venerdì 29 gennaio 2010

J.D.Salinger, 1919/2010


Il giovane Holden l'ho letto troppo tempo fa per dire esattamente cosa mi colpì in quel racconto (strano, ne parlavo giusto qualche giorno fa con un'amica). Certo è che un segno lo lasciò. Era uno di quei libri che quando l'hai finito te lo giri tra le mani un pò perplesso. Ne vorresti ancora, anche se non sai bene perchè.

Beh, J.D. Salinger non solo non ha aggiunto niente a quella storia, ma non lo ha fatto in senso assoluto, vista la sua scelta di ritirarsi a vita privata poco dopo la pubblicazione di quel romanzo (1951) e di sospendere la sua attività di scrittore.

Qualcuno individua le cause di questa scelta nel suo (presunto) fanatismo religioso, altri in un'improvviso e drammatico inaridimento della vena creativa, lui ha lasciato ad ognuno le sue congetture ed ha continuato il suo eremetismo.

Sono sicuro che quando i telegiornali di ieri hanno dato la notizia della sua morte, saranno stati in molti a pensare (come avviene per Bela Lugosi in Ed Wood): - ma perchè, era ancora vivo?- Altri si staranno fregando le mani all'idea di potersi introdurre nella sua fantomatica cassaforte zeppa di inediti, e qualcuno giù a Hollywood starà pensando che finalmente, senza il suo autore a porre divieti, potrà fare il suo filmone su The catcher in the rye.


So long, J.D.

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