lunedì 23 febbraio 2026

Coroner, Dissonance theory (2025)


I Coroner sono una di quelle band storiche contraddistinte dal combinato inversamente proporzionale di una grande importanza artistica e un limitato consenso di massa. Probabilmente hanno venduto più t-shirt (nera, con il logo bianco nell'inconfondibile ed immutabile font), che faceva figo sfoggiare, rispetto a copie di dischi. 
Svizzeri di Zurigo, nascono nel 1983 e anche se oggi nessuno membro fondatore è ancora nel gruppo, possiamo considerare Ron Broder  - basso, voce -  e Tommy Vetterli - chitarre/cori - come se lo fossero, visto che sono nel combo dal 1985. 
La formazione ha rappresentato un pezzo di storia importante per il metal estremo, anche se, per rimanere in ambito elvetico, non ai livelli dei Celtic Frost, sebbene ci sia da riconoscere come i Coroner, forse per effetto della esigua produzione, non abbiano mai avuto sbandamenti stilistici a rimorchio delle mode del momento. La loro discografia è infatti articolata su sei album, pubblicati tra il 1987 e il 1993. Fino ad oggi.

In maniera un pò inaspettata e per certi aspetti inverosimile, i Coroner tornano infatti a rilasciare un album di inediti a trentadue anni dal precedente e, ancora più sorprendentemente, il disco, Dissonance theory è il lavoro che tra i loro, e in ambito uscite dell'anno, ha raccolto più consensi e onori unanimi da parte di critica e pubblico. E' solo retromania e resilienza al tempo, come diceva Alberto Arbasino nel descrivere la parabola da brillante promessa a solito stronzo per finire a venerato maestro, o c'è della ciccia?

Dietro ad una cover funzionale, con la tradizionale colonnina listata a lutto, la musica espressa dentro Dissonance theory, se dal punto di vista stilistico è irrimediabilmente legata al passato (il canovaccio è quello del thrash metal) da quello delle esecuzioni sprizza gioventù da tutti i pori. E l'attacco, dopo il breve preludio di Oxymoron, di Consequence te lo sbatte in faccia con una violenza spettacolare, da headbanging illegale. Tuttavia i Coroner, a mio avviso saggiamente, non confezionano un prodotto che per i suoi tre quarti d'ora di durata non toglie mai il piede dall'acceleratore, ma hanno la sapienza di inserire break acustici, rallentati, sfumature doom (Sacrifical lamb), solos in stile nwobhm. Insomma tutto ciò che serve per rendere un disco di metal estremo godibile anche a chi ad un lavoro di questo genere non chiede solo ottusità e ignoranza. Insomma furia (Symmetry, Renewal), ma anche la suggestione di perfidi midtempoes (The law), per un risultato in perfetto equilibrio, che non cerca a tutti i costi la melodia o il refrain facile ma la pienezza delle composizioni.

Mi unisco al coro, anche per me tra i dischi (non solo metal) del 2025.

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