Guardi la locandina di Morte cucina e pensi ad un horror con sconfinamenti comedy. Sbagliato. Questo film thailandese girato da Pan-Ek Ratanaruang ha dentro tanti (forse troppi?) ingredienti (per restare in tema) e alla fine si rivela come una delle cose più bizzarre che mi sia capitato di vedere di recente.
Se vogliamo collocare la trama in un genere possiamo definirlo un rape and revenge, ma sarebbe decisamente riduttivo. La vendetta della vittima, interpretata da Bella Boonsang, consiste nell'uccidere il suo violentatore, ad anni di distanza, attraverso cibo squisito di cui lui si ingollerà volontariamente, giorno dopo giorno. In questa fase il film si muove tra la promozione gastronomica locale e La grande abbuffata di Ferreri. Il finale vira ulteriormente, e in maniera davvero inaspettata, addirittura sulla necrofilia, con una coda sovrannaturale in linea con alcune credenze religiose thailandesi.
Non tutto è a fuoco, ma in il regista trova decisamente la strada per imprimere nella memoria la sua opera.
Non tutto è a fuoco, ma in il regista trova decisamente la strada per imprimere nella memoria la sua opera.
Sky Primafila

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