No, non posto una recensione fuori dalla mia consueta tazza di tè per compensarne tante a oggetto old time music, è proprio che questa stagione (della vita) sta sommando agli ascolti radicati nel tempo un (fin qui) imprevedibile interesse per tutto ciò che è musicalmente "elettronico".
Ne consegue che le mie ricerche in rete adesso indagano le releases di questa natura, con la tara sui sottogeneri che ovviamente da buon neofita mi tocca scontare (è come cercare consigli sui dischi metal, il range potrebbe andare dai Bon Jovi ai Cannibal Corpse). L'aspetto eccitante della cosa, per uno come me ancora mosso da grande curiosità, è aver trovato un nuovo ambito da esplorare, quando pensavo ormai di averli esauriti tutti.
Nello specifico del post: dietro all'alias Underscores si cela April Harper Grey (nata Devon Karpf), ventiseienne di San Francisco che, dopo una serie di EP e singoli, debutta su full-lenght nel 2021. U è il suo terzo album. Con o senza l'ausilio dell'autotune, dentro il disco convivono tutta una serie di filosofie musicali, si va dalla EDM (Electronic Dance Music) di Tell me (U want it) all'hyperpop/drill di Music passando per la House di Hollywood Forever, l'electro-pop di Innuendo (I get U), il passo trance di Do it, fino al pop "in purezza" del lento (unico della tracklist) Lovefield.
Divertente, scatenato, coinvolgente. Uno dei miei dischi dell'anno. Chi l'avrebbe mai detto.

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