Dopo l'imperdibile The devil's candy aspettavo con tale impazienza un nuovo lavoro di Sean Byrne da...essermelo perso al cinema.
Buon per me che le opportunità di recupero fornite dalle piattaforme (Prime in qusto caso) ti permettono di espiare la giusta penitenza.
C'è da dire che non capirò mai perchè uno oggettivamente dotato come Byrne abbia dovuto attendere quasi dieci anni (dieci anni!) per girare un altro film, mentre debosciati incapaci lavorino a ritmo incessante, ma tant'è.
Togliamoci il dente: Dangerous animals non è al livello del film precedente e si si presenta sotto molti punti di vista come il classico summer horror, tuttavia ha dei punti di forza. A partire da come sfrutta un'idea semplice ma dannatamente funzionale e divertente, cioè incrociare i generi survivor horror, serial killer e squali assassini. Aggiungiamoci che per il genere è girato da dio e che villain e last girl sono davvero eccellenti. Il carnefice, in particolare, non si dimentica: l'australiano Jai Courtney conferisce al suo personaggio Tucker una forza non scontata, tra pazzia, ferocia e un fascino luciferino. Molto bene anche la "preda" Zaphyr, interpretata da Hassie Harrison, una bellezza sghemba ottima nel ruolo di vittima che non si arrende al suo destino.
Quando un thriller a tinte gore riesce a trasmetterti la giusta ansia senza ricorrere a banali jump scares e "nonostante" le molte scene clue girate in pieno giorno, significa che funziona, pur non essendo un capolavoro.
Adesso speriamo solo non ci vogliano altri dieci anni per vedere un nuovo film di Sean Byrne.
Prime video

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