mercoledì 18 maggio 2011

Where the rainbow ends


Eva Cassidy, Simply Eva


Blix Street, 2011








Sono già passati quindici anni da quando il mondo ha perso, per un male incurabile, la straordinaria voce di Eva Cassidy. Caso raro, anche se non unico, la Cassidy fu totalmente ignorata in vita per poi raccogliere consensi unanimi e grandiosi successi dopo la sua dipartita. Basti pensare che l'unico album che ha pubblicato in vita fu The other side, l'esordio del 1992. Il successivo, Eva by heart fu pubblicato perlappunto postumo cinque anni dopo. Da allora a oggi sono stati stampati ben dieci album contenti suo materiale che hanno venduto globalmente quattro milioni di copie.



Simply Eva è l'opera numero undici e se da un lato è vero che nulla aggiunge a ciò che conoscevamo di lei, dall'altro ci permette di assaporare risvolti inediti del suo talento. Soprattutto perchè la raccolta è composta da cover, in parte già incise, ma qui reinterpretate con il solo accompagnamento di una chitarra acustica, peraltro sempre discreta, quasi a non voler disturbare il canto.

Songbird, che apre la tracklist è forse il suo brano più famoso,mentre l'evocativo standard popolare inglese Wayfaring stranger (forse il titolo dirà poco, ma sono certo che lo conosciate tutti), traccia numero due,con il suo classico incidere gospel/folk e la malinconia che trasmette assesta già una mazzata alle coronarie.

Peolple get ready di Curtis Mayfield è uno dei brani più coverizzati della storia, da Bob Marley agli U2 passando per i Doors, le versioni di questo classico di protesta, originariamente inciso dagli Impressions di Curtis Mayfield, si sprecano. Devo dire che seppur non trovi niente da eccepire nella versione di Eva, nemmeno lo inserisco tra gli highlights del disco.

Cosa che faccio invece per due pezzi di Cindy Lauper, True colors e Time after time. Ai compilatori di questo disco piace vincere facile, ho pensato leggendo questi due titoli dietro al ciddì, cosa può esserci di più banale, avendo a disposizione una voce celestiale, che interpretare queste heartbreaker songs? Beh, l'ascolto ha spazzato via ogni mio malizioso pregiudizio. Il termometro dell'autenticità di queste versioni, come spesso mi accade, me l'hanno dato i peli delle braccia che si alzano e la schiena percorsa da un brivido.

Da sempre adoro (Somewhere) Over the rainbow, la theme song del film Il mago di Oz, in tutte le sue reincarnazioni, jazz,pop,rock. Ogni volta che ne scopro una versione nuova mi fiondo ad ascoltarla carico di aspettative. Eva Cassidy non mi tradisce, se la cuce addosso come un vestito su misura, ne dilata i tempi la fa assaporare, lascia che ogni parola del testo arrivi là dove deve. Commovente.

In conclusione, è vero, Simply Eva è probabilmente un'operazione commerciale un pò subdola, il tentativo ultimo (?) di monetizzare il talento di questa sfortunata singer americana, ma se può servire a farla conoscere a chi ancora la ignora e magari, come effetto domino, a indurre un recupero della sua discografia, allora ci si può passare sopra. Questa è healing music, lenisce le ferite dell'anima. Anche se, forse, a pensarci bene, ne apre altre.




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