album dagli amici, ma anche sulla registrazione dei programmi radiofonici, maledicendo il DJ che finiva di parlare poco prima dell'inizio del cantato e riprendeva immediatamente dopo la sua fine. Ma, per dire, io registravo anche dalla tv, con il registratore a cassette accanto all'apparecchio, imponendo il silenzio alla famiglia (un'operazione tutt'altro che semplice).
Poi nel 1995 è arrivato Nick Hornby a trasformare un rito privato in movimento generazionale, col suo, imperdibile, Alta Fedeltà, un paio di lustri prima che Spotify e compagnia cantante sfornassero, attraverso l'intelligenza artificiale, playlist preconfezionate e pronte all'uso con un click. Ad ogni modo l'argomento sembra aver esaurito tutto ciò che aveva da dire, considerata la platea ristretta a cui si rivolgeva.
E' forse per questo che un libro come Love is a mix tape sembra essere un pò fuori tempo massimo, anche se c'è da sottolineare come la prima edizione sia uscita in America quasi vent'anni fa, nel 2007. Ci sono elementi in comune con l'opera di Hornby ma anche differenze sostanziali. Tra le prime, il romanzo è prima di tutto una storia d'amore. Per la musica, certo, ma anche convenzionale, per una donna. Tra le seconde, l'opera di Hornby "mixava" meglio i due aspetti, mantenendo sempre un tono leggero, mentre quella di Sheffield è più sbilanciata sul rapporto di coppia e, inevitabilmente, visto che quella dell'americano è anche una storia con un risvolto tragico, è maggiormente virata sul malinconico.
Un'intuizione che fa felice tutti i fan delle compilation di una volta, oltre che a fornire spunti per un numero di playlist pari al numero dei capitoli del libro. Questo ancoraggio dei mix tape con i diversi periodi storici e quindi coi mutamenti della crescita e degli ascolti mi ha fatto rammaricare di non aver conservato alcune cassettine particolarmente riuscite e particolarmente vincolate a periodi della mia vita (d'altro canto l'unica cosa che fa capitolare un accumulatore compulsivo come me sono i traslochi, e nell'ultimo quarto di secolo ne ho messi assieme tre).
Rob Sheffield e la moglie Renèe erano dei bulimici musicali e, sebbene, fossero ben piantati nel meraviglioso periodo musicale della loro giovinezza (i novanta, quindi sì i Nirvana ma, per dire, anche Marshall Crenshaw e Notorious B.I.G., posto che la band preferita della coppia erano i Pavement), come tutti i musicofili allargavano i propri orizzonti al passato ripescando perle più o meno conosciute assieme a irresistibili guilty pleasure.
Ecco, forse l'aspetto più significativo del romanzo è proprio la sua collocazione temporale. I novanta sono stati il decennio della speranza, dell'illusione che ci fossimo messi guerre e ingiustizie finalmente alle spalle, un'epoca di grande partecipazione e trasporto per il futuro, oltre che di grande respiro per la musica tutta, per non parlare del cinema. E' durata poco, ancora una volta gli "adulti nella stanza" hanno mandato tutto a puttane, noi siamo cresciuti, ci siamo incarogniti e siamo finiti a votare Trump, Milei, Orban e Meloni. Ancora oggi mi chiedo come sia possibile, ma sempre con meno sgomento e indignazione.
Si respira questa aria di cambiamento (forse più che di cambiamento di felice stabilità) nel libro di Sheffield? Sì, tra le righe. Poi è come se il fato che ha colpito la vita di coppia dell'autore - sebbene sia autenticamente accaduto - sia in qualche modo metafora di ciò che è accaduto al mondo che, mentre Rob, diventava un importante riferimento della critica musicale (Rolling Stone, Spin) continuando altresì la sua attività di scrittore (con altri sette libri), ha semplicemente continuato a girare, con la brutale rivincita del capitalismo e in un'inarrestabile deriva di imbarbarimento, cospirazionismo, violenza e sopraffazione.
In questo, le ultime righe del libro arrivano a rappresentare appieno il significato più profondo, il manifesto di chi, sovente nottetempo, compilava cassettine con la speranza di comunicare ad un altro essere umano ciò che a parole non riusciva ad esprimere.


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