giovedì 9 aprile 2026

Recensioni capate: La ballata di un piccolo giocatore (2025)

Scopro questo film per puro caso, spippolando distrattamente su Netflix, e mi stupisco di non averne mai sentito parlare nonostante la sua recente distribuzione (ottobre 2025), ma soprattutto a fronte di un cast notevole, che vede nei ruoli principali Colin Farrell, Tilda Swinton e Fala Chen. Questa storia, ambientata nella mitologica Macao, che solo marginalmente ha a che vedere con la vasta cinematografia sul gioco d'azzardo (in genere poker), è diretta in maniera ammaliante dal regista tedesco Edward Berger (reduce dall'apprezzato Conclave e dal precedente, ottimo, Niente di nuovo sul fronte occidentale) che ha l'umiltà di dirigere assecondando lo stile asiatico per come usa la mdp sulle location, per la capacità di rendere i picchi di ricchezza e gli abissi di dignitosa ma profonda povertà di queli luoghi, per la grande poesia con la quale cattura la pioggia, i rumori, gli umori dei luoghi, nonchè per la gestione dei primi piani ravvicinati, che lambiscono l'effetto fisheye e straniscono per le espressioni grottesche, stralunate, in particolare di Farrell (bravissimo) e Swinton. Il tutto dentro un contesto sospeso tra favola e realtà che rimanda a Wes Anderson. La ballata di un piccolo giocatore (tratto dal romanzo di Lawrence Osborne) è un film bizzarro, che ci mostra un non-luogo di penitenza, di espiazione, di transito di persone e anime, un purgatorio di truffatori, fuggitivi, ladri, assassini e puttane in cerca della redenzione finale. Titolo interessante e forse sottovalutato.

Netflix

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