mercoledì 24 agosto 2011

Genitori imperfetti





Non so ancora se sono riuscito a trasmettere a Stefano il mio amore per la musica e il tifo per la mia stessa quadra di calcio (sempre in maniera non invasiva, per interagire nuovamente con questo opportuno post di Filo) ma la passione per il cinema invece a quanto pare ha già attecchito (forse perchè più immediata e meno impegnativa). Per cui adesso, ogni volta che gli capita di vedere dei trailer che gli interessano, il tormentone (di rimando alla spiegazione della nostra negazione più frequente) è: "papà, possiamo vederlo? E' adatto a me?".



Dopo più di un no alle proposte che mi ha rivolto Stefano, non senza perplessità, ho finito per capitolare in un boccheggiante e ozioso pomeriggio agostiano, in merito alla visione di Tekken, coproduzione Cina/Giappone/USA, che porta sul big screen il celebre picchiaduro per Playstation della Namco (al quale Stefano ha giocato qualche volta da un cugino).


Alla fine abbiamo assistito alla proiezione in una sala letteralmente deserta, togliendoci lo sfizio di commentare le scene a voce alta, come se fossimo sul divano di casa.


Il film da un punto di vista artistico è ovviamente del tutto trascurabile, anche se va apprezzato lo sforzo di costruire un minimo di storia dietro ad un "soggetto" per piattaforma di videogame la cui trama prevede esclusivamente botte da orbi. Se vi interessa saperlo la risposta al tormentone di cui in premessa è probabilmente che il film non è adatto ad un bambino di sette anni, ma, rispetto alle mie preoccupazioni, poteva andare peggio.




P.S. Il titolo del post coglie due riferimenti. Il primo è relativo alla mia decisione di far vedere Tekken a Stefano, nonostante sia chiaramente diseducativo in rapporto all'età. Il secondo è insito nella storia del film, che parla di lotte sanguinarie tra tre generazioni di padri e figli...

3 commenti:

Sam ha detto...

Il problema di film come questi è appunto che vanno ad intaccare la serietà e la fama che si son costruiti nel tempo. Tekken è in se un semplice videogioco, che però 'prende' appunto perché ogni personaggio ha una storia, la sua storia, a volte persino molto interessante. Non ho visto il film, credo che non lo farò mai appunto perché andrebbe a distruggere quell'interesse adolescenziale nei confronti dei personaggi, soprattutto quando mi dici che i produttori si son sforzati di costruire un minimo di storia in un film che ha tratto ispirazione da un videogioco pieno di storie. Devi sapere che dentro ogni Tekken (che fosse l'1, il 2, il 3, il 4 o il 5 o il 6) OGNI personaggio ha una storia, dei trascorsi con altri personaggi e tutti gli aggiornamenti di vita passata tra un torneo e l'altro. Questi stralci di storia personale li vedi ogni volta che completi il torneo con un personaggio, alla fine vedi cosa fa coi soldi della vincita o come procede la sua vita e questo succede in ogni capito di Tekken.

monty ha detto...

Confesso la mia ignoranza sul tema. Grazie del contributo
:-)

Sam ha detto...

Non sarà ne l'1, ne il 2, ne il 3, ne il 4 o il 5 o il 6 :D