E' da un pò che volevo buttare giù qualcosa sui Carpenter Brut, anzi su Carpenter Brut, visto che dietro al monicker si cela un solo musicista, il francese Franck Hueso. L'occasione mi viene servita sul classico piatto d'argento con il rilascio dell'ultimo album, Leather temple, terzo full lenght (quarto se si conta una prima raccolta di tre EP), rilasciato dall'artista.
L'alias scelto da Hueso rende omaggio al mitologico John Carpenter oltre che, a quando pare, ad una sorta di parafrasi di una marca di champagne.
Il legame più importante è comunque quello con il regista americano, perchè la musica di CB, che si muove su coordinate dark synth in qualche modo rievocative del metal, richiamano espressamente i lavori del maestro Carpenter (sia in termini di film che di soundtrack), così come lasciano emergere clamorosamente un amore per gli horror degli anni ottanta.
Impossibile, ascoltando tracce come Major threat, non vedersi la fuga disperata della ragazza inseguita dal maniaco di turno, così come non si può non beccarsi una botta di adrenalina fuori tempo massimo con pezzi come The Misfits /The Relebels, Speed or perish o la title track.
Disco da godere tutto d'un fiato nei saliscendi delle sue dieci tracce (ovviamente strumentali) per scarsi quaranta minuti, che ti spettinano tra synth, dark synth, revival disco e electronic-metal.

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