lunedì 9 marzo 2026

Pandora's Box, Original sin (1989)


E insomma, c'ho messo i miei quarant'anni abbondanti, ma alla fine ho imparato come si chiama il sotto sotto genere musicale che mi ha dato imprinting e passione per il rock, come avevo raccontato qui. Si tratta nientepopodimeno del "wagnerian-rock", uno stile in bilico tra symphonic rock e pop che sostanzialmente ha un unico riferimento: Jim Steinman. 

Produttore e pianista dalla personalità eccentrica, Jim Steinman caratterizzava le sue opere da una meticolosità patologica, che comportava costi proibitivi anche per l'epoca d'oro delle major, ma soprattutto arrangiamenti sfarzosi, opulenti e per più d'un ascoltatore pacchiani. Da qui il soprannome di Wagner (o Phil Spector) del soft rock. La sua collaborazione più nota è quella con Meat Loaf per il quale scrisse e compose per intero Bat out of hell (1977), il suo più grande successo oltre che uno dei dieci album più venduti di tutti i tempi.
Dopo un disco solista di buon successo (Bad for good, 1981), che avrebbe dovuto anch'esso uscire a nome Meat Loaf, ma che per vincoli contrattuali e impedimenti fisici di buonanima "Polpettone" fu rilasciato a nome proprio, Steinman rimpolpò il conto in banca grazie alla collaborazione con Bonnie Tyler (Total eclipse of the heart, Holding out for a hero), e a diversi musical, oltre al contributo del suo gruppo di session men (con Bittan e Weinberg della E Street Band) Fire Inc. alla colonna sonora del film di Walter Hill Streets of fire, che ho linkato in apertura.

Nel 1989 Steinman mette in piedi il progetto Pandora's Box, che vede alla voce la presenza di cinque coriste e cantanti: Elaine Caswell, Holly Sherwood (singer per i due pezzi portanti di Streets of fire), Ellen Foley, Gina Taylor e Deliria Wilde (lo so, sembra il nome di una pornostar) che si danno il cambio dietro il microfono, egli stesso e Roy Bittan alle tastiere e Max Weinberg alla batteria. 
Il progetto è definito un concept, ma non ho capito, ascoltandolo, ne ho trovato in rete, riferimenti al tema conduttore, qualcuno dice il sesso. Va beh, andando oltre, e concentrandosi sulla musica, l'album Original sin è il massimo compendio delle influenze steinmaniane, quindi iper-arrangiamenti, fascinazioni da musical, colonne sonore, musica classica, grande rilevanza al pianoforte, interpretazioni vocali struggenti e drammatiche, pezzi rock radiofonici.

Ben presente l'elemento kistch, anch'esso cifra stilistica identitaria del buon Jim, che si manifesta ad esempio in qualche "skit" parlata (I've been dreaming up a storm lately, The want ad) oppure nei due brani strumentali di musica tra il classico e le orchestrazioni per soundtrack  (Requiem metal, The opening of the box), per tacere di Twentieth Century Fox, cover dei Doors che si apre in maniera maestosamente trash con la celebre musichetta dell'omonima casa cinematografica.

Tuttavia, se escludiamo i passaggi megalomani e ci concentriamo sui brani compiuti ci avventuriamo in un altro disco, affascinante, per gli amanti di queste sonorità. Original sin, che apre la tracklist dopo una breve intro, è una power ballad evocativa, Safe sex non gli è da meno, l'FM rock di Good girls go to heaven (Bad girls go everywhere) nasce con le stimmate del classicone. Con It's all coming back to me now si torna alla ballata spacca-cuori sostenuta da un pattern pianistico tanto elementare quanto funzionale. Lo stesso dicasi per il tipico AOR It's just won't quit.

In tutti i casi la capacità di Steinman di creare melodie e refrain irresistibili, che si impiantano nella corteccia cerebrale e lì albergano a lungo, emerge prepotentemente come sua caratteristica cromosomica.

Original sin ebbe una gestazione infinita, con una lievitazione dei costi che quasi decuplicarono il budget iniziale, ma il disco fu un flop totale, al punto che inizialmente in USA non fu neanche distribuito. Nemmeno in Giappone, che quando si trattava di generi musicali di questa natura c'era gloria per chiunque, ebbe riscontri significativi. In maniera incomprensibile fu un successo in Sudafrica. Il che portò, ovviamente, al naufragio del progetto, che non ebbe alcun seguito.

Per Steinman la vittoria arrivò comunque, anche se postuma. Molti brani dell'album infatti, reincisi da altri artisti, raggiunsero il successo fallito da Original sin. In particolare Celine Dion e Meat Loaf fecero, rispettivamente, di It's all coming back to me now Good girls go to heaven (Bad girls go everywhere) delle hit da million seller.

E, sì, lo so che ho dei gusti discutibili, ma a me il disco è garbato.


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