domenica 13 maggio 2007

Beppe

Giovedì sono stato chiamato, insieme ai delegati sindacali interni e al caporeparto, dal responsabile del personale di un'azienda del mio settore per gestire un "caso umano". Un lavoratore cinquantenne che, a seguito di difficoltà personali (un divorzio tre anni fa), ha cominciato una deriva che lo ha portato a presentarsi al lavoro costantemente ubriaco. La mansione che svolge è autista di furgoni sul piazzale degli aeromobili a Linate. Il suo stato di salute è talmente precario che sovente si addormenta tra un viaggio e l'altro, a volte addirittura mentre guida. Solo la sua buona stella finora gli ha impedito di cagionare danni a se stesso o agli altri. Questo direttore del personale, a confronto di altri pezzi di merda che si trovano in giro per aziende, è una persona ragionevole e tutto sommato comprensiva, più di una volta ha chiamato il lavoratore per dargli una raddrizzata, la cura però ha avuto effetto poche settimane e poi si ricomincia come prima.

I colleghi non lo sopportano più. Lavora male, e spesso si devono fare carico delle sue dimenticanze, è sempre aggressivo, è sporco. Mi hanno raccontato che dopo il divorzio aveva avuto il colpo di fortuna di ricevere un'eredità in denaro, ma che, frequentando una prostituta nigeriana, è entrato in un giro di sciacalli che gli hanno prosciugato tutto.

In mia presenza al capo del personale diceva che se "quella là" (la nigeriana) lo sposasse, lui smetterebbe immediatamente di bere e righerebbe dritto; che quando passa davanti al bar, non sempre vorrebbe entrarci, ma "mi chiamano dentro, e allora come si fa?"; e che "ho bisogno di un mese di ferie perchè sono stanco".

Di fronte alla minaccia di liceziamento se non si mette a posto, mi sono offerto di accompagnarlo ai servizi sociali del suo paese, ho preso contatto con l'assistente sociale e fissato un appuntamento per la prossima settimana.
Non so se lui verrà.
Ma vedendo quest'uomo di cinquant'anni, distrutto e senza prospettive future, davanti al capo del personale che lo incalzava, non mi sono sentito un uomo migliore di lui. So che le spirali di autodistruzione sono trappole micidiali e appaiono le uniche vie di fuga, quando la tua vita è andata a puttane. Cosa impedisca ad uno di caderci non lo so; gli amici, la famiglia, il carattere. La fortuna.
Ai presenti nella stanza serve uno come Beppe, li fa sentire migliori, dà senso e valore alle loro vite, ai loro matrimoni alla loro stanca routine. Pensano che tutto sommato non si possono lamentare, tornano a casa meno avviliti del consueto, pensando che qualcosa di buono hanno combinato, in fondo.
Guardo Beppe e ho l'impressione che nel suo delirio alcolico colga questi aspetti, che reciti il suo ruolo consapevole della sua utilità, nel contesto della vita degli altri.
VI AGGIORNO
Ci è venuto Beppe, dall’assistente sociale. Ed ha anche accettato di seguire un programma di “ascolto” presso una struttura specializzata di un paese vicino al suo. L’unica cosa che ha detto,interrompendo l’assistente sociale che con tono di voce professionalmente pacato gli spiegava perché sarebbe stato per lui opportuno recarsi in questa struttura, e alzando l'indice come uno scolaro che vuole rispondere per primo alla domanda del prof, è stato: “si, ma guardi però che io non sono alcolizzato”. Dopo una decina di minuti eravamo fuori, mi sembrava tranquillo e soddisfatto. Adesso viene il difficile, ma intanto Beppe - Azienda 1-0.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

è vero! quelli come Beppe fanno un sacco piacere, è così anche da me! Hai ragione, amico.
Guardano quello più sfortunato, quello che non ha voglia di vestirsi bene e si sentono parte di una sfera superiore, per una volta piccola piccola.

Il peggio sai quando è?
Quando un altro sbaglia. Uno di altri uffici.
Si possono accanire e per una volta essere loro a scagliare la pietra.

Spero che Beppe si presenti ai servizi sociali. Così la mette nel culo a tutti quanti.
Mau

jumbolo ha detto...

boh non lo so, non credo. certo, è una chiave di lettura molto interessante, e ha delle basi, ma non sempre è così. a me fanno incazzare cose del genere, anche meno "gravi". ho un paio di amici che secondo me stanno dirigendo la loro vita in una direzione completamente sbagliata, ma io non posso fare altro che dirglielo, dopodichè non posso vivere la loro vita al posto suo. posso dargli dei soldi, se gli servono, come mi è già successo, ma non posso certo obbligarli a non vedersi con l'amante.

non so. magari sbaglio.

Anonimo ha detto...

mah Ale... le donne sono poi ben strane.
Secondo me voi che siete anche più grandi avete qualche storia in più di me su uomini che portano a spasso il cazzo e la moglie che rincorre col mattarello o, con pazienza assurda, aspetta.
Ligabue dice che Le donne lo sanno.
Secondo me è vero.

lì è natura, Ale.... il mondo è sempre andato così, purtroppo.
Sopratutto nelle migliori famiLLie.
e quanto oh quanto.....

monty ha detto...

non so se questo tizio abbia o meno
avuto familiari e/o amici che hanno
tentato di aiutarlo, magari giovedì
ne saprò di più.
il riferimento finale però riguardava
quelle persone che hanno una famiglia
solo per convenzione sociale ,
ma non si sentono
felici o realizzati, e allora
vedere chi è ad un passo dal baratro
li conforta, li fa sentire migliori.
io in quella stanza, durante il colloquio,
guardando i presenti ho avvertito questo.

jumbolo ha detto...

si si angelo, ho capito bene a cosa alludevi, e sono d'accordo su quella parte, chiariamo. è vero, ho tralasciato di sottolineare questo.
e ho sbagliato, perchè in fondo anche chi per convenzione sociale tiene insieme una famiglia per "facciata", crea dei problemi probabilmente ai figli. chi lo sa, magari Beppe è proprio il frutto di una famiglia disgregata ma sulla carta sempre intatta.

Le donne lo sanno. Boh, non saprei. Le esperienze le sanno tutti, le leggende urbane esistono dappertutto. Sono sempre interdetto davanti a quesiti e problematiche come queste, mi turbano profondamente. Ne ho parlato proprio sabato con mio babbo, e gli ho detto proprio così "io babbo se mi devo ritrovà con una donna che non mi garba per davvero, che non amo, facci magari anche un fiLLiolo, e poi dopo du o tre anni trovammi la ganza (amante), preferisco sta da solo finchè un ne trovo una colla vale so convinto che mi garbi per davvero. E se ulla trovo starò dassolo dé", e mio babbo ha annuito e m'ha detto "dé, fai bene".

Tutto questo, se il vero problema (magari anche di beppe) fossero le donne.

jumbolo ha detto...

e comunque, voglio dire, grande post.

Anonimo ha detto...

grande post, certo.
il ragionamento di Ale non fa una grinza, assolutamente ma il fatto è che certi comportamenti sono insiti. Non si sfugge.
Generalizzando ma non troppo le famiglie sono sempre state unite perchè il tradimento era compreso nel prezzo.
Avete un amico idraulico?
Vi dirà che le scopate che si fa con le signore sono eprchè son stufe del marito. Quindi la si tromba perchè è lei che lo richiede esplicitamente ma poi via!
Perchè lei tradisce in quanto stufa del marito.

Gli uomini, storicamente, i giretti li han sempre fatti. La bocca che bacia i miei figli eccetera... Questa frase di De Niro è stata detta sul derio da un avvocato a una che conosco.
Ragazzi, è la normalità, il tradimento.

Noi non siamo di quella pasta, forse.
Chissà.

Forza Beppe.

Anonimo ha detto...

ha ha grande Beppe! Grande!
Io direi 2 a 0. Il fatto di essere lì è la prima grande vittoria.
Ci voglio no palle mediche al posto dei testicoli per amettere di aver bisogno d'aiuto, boys.
it's banal ma ver.

monty ha detto...

non so quanto deve essere stata dura per
lui aspettare fuori dall'ufficio dei
servizi sociali, un atrio di passaggio del municipio,
con la gente che passava e gli diceva:
"ehilà beppe!" ; "uhè beppe, come va?"
e lui tranquillo come stesse aspettando
il suo turno in posta...

jumbolo ha detto...

ho letto con grande piacere l'aggiornamento con la storia di Beppe, al quale ormai voglio anche bene. La cosa che mi ha spaventato sapete qual è?
E' che io con Beppe mi ci farei una bevuta.