Un paio di mesi fa moriva, ottantasettenne, David Allan Coe, la penultima leggenda vivente dell'outlaw country. Ora il testimone passa al novantatreenne Willie Nelson. Ma a differenza di quest'ultimo, Coe la vita del bad guy l'ha incarnata per davvero e fino in fondo, a partire dall'infanzia disagiata, con riformatorio annesso, passando per il carcere vero da giovane uomo e l'uso e l'abuso di alcol e droghe, il tutto prima di scoprire il potere salvifico della musica che però non ha mutato il suo carattere irascibile (ne interrotto le dipendenze).
Tutto ciò gli ha creato nell'ambiente una "reputazione" che non solo ha influenzato artisti country a pacchi ma l'ha reso anche un riferimento intergenerazionale e trasversale ai generi musicali, tantè che nel 2006 registra Rebel meets rebel, un intero album assieme ai Pantera (ad eccezione di Anselmo), unica volta in cui Darren, Brown e Paul abbiano registrato qualcosa assieme al di fuori del monicker texano.
Altra differenza dalla modalità "peace and love" di Nelson la sua attitudine costantemente provocatoria e irriverente, che l'ha portato, credo unico a questi livelli, a registrare una serie di canzoni "hot" (Cum stains on the pillow, per dare un esempio della poetica) ovviamente tagliate fuori da qualunque possibilità di diffusione mainstream e raccolte nell'album X - Rated hits.
DAC era un personaggio rientrante appieno in un pattern comportamentale a noi alieno, ma abbastanza diffuso in determinate zone degli USA del sud. Faceva parte cioè di quella tipologia di persone rivendicanti un tipo di libertà avulsa da qualunque regola imposta dallo Stato, incluse tasse, diritto a portare armi, limiti di velocità e via dicendo. Cowboy moderni nelle loro intenzioni, in realtà, spesso, teste calde reazionarie per le quali probabilmente Trump è troppo morbido.
Un tizio così non poteva che essere un eroe per Hank 3, che lo include tra i suoi Country heroes, nella meravigliosa canzone omonima e ci incide assieme un singolo (The outlaw ways). Del mio disco oggetto dell'immagine correlata a questo breve post ho già parlato qui (trattasi di raccolta con il meglio della produzione dei primi dieci anni di carriera, i migliori), quindi per una volta non mi dilungo sull'opera, ma sul ricordo di un artista controverso ma autentico, anche nei suoi aspetti meno condivisibili.

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