Jud, un giovane prete dal passato turbolento, viene inviato per punizione in una parrocchia dello Stato di New York, per cercare di fermare l'emorragia di credenti che la frequenta. Jud ricoprirà l'incarico di vice parroco in aiuto al monsignore Wicks, un prelato che incarna la visione più autoritaria, tradizionalista e contraria al cambiamento della Chiesa. Egli ha un gruppo ristrettissimo di fedeli che lo venera, mentre fa di tutto per allontanare chiunque (omosessuali, divorziati, genitori single) non risponda ai requisiti più rigidi della dottrina. Un giorno, subito dopo una delle sue omelie più violente, monsignor Wicks viene trovato morto, assassinato. A questo punto entra in campo il detective privato Benoit Blanc.
Monsignor Wicks (un Josh Brolin in parte) che fa comunità selezionando ed escludendo, ma sempre sulla base di sentimenti di rancore, rabbia e vendetta è un fedele specchio dei tempi che rimanda certo a Trump ma non solo all'America e non solo alla politica, bensì, in modo molto più diretto ed esplicito ad una parte stessa della Chiesa e alla società, e quindi parla a tutti.
L'ambientazione della chiesa e dei diversi personaggi della comunità chiusa all'esterno, tutti con un motivo diverso per nutrire risentimento e desiderio di ritorsione verso il mondo, che trovano il loro leader in un uomo che dovrebbe guidarli verso una rappacificazione spirituale e che invece agisce sulla loro rabbia, cercando di portarla alla deflagrazione, è messa in scena in maniera ficcante, anche a dispetto del tono leggero che si alterna al mistery della pellicola.
L'intrigo è, come al solito, un whodunnit affascinante che intrattiene lo spettatore obbligandolo a congetture su congetture, che, al dipanarsi del film, è costretto puntualmente a modificare e rimodellare. E' forse questo l'unico aspetto positivo del fatto che il film sia stato dato solo in streaming (al netto di una due giorni nelle sale), vederlo in famiglia comporta un dibattito ed un confronto di tesi che al cinema sarebbe impossibile (scherzo, ovviamente e quelli di Netflix sono dei pulciari ad impedire ai film di uscire in sala).
Io però da qualche tempo ho un mio nuovo attore del cuore, e risponde al nome di Josh O'Connor, che ho conosciuto ne La chimera, apprezzato in The mastermind (quindi film indie, indipendenti, ossatura della sua filmografia) che arriva qui al suo primo titolo popolare, al suo primo potenziale blockbuster, se fosse stato distribuito.

1 commento:
Personalmente non ho riscontrato la connotazione politica di cui parli, o forse proprio non mi è venuta in mente. Riguardo a Josh O' Connor hai ragione su tutta la linea, specialmente quando dici che somiglia al nostro Shane.
Posta un commento