lunedì 5 giugno 2023

Guardiani della galassia vol. 3 (2023)


Da tempo ho perso qualunque tipo di interesse per le produzioni del Marvel Cinematic Universe. Sarà sicuramente perchè ormai ho una certa, ma non si può ignorare l'evidente  caduta a picco del livello qualitativo dei film, deflagrata, a mio avviso, dopo Avengers Endgame in una ridicola farsa nella quale il bilanciamento tra epica, dramma e, appunto, demenzialità è definitivamente saltato verso quest'ultima. E, a mio, avviso, la "responsabilità" di questa deriva è indirettamente da attribuire proprio a James Gunn, che, dieci anni fa, con il primo capitolo de Guardiani della Galassia ha introdotto nel MCU questa modalità di intrattenimento, da lui ampiamente sperimentata nel corso di tutta la propria carriera, dalla Troma a Super - Attento crimine!!! 
L'errore della Marvel, dopo il successo enorme del primo dei Guardiani, fu pensare che la formula potesse essere replicata da chiunque, come se, e scusate il paragone improprio, bastasse fare un film sulla delinquenza giovanile per replicare il Kubrick di Arancia meccanica. Da qui lo scempio dell'ultimo lustro, e basta riguardare i primi film Marvel (gli Spider-Man di Raimi, gli X-Men di Singer, i primi Avengers, Iron Man, etc. ) per rendersi conto della distanza siderale con gli attuali prodotti usa-e-getta.

Quindi. Non vado più al cinema per i film Marvel. A parte qualche significativa eccezione. Quando cioè dietro al progetto c'è un regista autentico e non un impiegato intercambiabile. Così è stato per il Doctor Strange di Raimi e così è per James Gunn, che chiude meravigliosamente, anche in modo melodrammatico (ma senza rinunciare mai all'ironia) questa storia di una formazione di eroi totalmente improbabile e di quinta fascia ai tempi dei soli fumetti. 

L'incipit chiarisce subito come il taglio del film, a differenza dei due capitoli precedenti, sia orientato alla malinconia, con Rocket che ascolta la depressiva Creep dei Radiohead mentre cammina solitario lungo le strade della città satellite, base dei GDG. Da lì, e nel corso degli eventi della storia, comincia il flashback sulle dolorose origini del procione (sì, procione, e non tasso). Questa è la parte della pellicola in cui Gunn si raccorda maggiormente col gotico, con il filone horror del "dottore pazzo", ma anche con la capacità che aveva la Disney di intenerire con personaggi buffi e deliziosi. Nel farlo arriva chiaro e potente anche il messaggio animalista e anti-vivisezione del regista. Non penso di essere stato l'unico in sala con gli occhi lucidi durante più d'una sequenza. 

Ma, naturalmente, questo "volume 3" è anche in tutto e per tutto un film di Gunn e dei Guardiani, quindi mostroni, battute a raffica, strategie fallaci, colpi di genio, salvataggi non riusciti, intervenenti miracolosi dell'ultimo secondo e una grandissima colonna sonora (un unico appunto: perchè sottoutilizzare la mitologia Badlands di Springsteen? Ci sarebbe stata da dio nella narrazione e non a metà dei titoli di coda). 

Il film, come detto, chiude coerentemente una trilogia di favolosa science fiction, collegata al MCU solo per diritti cinematografici ma per massima parte totalmente godibile anche in maniera indipendente. E, visto che James Gunn ha reciso definitivamente il suo rapporto con la Marvel (farà il vice presidente dell'ambito cinematografico della concorrente DC), sarebbe altrettanto coerente chiudere qui con questi personaggi. Lo scrivo nella consapevolezza che, ovviamente, non avverrà.

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