Ammettiamolo: Lenny Kravitz ha rotto il cazzo. E non da oggi. Tuttavia non è sempre stato così. Al tempo del suo primo album, nel 1989, ben prima quindi che egli diventasse "l'ambasciatore del rock style", Lenny debuttava con un disco pieno di idee, certo, derivativo dalla black music dei suoi avi, ma animato da una grande urgenza comunicativa. Let love rule manca forse del singolone spaccatutto (qualcuno ha detto Are you gonna go my way?) ma compensa con una grande coesione tra i brani e un autentico spirito di struggimento sociale in ottica black pride. In questo senso si segnalano Mr Cab driver, Does anybody out even care, Freedom train, la straziante Rosemary, mentre in ambito relazioni a due troviamo ovviamente la title track e I build this garden for us. Se il riferimento dei successivi Mama said e Are you gonna go my way richiama esplicitamente Hendrix, qui il mood è decisamente più smooth, quasi a scomodare Al Green. Nota a margine: ai testi collaborava l'allora moglie Lisa Bonet, in seguito attrice affermata. Un ascolto su cui torno ciclicamente.

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