lunedì 8 febbraio 2010

E' la somma che fa il totale

E' solo per sfiga o per il fato avverso e comunista, che, giusto pochi giorni dopo l’annuncio (al solito) ad effetto di Berlusconi in merito ai risultati conseguiti nella lotta alle mafie da parte del suo governo, sono accaduti una serie di eventi che, insomma, qualche dubbio sulla reale consistenza dell'impegno del cav. l'hanno messo.

Il fatto che ha avuto l'impatto mediatico più forte, e che per ora ha costretto ad un imbarazzato dietrofront la coalizione di governo, è il disegno di legge del parlamentare ex AN Valentino, che prevedeva una modifica del codice penale in merito all'uso dei cosidetti pentiti, finalizzato sostanzialmente ad un loro quasi totale inutilizzo. Il tempismo della proposta, emersa tra una dichiarazione giurata di Spatuzza e una di Ciancimino jr, è senza dubbio un'altra casualità assoluta. Comunque. Gli effetti della legge sarebbero talmente devastanti che persino Angelino Alfano e Bobo Maroni sono stati costretti ad ammettere la loro contrarietà(anche se il ddl non è ancora stato ritirato), e finanche Napolitano avrebbe affermato sommessamente: - No dai ragazzi, questa non ce la faccio a firmarla... - .

Ma è probabilmente nel quotidiano che si vede l'impegno delle istituzioni nei confronti di chi, nel suo piccolo, in maniera coraggiosa e indipendente cerca di affermare il valore della legalità. E' il caso dell'associazione lombarda SOS Racket e Usura. Il suo presidente, Frediano Manzi, nonostante le ripetute minacce e gli atti intimidatori subiti, portava avanti da 13 anni diverse iniziative concrete a sostegno dell'imprenditoria e della cittadinanza, la più nota quella che ha portato all'arresto della cosidetta Signora Gabetti, responsabile di un associazione a delinquere che gestiva l'occupazione abusiva di case Aler. L'ultimo atto intimidatorio subito da Manzi è stato l'incendio di un furgone usato per la sua attività. - Non è stato questo a persuadermi a mollare - dice l'imprenditore - ma l'abbandono totale e l'indifferenza di tutte le istituzioni, locali e nazionali-. Si saranno distratti?

L'ultima segnalazione che volevo riportare è sicuramente la più triste e drammatica. Lea Garofalo, cittadina di Petilia Policastro, paese ad alta densità mafiosa, aveva deciso nel 2005, a seguito dell'uccisione del fratello pregiudicato, di fare da confidente agli inquirenti. La protezione della procura dura per lei solo un anno, dopo il quale la donna è di nuovo esposta a minacce e pericoli individuali. Lei protesta, chiede aiuto, ma niente. Pochi mesi fa resta vittima di un tentativo di rapimento. Finalmente arriva la sentenza del Consiglio di Stato che certifica la situazione di grave pericolo in cui versa Lea, sola, con una figlia adolescente. Ma ancora la burocrazia non muove i suoi ingranaggi. I sicari hanno di certo una struttura più agile ed efficiente. La donna sparisce infatti nel nulla, probabile vittima di lupara bianca. Pazienza. Magari tra dieci anni ci faranno una fiction con Beppe Fiorello e ci commuoveremo tutti davanti alla tv.

E' forse inopportuno usare una frase di Totò per titolare un post che tratta argomenti così seri. Ad ogni modo ce ne sarebbe anche un'altra, sempre del Principe, che sintetizza forse meglio il mio pensiero sull'impegno del governo contro la mafia: "Presidente...Ma mi faccia il piacere!"

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