I Chalk (gesso) sono un giovane duo nordirlandese qui al debutto full-lenght con Crystalpunk, dopo una trilogia di EP, Conditions I, II e III, dal 2023 al 2025, nella registrazione dei quali la formazione comprendeva anche un batterista, successivamente sostituito dall'elettronica.
La traiettoria artistica della band è molto interessante e racchiude la fascinazione del duo per diverse forme d'arte, a partire dall'amore per David Lynch, cui i Chalk tributano la paternità di quella "stranezza e surrealismo" che cercano di portare dentro le proprie composizioni, servendosi anche delle immagini dei film del Maestro durante i concerti.
Per quanto concerne lo stile musicale, piuttosto che nella definizione affibbiata dalla critica di band electro-punk, Ross Cullen (voce e programmazione) e Ben Goddard (chitarra e sintetizzatori) si identificano dentro il perimetro di un genere che chiamano berghain rock, contenitore che permette la fusione di stili tra loro differenti e che prevede esibizioni live caratterizzate da bpm sostenuti, ritmiche e bassi ossessivi, alla ricerca di una sorta di trance collettiva.
La loro proposta, partendo sicuramente da una matrice elettronica (i brani nascono in nuce con Logic Pro-x), è probabilmente ancora alla ricerca di una direzione definita, ma questa condizione è tutt'altro che un limite perchè dischiude alle nostre orecchie uno scenario spiazzante, sorprendente ed eccitante track by track, posto che la loro collocazione naturale, anche per i riferimenti cui si ispirano esplicitamente (Preoccupations, Protomartyr, Mandy-Indiana, Special Interest) ed implicitamente (Fontaines D.C.) è quella della floridissima nuova scena post punk.
L'attacco del disco è come una montagna russa che però parte immediatamente con la discesa vertiginosa: in Tongue e Pain rieccheggia forte l'industrial a matrice Nine Inch Nails, il clangore incessante delle macchine quale sottofondo funzionale a testi che declinano la fragilità delle relazioni, il dolore e la vulnerabilità di ciascuno.
La melodia si fa maggiormente strada, senza rinunciare ai BPM, nel brano seguente, Can't feel it, proposto come primo singolo, un buon compromesso tra identità indie e mood catchy del refrain.
Il patchwork, il disorientamento che ritroviamo nelle composizioni dei Chalk probabilmente ha una qualche connessione con il loro vissuto. Cullen, padre inglese e madre irlandese, cresciuto tra Irlanda e Irlanda del Nord, si chiede quale sia la sua vera identità, la sua collocazione: "nè Red Hand of Ulster (simbolo delle organizzazioni paramilitari dell'Ulster), nè tricolore (bandiera dell'Eire). Quelli come noi non hanno bandiera, perciò ce ne siamo creati una."
Cullen, madre cattolica e padre protestante cresciuto durante i "troubles", ha vissuto in famiglia la tensione, la diffidenza e la paura, definendo la propria arte "il risultato di tutto quello che è successo", ma alla ricerca di umanità, di unità. Persino dopo i disordini nazionalisti contro gli stranieri del 2025 "si avverte ancora il bisogno di unirsi, senza odio ne divisioni".
Crystalpunk dunque non può esimersi dall'essere un album politico, con un messaggio di punta contenuto in Bèal Feirste (vecchio nome, in gaelico, di Belfast) , in cui attraverso il veicolo di un genere come il big beat e richiamando i Chemical Brothers così come gli Underworld, i Chalk spiegano lo smarrimento di non sentirsi accettati fino in fondo da nessuna delle due comunità nordirlandesi e provano a rilanciare un concetto di comunità utilizzando, come un mantra, lo slogan "shoulder to shoulder" dall'inno della nazionale di rugby irlandese (che riunisce in un unico team atleti dei due territori) Ireland's call.
L'altro filo conduttore del disco è senza dubbio la club culture, anch'essa figlia dei novanta. Pezzi tra techno e house come Skem, I.D.C., la stessa Bèal Feirste sopra citata sembrano uscire indifferentemente dalla scena di madchester, quella di Chicago o Detroit di quegli anni.
Infine, il riferimento attuale, non dichiarato, che a me appare cristallino è invece ai Fontaines D.C. con il new wave in purezza di One-Nine-Eight-Zero.
Un debutto col punto esclamativo e, anche se la band ha dichiarato che Crystalpunk è il primo e ultimo album che i Chalk pubblicheranno (cazzate da interviste promozionali), occhio a questi ragazzi.
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